sabato, Maggio 9, 2026
Trasformare una centrale termica da metano a biomassa è fattibile, sostenibile e replicabile

L’esempio del condominio di via Gandino, in zona Navigli a Milano, è la dimostrazione pratica che trasformare una centrale termica non è un lusso riservato solo all’edilizia residenziale di alto livello, ma è una via praticabile anche in stabili di edilizia popolare: è sostenibile e – soprattutto – replicabile. L’impianto per i 7 edifici di via Gandino (138 alloggi e oltre 9.000 metri quadrati riscaldati), è stato realizzato da Carbotermo SpA ed è stato presentato nel 2025 al Forum della Sostenibilità in Regione Lombardia come esempio virtuoso. Che sia un esempio virtuoso non è una teoria: ci sono i numeri che fotografano i primi dieci anni di gestione, sempre in capo a Carbotermo.

I benefici sono di doppio tipo, ambientali (l’impianto è alimentato a pellet) ed economici. È stata infatti realizzata una tabella che raffigura che cosa sarebbe successo se lo stesso impianto fosse stato ibrido o a gas rispetto all’attuale utilizzo di biomassa. Il dato che emerge è significativo: si è ottenuto un risparmio complessi-vo di circa 500mila euro in 10 anni. La situazione del condominio di via Gandino è paradigmatica: gli alloggi comunali a Milano sono gestiti da Metropolitana Milanese, ma non per quanto riguarda tutte le questioni ordinarie. In questo ambito è attiva un’autogestione.

Massimo Cairo, che ne è il Presidente, racconta il percorso fatto: “Vivo qui da oltre 40 anni e c’è sempre stata l’autogestione, ovvero un gruppo di inquilini volontari, in collaborazione con il Comune di Milano, è referente per alcuni servizi come riscaldamento, pulizia, cura del verde e piccola manutenzione. I passaggi ovviamente devono essere approvati dall’assemblea degli inquilini. C’è una grande differenza tra la gestione attuale e quella precedente: se prima si chiamava il gestore e non aveva squadre disponibili, eravamo costretti ad aspettare anche più di un giorno. Di fronte a malfunzionamenti del riscaldamento durante l’inverno questo poteva generare situazioni difficili e forti malcontenti.

Oggi invece, se c’è un problema, Carbotermo – come previsto dal contratto – invia i tecnici entro 24 ore. In alcuni casi, se il guasto non è grave, l’azienda riesce a risolvere il problema anche da remoto. Avevamo una caldaia a gasolio dal 1966 – prosegue Cairo – ma dava troppi problemi: erano più le volte che era ferma di quelle in cui funzionava. Ci siamo trovati di fronte alla scelta se convertirla a biomassa o a metano. La nostra struttura è ideale per la biomassa: abbiamo gli spazi adeguati, ad esempio per lo stoccaggio del materiale. Così abbiamo scelto quella strada. Abbiamo chiesto i preventivi e li abbiamo presentati al Comune di Milano, che però ci disse che non aveva risorse per l’investimento.

A quel punto Carbotermo si è fatta carico dell’intervento, dallo smaltimento della vecchia centrale agli adeguamenti legati alla sicurezza. Nonostante in bolletta fosse presente il costo delle nuove caldaie da ammortizzare in sette anni, si registrava già un risparmio pari al 15%. Terminato il pagamento, il risparmio è raddoppiato – continua Massimo Cairo -. Le caldaie a biomassa sono in funzione dal 22 ottobre 2015 e i risultati sono molto positivi. E soprattutto si paga meno: un dato rilevante, soprattutto in periodi di forte instabilità dei prezzi energetici. Ci sono condomìni che hanno subito aumenti an-che del 150%, mentre qui gli incrementi si attesta-no intorno al 2-3% annuo. Alla fine, siamo pienamente soddisfatti – conclude Cairo -: l’ultimo anno con la caldaia a gasolio sono stati necessari 12-13 interventi, mentre in oltre 10 anni di biomassa gli interventi sono stati solo 7, spesso senza che gli inquilini se ne accorgessero. Avendo due caldaie, anche in caso di fermo di una, l’altra garantiva continuità”.

Da quattro anni il referente è il Comune di Milano: Carbotermo continua comunque a occuparsi di fornitura, manutenzione, riparazioni e gestione amministrativa. Non è cambiato nulla, se non la proprietà della centrale termica. Nel tempo il condominio di via Gandino ha ricevuto molte visite da realtà pubbliche e private interessate al modello e in diversi casi esso è stato replicato. L’intervento di via Gandino ha avuto il merito di essere realizzato in una fase in cui Carbotermo aveva già maturato esperienza nel settore biomassa, ma su scala ancora limitata.

Oggi il quadro è cambiato: l’azienda gestisce più di 100 condomini, oltre a infrastrutture complesse come un aeroporto, scuole e case di riposo alimentate con lo stesso sistema. Dispone inoltre di una filiera strutturata, con un deposito da circa 3.000 tonnellate e una flotta dedicata per la distribuzione, elementi che garantiscono continuità e controllo dell’approvvigionamento. In periodi caratterizzati da forte volatilità dei prezzi dei combustibili fossili – come già osservato nel 2022 – le biomasse hanno dimostrato una stabilità significativa. A questo si aggiunge un aspetto operativo rilevante: Carbotermo approvvigiona il combustibile necessario ai propri impianti prima della stagione invernale, assicurando così continuità del servizio e maggiore prevedibilità dei costi per gli utenti finali.

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