domenica, Agosto 25, 2019

La Logopedia (dalle parole greche logos “discorso” e paideia “educazione”) è una branca della medicina riabilitativa che si occupa dello studio, della prevenzione, della valutazione e della cura delle patologie e dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dei disturbi cognitivi ad essi eventualmente connessi. Il logopedista può operare da solo, o come più frequentemente accade, nell’ambito di una equipe multidisciplinare: i professionisti con cui è solito rapportarsi sono fisiatra, fisioterapista, foniatra, neurologo, neuropsichiatra infantile, neuropsicologo, otorinolaringoiatra, neuropsicomotricista, psicologo.

Come funziona – Il logopedista, dopo una prima fase di valutazione tramite test e colloqui anamnestici, elabora il bilancio logopedico volto all’individuazione e al soddisfacimento del bisogno di salute del paziente tramite la stesura di un piano di trattamento concordato con il paziente: requisito imprescindibile è l’alleanza terapeutica, che fa da collante all’impegno reciproco tra paziente e terapista per il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico.

Durante le sedute, il logopedista propone attività terapeutiche per l’abilitazione e/o la riabilitazione. L’obiettivo è quello di migliorare il quadro clinico emerso fornendo spesso esercizi da svolgere in autonomia, a riprova della centralità del paziente nella gestione della sua salute. In ultimo, quando la situazione lo richiede, può proporre l’adozione di ausili a scopo facilitativo o dispensativo, addestrando al loro corretto utilizzo e verificandone l’efficacia.

I principali disturbi trattati in età adulta e geriatrica sono:

  • Disturbi della voce (disfonia e nei casi più gravi afonia)
    Cause più comuni: cattivo uso vocale, noduli, polipi, etc.
  • Disturbi della comunicazione (afasia)
    Cause più comuni: ictus ischemico o emorragico, tumori cerebrali, traumi cranici, etc.
  • Disturbi della parola (disartria)
    Cause più comuni: malattie ad eziologia cerebellare o pontina, atassie, Morbo di Parkinson, etc.
  • Disturbi della deglutizione (disfagia)
    Cause più comuni: ictus ischemico o emorragico, tumori del distretto testa-collo, Morbo di Parkinson, etc.
  • Disturbi cognitivi connessi alle funzioni di linguaggio e deglutizione (aprassia oro-bucco-facciale, disturbi dell’attenzione, neglect, agnosie etc.)
    Cause più comuni: ictus ischemico o emorragico, patologie cerebrali etc.
  • Disturbi della fluenza dell’eloquio (balbuzie, cluttering)
    Cause più comuni: emozionali-relazionali, neurofisiologiche, genetiche, etc.

Nell’ambito dell’età evolutiva si opera principalmente su:

  • Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL) e aspecifici
    In assenza di altre patologie come ritardo mentale, sordità etc., si ha uno sviluppo del linguaggio ridotto e/o rallentato, sono presenti difetti di pronuncia, lessico ridotto e/o altre problematiche legate alla comunicazione orale
  • Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e aspecifici
    In assenza di altre patologie come ritardo mentale, sordità etc., si ha uno sviluppo degli apprendimenti (lettura à dislessia; scrittura à disortografia; calcolo à discalculia) ridotto e/o rallentato
  • Disturbi della fluenza dell’eloquio (balbuzie, cluttering)
    Cause più comuni: emozionali-relazionali, neurofisiologiche, genetiche, etc.
  • Disturbi neurocomportamentali (autismo, ritardo mentale)
    Cause più comuni: neurofisiologiche, genetiche
  • Deglutizione deviante
    Persistenza di una deglutizione infantile anche dopo lo svezzamento, che può incidere sullo sviluppo dei denti permanenti, sulla pronuncia di alcuni suoni e sull’equilibrio muscolare e strutturale della bocca e della faccia.
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