martedì, Agosto 4, 2020

Stanno per iniziare le vacanze e siamo immersi in una strana sensazione di sdoppiamento, divisi tra la voglia compulsiva di svagarci e le paure angosciose dell’autunno sia sul piano economico sia su quello sanitario. Non aiutano i soloni dell’OMS con frasi irresponsabili e terroristiche del tipo “Gli effetti della movida li vedremo quando si ammaleranno i genitori” o “Il peggio deve ancora venire”. E’ un gioco al massacro mediatico di cui non si capisce la strategia se non quella di ammazzare l’economia di un Paese: del resto, il giorno prima che aprissero i ristoranti, i giornali pubblicarono uno studio cinese su quanti clienti vengono infettati da una sola persona malata seduta al tavolo. Ogni giorno elencano i nuovi contagi, ma non specificano – chissà perchè – quanti derivano da test sierologici (quindi non sono nuovi contagi).

Ci sono troppe falsità, troppe ipocrisie. Il Pd al Pirellone stigmatizza la mozione del Consiglio Regionale atta a riconoscere le colpe della Cina. Perchè? Non ci sarebbero stati i camion pieni di bare senza
wild market cinesi. Quando Zaia disse che se i Cinesi non avessero mangiato topi vivi, il Covid-19 non ci sarebbe stato, i benpensanti lo crocifissero. Eppure è la verità. Possiamo rimpallarci le colpe su
zone rosse e tamponi, ma il punto di partenza è un’insalata di pangolino con germogli di soia.

Certo, abbiamo avuto la sfortuna di affrontare la pandemia con un Governo debole, succube di sindacati e virologi da prime time. Perché in Europa i Governi hanno dato i soldi alle aziende direttamente (chi non li meritava, li restituirà) e invece da noi si è passati tramite le banche? Perché per la cultura di sinistra l’imprenditore è sempre un potenziale ladro ed evasore fiscale (l’ha detto Del Rio). Solo che così le banche non firmano, per paura che un giudice un domani le incolpi di bancarotta fraudolenta in concorso con l’imprenditore. Si torna sempre lì, ai due nodi che strozzano il rilancio del nostro Paese: la burocrazia e la magistratura. Del resto, perché aspettarsi di meglio? La Bellanova si commuove per i braccianti extracomunitari regolarizzati (“non è laureata, ma ha fatto l’università della lotta di classe”, la difese Martina), uno dei consiglieri più stretti del Premier come gavetta ha fatto il Grande Fratello e agli Esteri dopo Andreotti, D’Alema e Dini abbiamo uno che vendeva patatine allo stadio. Un Governo formato per la maggior parte da Ministri del Sud e del Centro Italia può capirci qualcosa in fatto di produttività e tutela del commercio? La loro ricetta di rilancio è figlia di una cultura assistenzialista stantia, dove prevalgono sussidi e oboli. Non che nel mondo se la passino meglio: l’inadeguatezza della classe dirigente è planetaria. Germania a parte, gli altri Paesi, che di solito passano per fenomeni, hanno fatto peggio di noi, nonostante avessero visto che cosa stesse succedendo in Italia. Su tutti, Boris Johnsson, passato dal “preparatevi a perdere i vostri cari” al chiudere tutto, prima di finire lui stesso in terapia intensiva.

Chiudo con una riflessione fatta al Corriere della Sera a fine marzo da Federica Damini, chirurgo al Papa Giovanni XXIII° di Bergamo: “Sarà lunga, ma ne usciremo. E prima o poi, ripetiamo ai nostri figli, torneremo ad abbracciarci tutti e quattro in spiaggia, una scena che fino a poco fa sembrava ovvia, scontata, perfino ripetitiva e che invece sarà come la prima volta: il privilegio di starsene seduti ad ascoltare il mare, il privilegio di essere una famiglia”. Ci ho ripensato di colpo, al parco giochi in montagna dove porto mia figlia da quando aveva due anni: le ho detto di posare la palla e di venire ad abbracciarmi. L’ho stretta come fosse il primo abbraccio della nostra vita. Un giorno le spiegherò il motivo e le racconterò di questa strana estate.

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