martedì, Gennaio 18, 2022

Un luogo dove coltivare legami e intessere relazioni che diventino poi strumento concreto per rispondere ai bisogni di quei cittadini che, per motivi tra i più diversi, si trovano a vivere una condizione comune: avere temporaneo bisogno di aiuto. E’ questa l’idea che sta alla base del progetto ‘Condominio solidale’ votato a maggioranza e senza alcun voto contrario nell’ultimo Consiglio Comunale, che prevede la destinazione di 16 appartamenti in via alla Castellana, nella zona est di Cernusco sul Naviglio, a minori, disabili, famiglie o singoli che hanno necessità di una casa in modo temporaneo. Il tutto attraverso il coinvolgimento diretto delle associazioni del territorio e in generale di soggetti del terzo settore che possano gestire per conto del Comune l’intero progetto.

“C’è una fascia debole della popolazione che ad oggi non riesce ad accedere alle misure regionali e nazionali di contrasto alla povertà né ai servizi comunali, che invece raggiungono principalmente le fragilità delle famiglie in cui il disagio si è cronicizzato – spiega l’assessore ai Servizi Sociali Silvia Ghezzi -. Partendo da questa riflessione che riguarda molti cittadini cernuschesi, ci siamo chiesti quali azioni potevamo mettere in campo per dare anche ai loro bisogni una risposta. Incrociando questo pensiero con la volontà, espressa anche nel Programma di questa Amministrazione, di voler creare un Condominio solidale,  è nato il progetto di via alla Castellana”. La palazzina è stata costruita da operatori privati nell’ambito di un più ampio progetto di edilizia convenzionata e sarà ceduta al Comune come previsto dalla convenzione. “L’atto votato in Consiglio l’altra sera ha l’obiettivo di destinare questa palazzina al progetto di Condominio Solidale nelle modalità previste dal settore Servizi sociali – spiega l’assessore alla Pianificazione del Territorio e vice sindaco Giordano Marchetti -. Mi preme sottolineare due aspetti: il primo sulla scelta di destinazione, per nulla scontata ma fortemente voluta da questa Amministrazione; il secondo su quanto è stato fatto in questi anni nella stessa direzione: negli ultimi dieci anni sono stati realizzati da Aler 56 nuovi appartamenti nell’ambito del Contratto di Quartiere e 67 di proprietà comunale quindi inseriti in patrimonio Erp frutto di riqualificazioni o realizzati dagli operatori come oneri aggiuntivi all’interno di Piani attuativi”.

Il progetto del Condominio Solidale

Il Condominio Solidale sarà un progetto di coabitazione solidale tra individui e nuclei familiari portatori di un bisogno specifico che può essere meglio risolto se affrontato nell’ambito di una piccola comunità dove si valorizzano i rapporti di prossimità e vicinato. Con il progetto si promuoverà la solidarietà tra i condomini attraverso il sostegno reciproco e la partecipazione ad attività di socializzazione sotto la guida di figure di riferimento che hanno lo scopo di creare e coltivare legami. Il progetto nasce da una collaborazione con i soggetti associativi del territorio, da un ascolto da parte del Settore Servizi Sociali dei bisogni che loro riportano e da una condivisione delle finalità e delle modalità. Tre gli ambiti principali a cui si rivolge: disabilità, minori e housing sociale.  Per i primi due, l’obiettivo sarà quello di accogliere i soggetti in un ambito non lontano dalla propria comunità di provenienza, nel caso dei disabili vicini ai loro cari ma accompagnati in un percorso di autonomia, per i minori nel caso di affido temporaneo, lontani dalle loro famiglie ma non sradicati dal loro ambiente. L’housing sociale sarà invece prevalentemente rivolto a quelle famiglie che per motivi contingenti (case all’asta, temporanea perdita del lavoro, etc) non hanno più un’abitazione e hanno bisogno di un momento di ‘respiro’ per poter ricominciare a camminare da soli. “Il condominio dovrà diventare un importante polo di socializzazione, scambio di esperienze e punto di riferimento per le famiglie cernuschesi – spiega l’assessore Ghezzi -. La sfida è quindi quella di creare legami solidali che favoriscano la fuoriuscita da situazioni di disagio con il supporto e l’aiuto di personale qualificato. Risposte adeguate ed elastiche che devono adattarsi ai bisogni nel tempo”.

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