lunedì, Ottobre 14, 2019
Le Società in house: una risorsa in comune

Un interessante convegno quello organizzato al Pirellone il 3 ottobre da Metropolis e dal Presidente della Commissione Regionale Ambiente, Riccardo Pase. Sala gremita, con diverse persone in piedi: tra il pubblico: Amministratori Locali, imprenditori, esponenti del Terzo Settore e semplici cittadini venuti a sentire perché le Società in House sono da considerarsi “risorse in Comune” e non carrozzoni. Dopo i saluti introduttivi del direttore della nostra testata, Angelo Frigerio, è toccato a Pase fare gli onori di casa, spiegando come le Società in House possano dare più facilmente risposte nell’offerta di servizi sempre più complessi rispetto a quanto possa fare un semplice comune e garantiscano prezzi più bassi e investimenti certi. Tutti punti fondamentali per vincere la battaglia dello sviluppo sostenibile. E anche sul controllo, riguardo al quale molti sono diffidenti, Pase ha ricordato come la Partecipata vada vista come un ufficio distaccato del Sindaco e quindi un realtà che appartiene a tutti i cittadini.

Il punto di vista di un’Amministrazione pubblica è stato enunciato dal neo Presidente della Provincia di Monza Brianza, Luca Santambrogio, che ha ricordato come anni fa le resistenze maggiori si ebbero proprio tra i dipendenti comunali che avevano paura di perdere potere per colpa delle neonate Società in house. Santambrogio ha poi sottolineato l’importanza di queste realtà, per evitare lungaggini ed evitare risposte rapidi.

Un parere più tecnico è stato quello di Attilio Superti, Direttore dell’Area di Programmazione e Relazioni Esterne di Regione Lombardia: “Le Società Pubbliche garantiscono servizi fondamentali in modo efficace, efficiente ed economico. L’universalizzazione sociale del servizio è una conquista e non dovremmo mai darla per scontata”. Superti ha poi parlato del passaggio necessario da smart city a smart land e di che cosa si deve intendere oggi per “resilienza”: non solo resistenza, ma anche riadattare la propria mission. E poi quattro interrogativi che Superti lancia ai vertici delle Partecipate: quanto devono essere grandi i players? Quanto il pubblico riesce ad essere volano? Come far scendere gli investimenti a pioggia nei piccoli comuni? Come darsi un indirizzo definito per non finire impantanati nella burocrazia?

A questo punto la parola è passata alle Partecipate presenti che hanno spiegato la loro attività e il loro modo di essere “risorse in comune”. Metropolis è riuscita nel difficile compito di radunarle tutte e con loro i quattro grandi ambiti: acqua, rifiuti, energia, calore. Tutti allo stesso tavolo. Alessandro Russo, Presidente e AD di Gruppo CAP, è tornato su un tema a lui molto caro: l’economia della ciambella, con l’anello più stretto che rappresenta i diritti e l’anello più largo che rappresenta l’ambiente. “Nessuno di noi vuole una decrescita felice, vogliamo garantire una futuro migliore ai nostri figli all’insegna dello sviluppo e della crescita, ma tutto questo deve essere compatibile con l’ambiente”. Russo ha poi fatto un passaggio in difesa delle società pubbliche che, zavorrate da vincoli e leggi, non possono competere con i players privati. Importante anche il ruolo dell’innovazione tecnologica, della scelta qualitativa sia negli impianti che nel personale. E, infine, il ruolo positivo che può e deve giocare la politica: dare un indirizzo, scegliere le priorità, indicare un percorso.

Il neo Presidente di CEM Ambiente, Giovanni Mele, è tornato sul valore rivoluzionario della campagna di ecuosacco, sull’importanza delle campagne di informazione nelle scuole e della necessità di costruire una “cultura dell’ambiente”. Il ruolo della Società in House potrebbe essere davvero cruciale nel processo di cambiamento che trasformi nell’opinione pubblica il rifiuto da “problema in opportunità”.

Energia e rivoluzione green alla base, invece, dell’intervento del Direttore Generale di COGESER, Sergio Facchinetti. Dopo aver spiegato la composizione e la mission dell’azienda, il Dg ha posto l’accento sui contratti di rete, sulle sinergie, sul sostegno alle realtà virtuose del territorio, sul concetto di smart land. E poi un’iniziativa concreta nel nome di una rivoluzione green che parte dal basso: S-Mart-esana con la Società in House sempre più parte del suo territorio di riferimento

Ancora rifiuti al centro dell’intervento di Marco Cipriano, Amministratore unico di CORE, il consorzio che gestisce l’inceneritore di Sesto San Giovanni, che è tornato su concetti già spiegati al nostro giornale: la differenza tra riciclare e differenziare; la scoperta che le risorse non rinnovabili sono esaurite; la necessità che tutti paghino quanto producono e un km0 anche sui rifiuti. “All’improvviso il rifiuto non è più uno scarto o un costo, ma un prodotto che crea profitto. E questo l’ha capito anche la criminalità… “. Poi un cenno doveroso alla biopiattaforma che nascerà a Sesto “un progetto che anticipa il futuro, il primo esempio di economia circolare in Italia. “L’acqua, l’energia, i rifiuti li lascerei gestire alle società pubbliche, sono le uniche in grado di offrire servizi di qualità al minor costo. “Certo dobbiamo avere tutti le stesse regole per competere, non voglio fare una gara in 500 contro una Ferrari”, la chiusura ironica di Cipriano.

Sempre sul tema dei rifiuti, l’intervento di Sandro Sisler, Amministatore unico di Nord Milano Ambiente, Società Partecipata di Cinisello Balsamo. Sisler ha spiegato quanto sia complessa la realtà della settima città della Lombardia, il processo di riorganizzazione in atto, la correlazione tassa/servizio e il valore degli operatori ecologici (a volte svolgono compiti simili a quelli dei volontari della Protezione Civile a volte si trovano a lavorare con materiali pericolosi), un ruolo che solo un dipendente di una società pubblica può svolgere.

A chiudere il giro delle Società in House, Ugo Zanello, Amministratore unico di ATES, una realtà in forte espansione, non più connotata solo come la realtà dell’Adda-Martesana. Zanello ha raccontato il percorso per fare uscire la Società dalla situazione di difficoltà in cui versava, la composizione geografica dell’azienda e le sua attività. L’inaugurazione della nuova sede di Trezzo sull’Adda, il 27 settembre scorso, è certamente stato un segnale importante, il coronamento di un cammino, ma non certo il traguardo finale. Zanello è tornato sui vantaggi delle Società in House: tempi rapidi, ottimizzazione dei costi, finanziamenti dei progetti, affidamento diretto. “Dobbiamo far risparmiare più del mercato, i nostri utili sono i risparmi sulla spesa corrente. E tutto questo portando un beneficio ambientale significativo ai cittadini”.

Riccardo Pase ha infine tirato le somme del convegno, tornando sull’attività di ciascuna delle Società intervenute, tutte preziose: dal lavoro di Gruppo CAP all’impegno nella raccolta differenziata di CEM; dall’economia circolare di CORE, la lungimiranza di pochi comuni di cui beneficiano tutto l’hinterland alla capacità di avere una visione e realizzare un piano industriale come Nord Milano Ambiente, fino ad ATES vista con diffidenza all’inizio ma poi in grado di far scattare quella decisiva scintilla: “Non sono uno che cambia idea spesso, ma è una svolta abbattere i costi e investire nello stesso tempo in efficientamento energetico”.

 

 

 

 

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