Il cioccolato dell’uovo di Pasqua era fondente al 98% ovvero amarissimo. Come amarissima è stata la sorpresa: i cantieri della metrotranvia Milano-Seregno sono fermi perché mancano i fondi per proseguire i lavori. A.A.A. cercasi 120 milioni di euro! I Sindaci del Nord Milano e della bassa Brianza – convocati il 14 aprile in Città Metropolitana – sono sul piede di guerra. “Il rischio non è solo quello di avere cantieri aperti e abbandonati, strade chiuse, viabilità modificata, esercizi commerciali in difficoltà, ma è soprattutto quello di vedere costi lievitati addebitati al Comune… Questo sarebbe un ulteriore danno: dover togliere milioni di euro dalla manutenzione della nostra città nei prossimi anni, proprio ora che siamo riusciti a chiudere i disavanzi ereditati dalle passate Amministrazioni e potremmo avere le prime risorse da investire dopo lunghi sacrifici”, spiega il Sindaco di Bresso, Simone Cairo che, pur essendo da sempre contrario al progetto della metrotranvia, l’ha ereditato e ha dovuto conviverci.
“Il pericolo da evitare è quello di proseguire su questo progetto senza la copertura finanziaria per concluderlo, rischieremmo di avere km di strade sottosopra senza operai e senza tram per anni”, attacca Cairo. Il Primo Cittadino ha spiegato ai Bressesi sui social da che cosa dipende l’ammanco di fondi: “I costi mancanti, ci è stato riferito dalla stessa Città Metropolitana, dipenderebbero da due fattori: una nuova normativa che avrebbe riclassificato i materiali di scavo obbligando al conferimento in discarica con relativo aumento dei costi; i costi di gara sarebbero stati calcolati sul preziario 2012 che ha negli anni subito diversi aumenti. Sul secondo punto l’unica responsabile è Città Metropolitana che, con la sua lentezza e con la scelta di non rifare la gara, ha prodotto i ritardi nei lavori di ben 15 anni che necessariamente generano costi in aumento”.
Recentemente Cairo ha scritto a Città Metropolitana per richiedere tutta la documentazione che permetterà di avere un quadro più chiaro su come si è formato, in poco più di tre anni, un aumento del costo dell’opera di circa il 40% pari a oltre 90 milioni.“Le condizioni che poniamo sono semplici e di buon senso – ha concluso Cairo -. Siamo disponibili a sostenere la richiesta di Città Metropolitana verso il Governo per una compartecipazione alla suddivisione dei costi e che Città Metropolitana si faccia carico della percentuale di tutti gli Enti locali. L’opera, infatti, ha avuto finanziamenti dello Stato per circa il 60%; questo vuol dire che Città Metropolitana deve impegnarsi a farsi carico di 30 milioni di extra costi tra quelli che ha già dichiarato. Un’altra grande preoccupazione è l’accordo mai raggiunto sui costi di manutenzione futuri, se ne parla dal 2021 e tutti i Comuni interessati concordano sul fatto che non possa ricadere sulle Amministrazioni locali. Città Metropolitana vorrebbe una delega in bianco sull’opera ma nessuno è disposto a firmare per poi vedersi attribuiti i costi di realizzazione”. La metrotranvia avrebbe dovuto essere inaugurata nel 2027, ma ad oggi è impossibile avere un cronoprogramma certo. Cairo, fin dalle elezioni del 2018, non ha mai fatto mistero di essere contrario alla metrotranvia ritenuto “un progetto datato, obsoleto, inutile per i Bressesi, che non risponde più ai bisogni di mobilità del territorio; era infatti stata concepita senza considerare la presenza delle nuove linee metropolitane e ferroviarie e il loro possibile sviluppo futuro”.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI PADERNO: NO A RIDIMENSIONAMENTI – AIl’incontro del 14 aprile, nella sede della Città Metropolitana di Milano, alla presenza della Consigliera delegata alla Mobilità Daniela Caputo, per Paderno – dove il tracciato prevede quattro fermate – era presente la Sindaca Anna Varisco, che spiega: “E’ emersa una posizione molto chiara e condivisa tra tutti gli enti coinvolti: la metrotranvia è considerata un’infrastruttura strategica e deve essere completata integralmente, senza riduzioni o modifiche del progetto. La linea comune è quindi quella di agire in modo unitario per reperire le risorse necessarie a coprire gli extracosti. In particolare dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ci si aspetta una risposta concreta e tempestiva: l’apertura di un confronto istituzionale e lo stanziamento dei fondi necessari, evitando che questi oneri ricadano sui bilanci dei Comuni già affaticati da tagli e rincari”.
Una posizione che trova ora una sponda politica ancora più forte: il Consiglio Comunale il 28 aprile ha infatti votato all’unanimità un ordine del giorno sulla metrotranvia. E il riferimento alla Milano–Limbiate (già finanziata dal Ministero con risorse analoghe) rafforza l’aspettativa di un intervento statale.
Resta quindi ferma la posizione contraria a qualsiasi ipotesi di ridimensionamento del progetto…
“Lo stop a qualsiasi ipotesi di ridimensionamento deriva da motivazioni molto solide. Il completamento integrale dell’opera è essenziale per garantirne efficacia, funzionalità e sostenibilità complessiva. Una realizzazione parziale comprometterebbe i benefici attesi, come la riduzione del traffico su gomma, il miglioramento della qualità dell’aria e una mobilità più efficiente tra Milano e la Brianza. Ridurre il progetto significherebbe subire gli impatti che stiamo vivendo senza ottenere i vantaggi previsti”.Qual è oggi la situazione a Paderno?
“Per quanto riguarda la nostra città, la situazione è impegnativa, ma meno che in altri comuni della tratta, anche se gli impatti ci sono. Oltre alla necessità di completare l’opera, è stata evidenziata anche l’importanza di prevedere forme di ristoro per le attività più penalizzate, con criteri chiari e tempi certi. L’obiettivo è quindi duplice: da un lato portare a termine l’infrastruttura, dall’altro accompagnare il territorio nella gestione degli impatti durante la fase di realizzazione”.




