mercoledì, Maggio 18, 2022
Sicurezza degli impianti e organizzazione del lavoro: due importanti novità per Gruppo CAP

Due importanti novità stanno caratterizzando le ultime settimane di Gruppo CAP. Infiltrazioni, scarichi illegali, bombe d’acqua sempre più frequenti; sono tante le minacce all’efficienza e alla sicurezza delle fognature, elemento essenziale per il corretto funzionamento delle smart city del futuro. Per questo, Gruppo CAP lancia una open innovation challenge con l’obiettivo di individuare le proposte più innovative ed efficaci per far fronte al fenomeno delle infiltrazioni nella rete fognaria. L’iniziativa, che si rivolge a startup, università, istituti di ricerca e ricercatori di tutto il mondo, si avvale della piattaforma di crowdsourcing Open Innovability® del Gruppo Enel, punto di riferimento a livello mondiale nell’applicazione dei principi di innovazione aperta.

L’iniziativa “Detection of Inflow and Infiltration (I&I) in sewer networks” mira a valorizzare idee e progetti originali, offrendo a coloro che presenteranno le soluzioni più interessanti tutti gli strumenti per misurare efficacia e profittabilità delle proposte e il supporto per sperimentarle sul campo, direttamente sugli impianti e sugli oltre 6000 km di rete fognaria gestita dall’utility lombarda, sviluppando così possibili applicazioni al settore idrico. La challenge si concluderà il 24 maggio 2022.

“L’open innovation è un’opportunità essenziale per CAP, che da sempre ha guardato non solo al proprio interno, ma anche all’esterno per trovare soluzioni innovative per migliorare la gestione del servizio idrico sul proprio territorio, commenta Michele Falcone, direttore Sviluppo Strategico di Gruppo CAP. Da anni collaboriamo con università italiane ed europee, e abbiamo creato un centro di eccellenza nel settore della ricerca, Salazzurra, dove accogliamo studenti, ricercatori e start up che hanno nel loro DNA tanto la creatività quanto la volontà di collaborare per costruire insieme il mondo di domani. Questa iniziativa con Enel ci consente di rivolgerci a una platea ancora più ampia, e di guardare al contributo di innovatori e creativi provenienti da tutto il mondo”.

La challenge è dedicata all’Inflow & Infiltration (I&I, apporti e infiltrazioni, ovvero le acque parassite): si tratta di tutte quelle acque che entrano nelle reti fognarie ma che non hanno a che vedere con reflui, civili o industriali. Sono per esempio le acque di falda che si infiltrano nelle condotte, le acque delle rogge, ma anche le acque meteoriche o gli scarichi illegali. Queste infiltrazioni portano diversi problemi: prima di tutto, aumentano in modo incontrollato il flusso nelle tubature, come accade in occasione di bombe d’acqua e precipitazioni eccezionali, aumentando l’usura e l’invecchiamento delle strutture; inoltre diluiscono il carico organico dei reflui, comportando squilibri sul fronte del trattamento del depuratore. La challenge mira a identificare approcci totalmente nuovi, che potrebbero rivelarsi più efficienti, efficaci, sostenibili e replicabili su larga scala. L’iniziativa contribuisce a perseguire quattro dei diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, ovvero il 9 (Imprese, Innovazione e Infrastrutture), l’11 (Comunità e Città Sostenibili), il 14 (Vita Sott’Acqua) e 17 (Partnership per Obiettivi).

I progetti di open innovation di Gruppo CAP, che si inseriscono nella strategia di ricerca, sviluppo e innovazione che da sempre distingue l’azienda, hanno l’obiettivo di individuare nel mondo delle startup soluzioni che possano risolvere problematiche o efficientare le attività connesse alla gestione del servizio idrico e circular economy in otto diverse aree: dalle acque parassite al recupero fosforo da ceneri, dall’individuazione perdite acquedotto e di materiale tubazioni nel sottosuolo alla riduzione umidità vaglio di depurazione, dalla pulizia e manutenzione vasche e dei pensili alla rimozione ferrobatteri e solfobatteri.

Primo passo verso l’approccio aperto è stato l’innovation challenge Switch2product, il programma organizzato in collaborazione con PoliHub, innovation park e startup accelerator del Politecnico di Milano,  con 12 start up italiane che si sono confrontate con gli esperti di CAP su progetti davvero innovativi, dal microchip che segnala in anticipo la necessità di intervenire nella manutenzione di macchinari e processi alla “spugna magnetica” progettata per eliminare gli inquinanti dall’acqua, o la tecnologia per desalinizzare l’acqua marina, il dispositivo per la raccolta differenziata smart dei rifiuti che si avvale di fotocamera 3D e di sistemi di intelligenza artificiale, fino all’utilizzo di funghi per creare bioplastiche o bio-polistirolo come isolante nell’edilizia.​ Per partecipare alla challenge: https://openinnovability.enel.com/challenges/call/2022/3/inflow-infiltration-detection-sewer-networks 

La seconda novità riguarda invece il tema dell’organizzazione del Lavoro. Flessibilità e conciliazione con le esigenze della vita privata: sono questi i principi su cui si basa l’importante e innovativo accordo quadro sottoscritto da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, che definisce nuove modalità di lavoro facendo tesoro dell’investimento tecnologico e dell’esperienza operativa adottati proprio per far fronte al periodo pandemico.

“Questo nuovo accordo quadro è un importante traguardo che dimostra come ascolto, condivisione e voglia di innovare possano portare a grandi risultati, spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore di Gruppo CAP. Il capitale umano è da sempre al centro della nostra strategia aziendale, e la regolamentazione che abbiamo voluto darci, più moderna e flessibile, ci consentirà di essere ancora più vicini alle persone e ai loro bisogni, di migliorare la qualità della vita e allo stesso tempo la produttività”. L’accordo, frutto di un costante ascolto delle persone che lavorano nell’azienda pubblica, è una risposta quanto più concreta ai loro bisogni, attraverso la definizione di nuove regole di flessibilità che rafforzano la possibilità di conciliazione tra vita privata e lavorativa. Raggiungere questo delicato equilibrio è frutto di forme lavorative sperimentate con successo negli ultimi anni che trovano, con il nuovo assetto, più ampio spazio ed evoluzioni sostanziali.

Il nuovo accodo prevede infatti una serie di misure quali principi più flessibili per l’utilizzo del smart working, esteso e adattabile alle necessità di ogni persona, a partire da 2 giorni settimanali, nuove regole sul diritto alla disconnessione, tra cui la definizione di fasce orarie specifiche per le riunioni, la possibilità di coworking, sia come strumento di agevolazione per raggiungere il luogo di lavoro, sia come stimolo per la collaborazione e il contatto tra colleghi, una maggiore flessibilità oraria e l’incremento del valore del buono pasto, erogato anche per le giornate di smart working.

Attenzione particolare è riservata al supporto alla genitorialità, con l’estensione del congedo obbligatorio per i neopapà e speciali permessi per agevolare l’inserimento nel sistema scolastico. Non manca, inoltre, l’attenzione al sociale: il volontariato aziendale rimane un punto fermo ed è confermata la possibilità di fruire di permessi per svolgere attività di volontariato, anche individuale.

Non è la sola iniziativa intrapresa da Gruppo CAP, attivo non soltanto sul fronte del proprio personale, ma anche su quello del rapporto con fornitori. In questo senso, CAP ha infatti adottato misure straordinarie a sostegno delle imprese partner, per preservare la continuità dei cantieri e delle attività dei propri fornitori, e assicurare ai cittadini un servizio pubblico essenziale come l’approvvigionamento idrico, attraverso agevolazioni per i ritardi nei lavori, compensazioni per far fronte all’aumento imprevisto dei prezzi delle materie prime e dell’energia, accelerazione delle procedure di verifica delle istanze e delle problematiche emerse a causa dell’attuale crisi internazionale e a seguito del lungo periodo pandemico.

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