venerdì, Dicembre 6, 2019

Non è nostra intenzione entrare nel merito dell’ennesima inchiesta giudiziaria che sta investendo la Lombardia: non l’abbiamo mai fatto e mai lo faremo (anche perché non sono i giornali che devono emettere sentenze e costruire patiboli…).  Facciamo notare però solo due cose, che ormai solo chi è in malafede può far finta di non vedere.
La prima. Dopo mesi e mesi di intercettazioni, gli arresti e il botto mediatico coincidono con le ultime settimane della campagna elettorale prima delle Europee e delle Amministrative.
La seconda. E’ l’ennesima inchiesta che mette sotto accusa il Governo della Lombardia. Un cittadino è portato a pensare che in quasi tutte le altre regioni d’Italia i settori dei Rifiuti e della Sanità siano gestiti nella massima correttezza e legalità.

Mi ricordo che al liceo, durante i compiti in classe di matematica, la professoressa stava in piedi all’altezza dell’ultima fila e beccava a copiare solo quelli seduti negli ultimi banchi. Quelli nelle prime file facevano di tutto, ma lei era girata dall’altra parte e non poteva vederli. Così il preside si era fatto un quadro della classe secondo il quale solo 4 o 5 ragazzi seduti nella ultime file erano disonesti, svogliati nello studio e portati a cercare la facile scappatoia. Negli ultimi due anni, però, la professoressa si trasferì all’estero. Quella che la sostituì, durante le verifiche, non si muoveva mai dalla cattedra: così quelli seduti nei primi banchi venivano regolarmente beccati a copiare, mentre per quelli nelle ultime file iniziò la pacchia. Al preside, di colpo, venne il dubbio che non era cambiata la moralità dei ragazzi, ma il metro di giudizio.

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