Concorso ‘Lombardia 2030. Il futuro ha la tua voce’: tra i giovani premiati, 3 ragazze del Nord Milano

Sono 13 le ragazze e i ragazzi lombardi vincitori con i loro video della seconda edizione del concorso ‘Lombardia 2030. Il futuro ha la tua voce’. “L’iniziativa – spiega Stefano Bolognini, Assessore regionale a Sviluppo Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione – si è rivelata un vero successo. Abbiamo ricevuto filmati ad alto contenuto emozionale che confermano quanto le nuove generazioni desiderino e possano dare un contributo fondamentale alla crescita della nostra regione. Abbiamo ricevuto – ha rivelato l’Assessore – molti video con immagini emozionali che testimoniano la volontà di coinvolgimento delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi nella costruzione del nostro futuro. Per questo faccio i miei complimenti ai vincitori e a tutti quelli che hanno partecipato al concorso per il loro impegno e per essersi messi in gioco con passione e creatività. Voluta dalla Giunta per coinvolgere attivamente i giovani nella costruzione di una Lombardia ancora più inclusiva, particolarmente sensibile anche alle loro esigenze, quest’iniziativa verrà ripetuta anche in futuro. I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia che si terrà a Palazzo Lombardia. Intanto, i video più emozionali di quest’edizione saranno veicolati nelle prossime settimane sui canali ‘social’ di Regione Lombardia”.

Il format – La seconda edizione del concorso prevedeva l’invio di un video originale che descrivesse con gli occhi dei giovani le espressioni e le prospettive future per la Lombardia. Tre le categorie previste: 18-24 anni, 25-29 anni e 30-34 anni. Una quarta categoria speciale, la menzione ‘All you need is law’, è stata riservata ai video incentrati sulla tematica della Legge Regionale per i giovani, attualmente in fase di elaborazione. I 45.000 € del montepremi sono stati suddivisi in premi di 5.000 € per i primi classificati di ogni categoria, 4.000 per i secondi, 3.000 per i terzi e 2.000 per i quarti. I vincitori della menzione speciale si aggiudicano un assegno di 1.500 €.

Con Stereòtipo premiate 3 ragazze di Cinisello e Paderno – Il cortometraggio dal titolo “Stereòtipo” nasce dall’idea di Carlotta Emma Bergamasco, Chiara Turati e Miriana Zanca, tre giovani donne under 30 del Nord Milano. La realizzazione del video è stata a cura di Letizia Castellano, una videomaker che ha sposato i valori del video, avendo anch’essa sperimentato il pregiudizio nella sua professione. Come giovani donne si sono interrogate su quale fosse l’ostacolo più grande nella società di oggi. Lo stereotipo e di conseguenza il pregiudizio che ne deriva, soprattutto in ambito lavorativo, sono per loro le barriere più grandi. Lo stereotipo è definito come “espressione, motto, detto proverbiale o singola parola nella quale si riflettono pregiudizi e opinioni negative con riferimento a gruppi sociali, etnici o professionali.”

Alcuni stereotipi sociali sono, tutto sommato, meno impattanti: non producono, cioè, atteggiamenti concreti di ostilità, anche se possono, in qualche modo, ostacolare i contatti fra le persone e generare forme di antipatia preconcetta; altri, invece, soprattutto se associati a fattori emotivi o sociali particolari, alimentano pregiudizi negativi che possono condurre a vere e proprie forme di discriminazione e di conflitto. Non importa quante competenze una persona possieda o l’esperienza che ha maturato, si incontreranno sempre persone che penseranno che se sei una donna probabilmente non potrai fare determinati lavori. O che se li fai, non sarai mai brava quanto un uomo. Se sei una persona con disabilità, quasi sicuramente sarai un peso per la società e, gli sguardi che riceverai, porteranno con sé pena e afflizione. Se a livello estetico non rispecchi i canoni “tradizionali”, verrai giudicato come strano e poco affidabile. Le nuove generazioni hanno bisogno di una società più aperta ed inclusiva, che lasci spazio a persone che si distinguono per competenza e abilità senza venire preclusi per etnia, religione, sesso o aspetto fisico. Il progetto presentato si fonda sull’idea e sulla speranza che nel 2030 non esisterà più il concetto di stereotipo.

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