mercoledì, Giugno 26, 2019
Trattamento rifiuti: un business da oltre 460 milioni di euro a Milano

Diminuisce la quantità di rifiuti prodotti dalle imprese milanesi, 2,3 milioni di tonnellate rispetto ai 3 milioni dell’anno precedente: -22,1% e oltre il 90% di questi è sottoposto a trattamenti di recupero, un dato in crescita rispetto a tutti gli anni precedenti mentre diminuisce la quantità sottoposta a smaltimento che ora è al 9%. Si tratta per Milano soprattutto di rifiuti non pericolosi (2 milioni di tonnellate) e legati all’edilizia: terra da scavo, 665 mila tonnellate e rifiuti misti delle costruzioni, 230 mila tonnellate. In totale se si considerano anche i territori di Monza Brianza e Lodi la quantità di rifiuti prodotta dalle imprese, tra pericolosi e non pericolosi, supera i 3 milioni e arriva a rispetto ai 3,7 milioni dell’anno precedente. Le attività più coinvolte nella produzione: oltre a quella del risanamento e della gestione dei rifiuti (487 mila di tonnellate pari al 16% del totale), sono l’ingegneria civile (372 mila, 12,3%) e la fabbricazione di prodotti in metallo (319 mila, 10,6%). Sul totale invece della raccolta urbana e delle imprese i rifiuti misti da costruzione, di cemento, mattoni, metallo ferroso e la terra, sono i più trattati negli impianti del territorio per il recupero delle materie, 4 milioni di tonnellate pari a oltre il 50% del totale, mentre mezzo milione di tonnellate di rifiuti domestici sono recuperati per essere utilizzati come combustibile. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati MUD (dichiarazioni 2008-2018).

L’attività di gestione dei rifiuti vale 1,4 miliardi di euro in Italia e 562 milioni in Lombardia, di cui oltre 460 a Milano. Sono i ricavi delle vendite dichiarati dalle imprese del settore. Le attività specializzate nel trattamento di rifiuti sono un migliaio in Italia e 134 in Lombardia. Danno lavoro rispettivamente a 9 mila e 2 mila persone. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese e Aida – Bureau van Dijk. Lombardia, prima in Italia, è seguita da Campania, Lazio e Sicilia che ne contano circa un centinaio. Per numero di imprese Milano con 42 è prima in regione e terza in Italia, dopo Roma (77) e Napoli (43) ma è prima a livello nazionale per addetti (1.379) e precede Roma (1.331) e Torino (731). In regione come attività è seguita invece da Bergamo con 29 e Brescia con 15.

La Camera di commercio è attiva nella promozione della corretta gestione e recupero dei rifiuti con vari strumenti – ha dichiarato Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e presidente della Sezione regionale Lombardia dell’Albo nazionale gestori ambientali -: per esempio fornisce alle imprese informazioni specifiche su temi ambientali attraverso seminari e workshop di approfondimento, gestisce le procedure legate all’invio telematico delle dichiarazioni Mud e cura la tenuta dell’Albo gestori ambientali”. “In un’ottica di sviluppo sostenibile l’attenzione all’ambiente e l’adozione consapevole di un modello economico alternativo che sappia sfruttare al meglio le potenzialità dell’economia circolare potranno diventare sempre più fattori di competitività per il mondo produttivo del nostro territorio – ha dichiarato Guido Bardelli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi -. Per questo è importante promuovere un percorso informativo e formativo che sappia affiancare e supportare le imprese interessate a massimizzare la circolarità tramite strumenti quali per esempio l’applicazione dell’eco-design e il riutilizzo dei materiali”.

Secondo la Commissione Europea per ogni euro investito in economia circolare il ritorno sarebbe di 8. Il progetto realizzato dalla Camera di commercio, in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, offre gratuitamente un affiancamento tecnico-scientifico alle PMI verso l’economia circolare per aiutarle nella definizione di strategie di miglioramento. Il percorso prevede tre fasi: la prima, già avviata, di coinvolgimento delle imprese del territorio in incontri informativi, la seconda di organizzazione di tavoli di lavoro, la terza di supporto individuale per un checkup dei bisogni specifici di ogni singola azienda.

C’è tempo fino al prossimo 22 giugno per la presentazione del MUD, il Modello Unico di Dichiarazione ambientale. Il Mud permette il monitoraggio dei rifiuti prodotti dalle attività economiche e di quelli raccolti dai Comuni, smaltiti o avviati al recupero nell’anno precedente la dichiarazione. Sono tenuti alla compilazione le imprese che producono rifiuti pericolosi e le imprese o enti con più di 10 dipendenti che producono rifiuti pericolosi e non pericolosi, escluse aziende agricole, parrucchieri, estetisti e tatuatori. L’invio è solo telematico. È stato approvato il nuovo modello della dichiarazione annuale obbligatoria, che sostituisce integralmente quello dello scorso anno. Il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione è quindi slittato dal tradizionale 30 aprile al 22 giugno.
Per maggiori informazioni: www.milomb.camcom.it/ambiente. I dati del MUD e degli altri registri ambientali sono anche a disposizione alla nuova pagina del sito dedicato all’open data ambiente: http://opendata.milomb.camcom.it/openDataFront/#/ambiente.

I rifiuti più prodotti dalle imprese
Milano. Su un totale di 2,4 milioni di tonnellate, la terra da scavo è il rifiuto più prodotto (28,2%), seguono i rifiuti misti della costruzione (9,8%), i frammenti di metallo ferroso (9,3%), gli imballaggi compositi (6,1%), i fanghi da trattamento di acque di fognature (5,8%) e le scorie e ceneri di processi di trattamento termico e di combustione (4,9%). Le attività di risanamento (20,5% del totale) e l’ingegneria civile (15,6%) sono i settori che producono la maggior quantità di rifiuti.

Monza Brianza. Su 398 tonnellate di rifiuti (erano 397 mila l’anno precedente) il 19,5% è costituito da frammenti di metallo ferroso, il 10% circa da altri materiali misti e indifferenziati e da imballaggi compositi, il 5,5% da Scorie di reazioni chimiche e da rifiuti di imballaggi di carta e cartone. La fabbricazione di prodotti in metallo è l’attività che produce più rifiuti (23,3%) seguita dalla fabbricazione di altri prodotti della lavorazione dei minerali (6,2%).

Lodi. La quantità di rifiuti è di quasi 255 mila tonnellate (erano 240 mila tonnellate nelle dichiarazioni 2017), scorie di reazioni chimiche (13,2%), fanghi da trattamento di acque di fognature (8,8%), terra, rifiuti di minerali naturali e ferrosi (8% circa) sono i rifiuti più prodotti. La fabbricazione di prodotti chimici (15,2%) e farmaceutici (13,5%) sono le attività che producono la maggior quantità di rifiuti.

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