“Giovedì 16 aprile, abbiamo presentato i candidati della nostra lista civica con cui vogliamo continuare ad amministrare la città per i prossimi cinque anni. Lo abbiamo fatto al Golfo Agricolo, l’area verde che quindici anni fa era destinata a diventare un quartiere di palazzoni: 3500 residenti previsti, cemento al posto dei campi. Quel progetto non è passato. È stato fermato nelle piazze, in consiglio comunale, nelle aule della giustizia amministrativa – inizia la nota stampa di Segrate Nostra -. Oggi il Golfo è parte di un parco intercomunale ed è il simbolo del nostro impegno: difendere ciò che vale, con ostinazione e con gli strumenti della democrazia.
Paolo Micheli, sindaco uscente e capolista, ha ripercorso la nostra storia: dalla nascita dell’associazione nel 2009 alle battaglie vinte, dal lavoro quotidiano alle sfide per le generazioni future. Francesco Di Chio, candidato sindaco 2026, ci ha proiettato verso il nuovo ciclo amministrativo: una Segrate vivibile, sostenibile, attenta ai bisogni delle persone. Roberto Prina, segretario di Segrate Nostra, ha aperto l’incontro ricordando il senso profondo del nostro impegno: essere qui, in un luogo che rischiava di sparire, significa qualcosa. Significa che quando diciamo che una cosa vale la pena di essere difesa, la difendiamo davvero.
In undici anni abbiamo cercato una sola cosa: rendere Segrate un posto migliore. Più verde, più sicura, più attenta ai bisogni di tutti. Lo abbiamo fatto con ascolto, con responsabilità, evitando sprechi e scegliendo ciò che era giusto, non ciò che era facile – prosegue il comunicato della lista civica -. Segrate Nostra nasce da una convinzione semplice: una città non si misura in metri cubi costruiti, ma in qualità della vita. Il verde è un diritto, il suolo un bene comune. Abbiamo ridotto il consumo di suolo, promosso un’edilizia più compatibile, avvicinato la politica ai cittadini. Oggi presentiamo le donne e gli uomini che porteranno avanti questo lavoro. Con la stessa determinazione di sempre. E con una parola che non smettiamo di pronunciare: Grazie”.
Di seguito, pubblichiamo alcuni passaggi del Discorso di presentazione del Segretario di Segrate Nostra, Roberto Prina: “Benvenuti in questo posto che quasi non esisteva più… Guardate intorno a voi. Guardate gli alberi, il cielo aperto, la terra. Sentite l’aria. Questo non è uno sfondo scelto per fare una bella foto. Questo è un atto politico. Essere qui, oggi, a presentare Segrate Nostra proprio in questo campo, significa qualcosa. Significa che quando diciamo che una cosa vale la pena di essere difesa, noi la difendiamo davvero. Il Golfo Agricolo poteva diventare un cantiere. Poteva diventare cemento e palazzi. Qualcuno lo aveva già deciso, già progettato. Noi abbiamo detto no. E il no ha tenuto. In questi undici anni abbiamo cercato di fare una cosa sola: rendere Segrate un posto migliore. Non perfetto, migliore. Un po’ più verde. Un po’ più sicura. Un po’ più attenta ai bisogni di tutti. Forse un po’ più colta, e – ci auguriamo – un po’ più gioiosa. Lo diciamo senza enfasi, perché non è retorica: è quello che abbiamo scritto ai cittadini di questa città, con una parola che in politica si usa raramente. Una parola semplice: Grazie.
Grazie. Perché quello che siamo riusciti a fare – e non lo dimentichiamo mai – è stato possibile grazie all’appoggio e al dialogo di molti di voi. La politica che vogliamo fare non scende dall’alto. Sale dall’ascolto, dalla fiducia che i cittadini ci hanno accordato. E quella fiducia, credetemi, pesa. Pesa nel senso buono: ti ricorda ogni giorno perché sei lì, e per chi. Non è stato semplice. Sarebbe disonesto non dirlo. Abbiamo lavorato con risorse limitate, con bilanci compressi, con i conti che qualcun altro aveva lasciato in disordine – scelte scellerate, eredità pesanti che abbiamo trovato al nostro arrivo e che abbiamo dovuto affrontare prima ancora di poter costruire- . Eppure, nonostante questo, abbiamo evitato ogni spreco possibile. Abbiamo fatto scelte, a volte impopolari, che guardavano all’interesse collettivo e non al consenso facile. Chi amministra sa che queste sono le prove vere. Non i tagli dei nastri, non le inaugurazioni. Sono le mattine in cui devi dire no a qualcosa che farebbe comodo, perché non è giusto, o non è sostenibile.
Segrate Nostra nasce da una convinzione semplice: che una città non si misura in metri cubi costruiti, ma in qualità di vita vissuta. Che il verde non è un lusso, è un diritto. Che il suolo non è una risorsa infinita da consumare, è un bene comune da custodire. Abbiamo ridotto il consumo di suolo. Abbiamo spinto verso un’edilizia più compatibile con l’ambiente. Abbiamo avvicinato la politica ai cittadini e alle associazioni, non come slogan, ma come metodo di lavoro quotidiano. Siamo Segrate Nostra nel senso che amiamo Segrate. I suoi quartieri, le sue contraddizioni, i suoi problemi e le sue bellezze nascoste. E in questi undici anni abbiamo cercato di essere all’altezza di questa responsabilità.
Oggi vi presentiamo le donne e gli uomini che porteranno Segrate Nostra in questa nuova stagione. Vi dico che sono persone che conosco. Persone che vivono e lavorano a Segrate, che hanno fatto volontariato, che hanno ascoltato le necessità di Segrate che hanno studiato i Piani Regolatori nel tempo libero perché ci tenevano davvero. Il nostro programma non nasce da un laboratorio di comunicazione. Nasce da quello che abbiamo visto in questi anni, da quello che non siamo ancora riusciti a fare e da quello che ci chiedete. Vogliamo proseguire su questa strada, migliorando. Questa frase, nel manifesto che avete letto, non è una formula di rito. È un impegno preciso: non ripartiamo da zero, non promettiamo rivoluzioni impossibili. Partiamo da quello che abbiamo costruito insieme e andiamo avanti, con più esperienza e con la stessa determinazione. Tre parole chiave:
Vivibilità. Vogliamo migliorare il “bene-essere” di chi vive Segrate, attraverso la rete del verde pubblico, la rigenerazione urbana e la possibilità di vivere con serenità e sicurezza la città e i suoi quartieri.
Sviluppo. Favoriremo il progresso della città attraverso uno sviluppo economico sostenibile, servizi innovativi e una mobilità che metta al centro le persone.
Cultura. Promuoveremo la partecipazione civica, la vicinanza ai bisogni di giovani e anziani e la cultura in ogni sua forma.
Siamo partiti da qui. Da questo campo. In politica si dice spesso che bisogna guardare avanti. È vero. Ma ogni tanto bisogna anche guardarsi intorno, e rendersi conto di dove si è riusciti ad arrivare. Questo posto esisteva già, prima di noi. Ma rischiava di sparire. Qualcuno ha scelto di battersi perché restasse. Quella scelta ha un nome, ha delle facce, ha dei voti in consiglio comunale. Ha faticato, ha resistito. Undici anni fa abbiamo ricevuto un mandato. Lo abbiamo onorato con umiltà e con ascolto – almeno, ci abbiamo provato ogni giorno -. Oggi chiediamo di ricominciare. Non per abitudine, non per inerzia. Ma perché crediamo che il lavoro non sia finito, e che valga ancora la pena farlo bene. Segrate Nostra si presenta a queste elezioni con la stessa ostinazione di allora. Non con la presunzione di chi crede di avere tutte le risposte, ma con la determinazione di chi sa che certe battaglie vale la pena combatterle. E con una parola che continuiamo a voler pronunciare, senza imbarazzo: Grazie. Grazie a chi c’era. Grazie a chi ci sarà”.




