lunedì, dicembre 17, 2018

Ti emoziona ogni volta lo sguardo della tua bambina che ti chiede il perché delle cose, i suoi occhi stupiti e curiosi quando le fai fare nuove esperienze. Per questo, come papà, continuo a pensare a cosa avrà provato Ludovica quando suo padre l’ha lanciata dal viadotto della Pescara-Chieti. A 12 anni sei già grande: in quei 40 metri che non finivano mai avrà capito che i suoi ricordi e i suoi sogni si sarebbero sfracellati di lì a poco di fianco ad un pilastro di cemento.

Non riesco a darmi una spiegazione per tutti questi padri che ammazzano mogli e figli, succubi di un delirio di onnipotenza secondo il quale chi dà la vita è autorizzato a toglierla e che comunque sia meglio uccidere tutti piuttosto che lasciare i propri cari a vivere nel dolore. Come possono pensare una cosa simile? Una figlia orfana sarà infelice, ma almeno vivrà: farà le recite scolastiche, i saggi di danza, si innamorerà, vedrà il mondo. Non verrà messa a 12 anni in una cassa di legno ricoperta di terra. Capisco la disperazione di un uomo che sente di aver fallito, senza più sbocchi, inghiottito dalla disperazione più cupa. Non trova motivi per andare avanti? Si ammazzi. Ma non tolga ai suoi figli il diritto di avere un futuro.

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