Le città “Vive” da contrapporre all’abbandono, non solo fisico, ma anche sociale. Da questa idea nasce l’evento “Città vive, territori forti – Il ruolo dei Distretti del commercio tra economia, comunità e rigenerazione urbana”. Un modo per mettere al centro il tema delle città sotto diverse declinazioni: vivibilità, attrattività, sicurezza e socialità.
Un appuntamento – a pochi giorni da inCittà, l’evento nazionale di Confcommercio dedicato alle città italiane e alle loro economie urbane – che, con la presenza del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi e del presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Lombardia Mauro Guerra, ha riunito a Palazzo Castiglioni (Confcommercio Milano) mondo delle imprese, Regione e Comuni, i protagonisti della vita dei Distretti, formule di partenariato pubblico-privato assegnano all’economia di prossimità il ruolo di perno dello sviluppo dei centri urbani. Ruolo approfondito sotto diversi profili – sociologico, di marketing territoriale e di rigenerazione urbana – grazie al contributo di tre accademici: Mauro Magatti, Luca Zanderighi e Luca Tamini.
A restituire il punto di vista delle imprese è stata la ricerca “I Distretti del commercio: competitività e crescita del territorio”, realizzata da Format Research per Confcommercio Lombardia su 900 imprese: il 75% esprime un giudizio positivo sui Distretti e il 26% dichiara di aver registrato un aumento dei ricavi grazie alle iniziative connesse.
Il 73% delle imprese conosce i Distretti del commercio, soprattutto grazie a Confcommercio (18%) e Comuni (14%), e il 55% è consapevole di esserne all’interno. Conoscenza che si trasforma in partecipazione per il 30% del campione, mosso soprattutto dalla possibilità di aumentare la propria visibilità, dall’opportunità di accesso a fondi per investire sulla propria attività e dal senso di appartenenza al territorio. A frenare la partecipazione, alla quale non è interessato solo l’8% delle imprese, il timore della burocrazia e difficoltà legate a tempo, personale e risorse.
Oltre che sulla propria impresa, gli imprenditori sono consapevoli degli effetti dei Distretti del commercio sul territorio, soprattutto su tre temi specifici: collaborazione tra attori locali, sviluppo economico e attrattività. Non solo; riconoscono il contributo della formula distrettuale anche per il miglioramento degli spazi pubblici, la sicurezza e la mobilità. Per rafforzare l’efficacia dei Distretti del commercio le imprese chiedono bandi più accessibili, maggiore coinvolgimento nei progetti e percorsi formativi su marketing, gestione aziendale e relazione con il cliente.
“Le attività di prossimità – rileva Confcommercio Lombardia – rappresentano le vere infrastrutture sociali delle città: tengono accese le luci dei quartieri e creano comunità. Un ruolo che si conferma anche alla luce degli episodi di tensione avvenuti a Milano e in diverse città. Imprese, Regione e Comuni condividono lo stesso obiettivo, quello di rendere sempre di più le città vive e i territori forti ei Distretti del commercio sono lo strumento con cui questa alleanza diventa concreta. Il nostro compito è rafforzarli, semplificarli e renderli sempre più vicini alle imprese”.






