domenica, 23 Febbraio, 2020
Un interessante convegno organizzato da ATES e COGESER sul tema delle Società In House

Sala conferenze di ATES gremita la mattina del 24 gennaio in occasione del convegno organizzato insieme a COGESER sul tema “Le Società In House: aspetti normativi e modalità di applicazione nella relazione tra società ed Enti partecipanti”. Amministratori locali e dirigenti comunali hanno risposto con grande interesse e seguito con attenzione e partecipazione i lavori. L’Amministratore Unico di ATES, Ugo Zanello, ha fatto gli onori di casa e ha sottolineato l’importanza di incontri come quello di Trezzo sull’Adda, per affrontare un tema attualissimo e nello stesso tempo spinoso, visti i diversi spunti interpretativi a cui si presta la materia.

Su una cosa i relatori sono stati d’accordo: occorre fuggire da visioni qualunquistiche che dipingono le Società In House come carrozzoni e poltronifici per colpa di qualche cattivo esempio. Sono tante le realtà sane ed efficienti, che testimoniano come il modello In House utilizzato in modo corretto porti vantaggi importanti ai comuni e quindi ai cittadini.

L’intervento del Prof. Amedeo Valzer, docente di Diritto all’Università Cattolica, ha affrontato tanti nodi importanti, tra cui il controllo analogo, il modello In House pluripartecipato, la giurisdizione ordinaria e quella contabile. Un intervento che è stato una sorta di “drive” di comportamento e che, citando il concetto di autoproduzione, ha rimarcato come dovrebbe essere il rapporto tra Società In House e Comune: due soggetti che formano un tutt’uno, ma che devono essere autonomi e capaci di non interferire. In sintesi, quell’influenza determinante, ma non dominante che l’Ente Socio può avere, sempre rispettando l’autonomia amministrativa.

Ha poi parlato il dr. Antonio De Vita, analizzando la situazione da un’altra prospettiva, quella del Giudice Amministrativo del TAR Lombardia, ovvero di chi giudica gli atti amministrativi. Molto importanti sono i controlli che le PA devono eseguire declinati tra controllo cosiddetti identici, ex ante, contestuali e ex post. De Vita ha ricordato che il modello In House dovrebbe essere utilizzato in via eccezionale e che bisognerebbe presentare motivazioni rafforzate per scegliere l’In House come alternativa alla gara ad evidenza pubblica. “Un altro tema chiave è la necessità di avere un modello flessibile e non rigido: se il cittadino non ha vuoto il servizio dovuto, si dovrebbe intervenire in corso d’opera, non aspettare le verifiche della Corte dei Conti. Ci dovrebbe essere una sorta di autotutela – ha spiegato De Vita – . Ma come fa l’Ente Socio a controllare in corso d’opera, se ha delegato tutto? La vicenda di Autostrade ci dovrebbe insegnare molto…”.

Paolo Sabbioni è invece intervenuto in una doppia veste: quella di Amministratore di COGESER e quella di avvocato esperto di diritto societario: “Un valore aggiunto del modello In House è quello della mutabilità ovvero la ricontrattualizzazione in corso d’opera, una possibilità che in un rapporto tra un Comune e un’azienda privata sarebbe molto più complicata e soggetta a maggiori vincoli”.

Molto atteso e apprezzato l’intervento della dr.ssa Maria Fazio, anche per la sua grande esperienza in materia di pubblica amministrazione e per la sua doppia veste di Segretario Comune sia di Trezzo sull’Adda (il maggior azionista di ATES), sia di Cologno Monzese (il comune più grande tra i soci). Avere tenuto alta l’attenzione dei presenti dopo più di tre ore di esposizioni è stato possibile grazie agli interessanti spunti da lei forniti, tra i quali la procedura di affidamento In House seguita nel “caso Cologno” e il nulla osta ricevuto dal TAR, dopo l’impugnativa da parte della società privata che gestiva prima di ATES il servizio calore, a dimostrazione della correttezza degli atti amministrativi adottati.

Al termine, tutti molto soddisfatti e il suggerimento di ripetere l’esperienza con focus sempre su temi che riguardano il rapporto tra società pubbliche e amministrazioni locali.

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