sabato, Aprile 18, 2026

Mancavano dieci giorni al Referendum boomerang che stroncò il futuro politico di Renzi. Ero ad un convegno, la mia vicina di sedia, militante di centrodestra, si rivolse a me con impeto: “Domenica dobbiamo andare tutti a votare NO”. Io, ingenuamente, le chiesi perchè non le piacesse il contenuto delle riforme proposte dal Governo. E lei, serafica: “Non le ho nemmeno lette. Ma bisogna votare NO per mandare a casa Renzi”.

Ecco, oggi come allora, il rischio è ancora quello: non entrare nel merito del contenuto, ma votare di pancia facendoci sviare dai paraocchi. E’ il frutto velenoso del bipolarismo muscolare, un sistema politico che non abbiamo ancora metabolizzato e che forse non metabolizzeremo mai. Se la propone l’avversario, ovvero il nemico, non sarà mai una buona legge. Viceversa, se la proposta è del mio schieramento, allora è perfetta.

Mi ha stupito che in un clima da far west elettorale – con i magistrati di entrambe le fazioni che hanno colonizzato i talk show peggio dei virologi – alcuni esponenti del mondo giuridico, non certo di centrodestra – come Antonio Di Pietro, Sabino Cassese, l’ex Ministro diessino Salvi – ci stiano mettendo la faccia per spiegare che “la separazione delle carriere non lede l’autonomia della Magistratura, non mette a rischio i processi di mafia e ci farebbe raggiungere il livello delle principali democrazie europee”. In sintesi potremmo definirlo “il coraggio di entrare nel merito”, andando al di là degli steccati ideologici e del muro contro muro.

Che poi è il mio invito agli elettori di entrambi i poli: non votate perché ve lo impone l’appartenenza ad una coalizione, non è un voto politico. Andiamo ai seggi senza paraocchi!

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