martedì, Dicembre 10, 2019

La sera del 25 novembre, mia figlia, vedendo i calciatori con un segno rosso sulla faccia, mi chiede che cosa significhi. E’ difficile spiegare ad una bambina di 6 anni perché alcuni uomini picchino e ammazzino le donne. Mentre cerco le parole, penso anche che dovrei spiegarle che l’Italia è il Paese dell’apparenza, dove si è convinti che per fare sensibilizzazione sia sufficiente un segno
colorato o uno striscione calato da un balcone.

Anni fa bastava scrivere su un cartello stradale “comune denuclearizzato”, per dimenticare che la Francia era piena di centrali ai nostri confini. Poi, quando la lotta al nucleare è passata di moda, i comuni sono diventati “per la pace” e i balconi si sono riempiti di bandiere multicolore. Quando si sono scolorite, abbiamo calato striscioni dai comuni per chiedere “Verità per Giulio Regeni” e per dire “NO al femminicidio”: anche se l’Egitto continua a prenderci in giro e gli uomini continuano ad ammazzare le donne. Mentre penso alla differenza tra apparenza e sostanza, suonano al citofono: ci sono le pizze.

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