lunedì, Marzo 20, 2023

Quali possibilità ha di salvarsi il Punto Nascite dell’Uboldo? La fine è davvero inevitabile? Lo abbiamo chiesto al Dott. Gaetano Luvaro, che ha svolto la funzione di Primario di Ginecologia- Ostetricia ed è l’anima del comitato che ha già raccolto quasi 7.500 firme.

Quali sono le ultime novità?
“C’è un clima di grande incertezza e questo non fa che danneggiarci: stiamo infatti registrando delle cospicue perdite di utenza perché la gente è convinta che il reparto sia ormai chiuso. L’Azienda Ospedaliera ha ufficiosamente indicato i termini della chiusura entro la fine di febbraio o l’inizio di marzo, ma sono informazioni non ufficiali, non c’è niente di scritto. E in reparto si fanno i turni come prima e questo clima di incertezza crea pesanti frustrazioni agli addetti ai lavori che non sanno niente di preciso sul loro futuro”.

Che idea si è fatto di questo grande pasticcio all’italiana?
“Partiamo da quanto dice la legge, ovvero l’accordo Stato-Regione: per razionalizzare il sistema sanitario vanno chiusi i punti nascita con meno di 500 parti. Bene: ma l’Uboldo non ha mai avuto meno di 500 parti. E allora perché chiuderlo? E’ naturale pensare che ci siano interessi politici, ma non riesco ad individuare chi possa essere il responsabile. Hanno scritto che si chiude Cernusco perché Melzo è più servita dalle nuove infrastrutture viarie come la BreBeMi o per favorire altri ospedali vicini a noi. Sembrano scuse che non reggono”.

C’è chi ha detto che si tiene in vita Melzo, perché i suoi parti sono composti in numero massiccio da melzesi…
“Un altro falso problema. E’ vero che gli utenti dell’Asl Mi2 vanno a partorire più a Melzo, ma Cernusco pesca utenza anche da altre Asl. E’ il numero di parti che conta. E la gente che viene da Carugate, se si chiude l’Uboldo, non andrà a Melzo ma a Vimercate, e i Colognesi andranno a Monza o al San Raffaele. Tra chi oggi sceglie Cernusco, Melzo recupererà un centinaio di parti, non di più. Pensi poi all’utenza pioltellese, per lo più fatta di immigrati che vengono a partorire anche a piedi. Se Cernusco non ci sarà più, chiameranno l’ambulanza che li porterà nell’ospedale più vicino, ovvero il San Raffaele.

C’è chi ha evidenziato l’asse politico tra la Lega e il Pd che ha portato Bruschi a diventare sindaco di Melzo… E la Presidenza della Commissione Regionale della Sanità è del Carroccio…
“E’ una chiave di lettura. La Lega ha fatto passare il tenere aperto il Punto Nascite del Santa Maria delle Stelle come una conquista”.

I leghisti hanno sottolineato che non si poteva chiudere Melzo perché troppi soldi erano stati spesi per ristrutturarlo…
“Allora anche all’Uboldo abbiamo delle sale parto nuove di zecca, anche qui sono stati investiti soldi. Occorre capire perché sono stati spesi soldi pubblici contemporaneamente su gli stessi reparti di due ospedali facenti parte della stessa Azienda Ospedaliera. Per vederci chiaro abbiamo fatto un esposto alla Procura della Repubblica e uno alla Corte dei Conti”.

Prossime iniziative del Comitato?
“Siamo in una fase di attesa, vediamo come vanno gli esposti prima di organizzare manifestazioni e dibattiti. Si parla anche di accorpamenti con altri ospedali, ma oggi c’è troppa confusione”.

Pensa che la nostra Amministrazione Comunale non sia stata capace di farsi valere ai tavoli regionali?
“La sensazione è che non si sia mossa più di tanto, ognuno ha badato solo al suo orticello. Quando si sono riuniti i Sindaci e hanno parlato del progetto dell’ospedale unico, i nostri rappresentanti avrebbero dovuto esigere che in attesa della sua realizzazione le cose venissero lasciate come erano. Così non è stato”.

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