mercoledì, Maggio 18, 2022
Digitale, imprese lombarde al primo posto in Italia

Il mercato ICT lombardo è il primo in Italia: le quasi 700mila aziende lombarde hanno investito nel 2021 oltre 8 miliardi e 500 milioni di euro nella transizione digitale, il 25% dell’intero mercato nazionale. Ogni impresa investe in media 12.200 euro l’anno in innovazione, il 36% in più rispetto alla media delle altre regioni. Questi i nuovi dati regionali dell’osservatorio Assintel Report, presentati a Milano dall’Associazione Nazionale delle Imprese ICT e Digitali insieme a Confcommercio Lombardia.

Sul fronte delle competenze digitali, il 42% delle imprese afferma di avere un buon livello di cultura aziendale dell’innovazione, ma intende investire fortemente nella formazione di competenze digitali specialistiche dedicate ai professionisti dell’IT.

“La Lombardia è da sempre la capitale tecnologica d’Italia e proprio grazie a questa storicità ha inglobato nel suo dna il binomio innovazione–crescita. Il sistema delle associazioni e delle istituzioni è in grado di fare sistema, coordinarsi attraverso bandi, progetti e politiche ad hoc che incentivano la transizione digitale in tutte le filiere, fino ad arrivare alle imprese più piccole. Ed è proprio questo uno dei principali valori aggiunti che diamo come Assintel, alimentando un ecosistema dell’innovazione nel quale uno degli obiettivi più importanti è quello di mettere a terra in modo concreto le risorse a beneficio della crescita di tutto il territorio”, commenta Paola Generali, presidente di Assintel.

“La digitalizzazione è diventata ancora più essenziale durante questi due anni di pandemia, permettendo alle imprese di sviluppare modelli innovativi di vendita e di promozione. Da una crisi nasce così l’opportunità di una tecnologia più orizzontale, accessibile a più imprese e non più appannaggio di pochi player strutturati. L’utilizzo della rete, elemento fondamentale per il terziario, anche in ottica di internazionalizzazione, di matching e organizzazione di fiere virtuali, non è da considerarsi in antitesi alla vendita fisica, bensì un elemento di completamento per lo sviluppo di un modello di business al passo con i tempi”, conclude il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia, Carlo Massoletti.

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