domenica, Luglio 3, 2022

La decisione del Sindaco Bruschi di accordare il rimborso spese per il tragitto casa-lavoro (Milano- Melzo) all’Assessore Cinzia Masotina ha creato grande scompiglio ed ha avuto come conseguenza l’uscita dalla Giunta degli Assessori Vendramini (Bilancio) e Righini (Infrastrutture e Trasporti).

Questione di principio
I due dissidenti attaccano: “Non possiamo condividere una scelta che esprime una visione di politica che non ci appartiene. La decisione del Sindaco è fonte di grande imbarazzo e forte critica che, riteniamo, si sarebbero potute evitare”. Si dimettono non entrando nel merito della legittimità o meno del rimborso, ma esclusivamente per “un problema di natura politica”. Si sarà trattato di un episodio singolo? Vendramini afferma: “Non ci sono stati altri episodi. Il rimborso è inopportuno e se non lo si comprende, vengono a mancare le condizioni politiche per continuare”. E, tagliando corto: “Direi che per me la questione si chiude qui”. Dello stesso parere anche l’Assessore Righini: “
Anche il Segretario metropolitano del Pd Fabio Pizzul, commissario del circolo melzese del PD, ha chiesto di ritirare tale decisione, giudicandola politicamente inopportuna. In questo momento delicato dato dal grave stato in cui versano le casse comunali (per il quale si devono imporre dolorosi tagli di bilancio come i fondi per le associazioni) è importante dare noi per primi, in veste di amministratori, un segnale di sobrietà. Inoltre la decisione è stata assunta dal Sindaco senza preventivamente informarci”. Poi, con l’intento di placare i toni, la Righini conclude: “Comunque mi risulta che sia in atto un proficuo confronto tra Sindaco e il partito su questa vicenda che mi auguro possa portare al più presto a una soluzione per il bene della città”.

Opposizioni all’attacco
Non mancano le critiche dell’opposizione. Anzi, tutto è cominciato con il j’accuse delle opposizioni in Consiglio Comunale. La candidata del Centrodestra, Martina Emisfero, afferma: “A noi poco importano le dinamiche interne agli altri partiti. Le dimissioni dei due assessori sono una scelta interna al Pd e sicuramente denota mancanza di coordinamento e stabilità all’interno della maggioranza, fatto visibile anche tra i banchi del Consiglio Comunale. Vedremo se questa maggioranza avrà la capacità di realizzare quanto promesso in campagna elettorale”. Duri attacchi anche dalle liste civiche e dall’ex Sindaco Perego che ritiene “di estrema gravità il fatto che, per un rimborso seppur legittimo, la nostra città venga gettata nel caos con il rischio di perdere gli importanti finanziamenti della TEM. Bruschi ha sbagliato la nomina di buona parte degli assessori scegliendo persone non di Melzo e non altre che avrebbero potuto ricoprire degnamente un incarico senza costi aggiuntivi. Siamo molto preoccupati per il destino della città e non ci va di stare a guardare l’autodistruzione del Pd locale per beghe interne che si protraggono da tempo immemore. In dieci anni di governo delle tanto vituperate Liste Civiche i cittadini non hanno mai dovuto assistere a simili teatrini. E’ probabile – conclude Perego – che i due assessori se ne siano fuggiti prima del disastro verso cui Bruschi e i suoi Consiglieri stanno portando la città”. Perego chiede infine a Bruschi di dimettersi, visto che “non ha né la fiducia della sua Giunta né quella di alcuni Consiglieri di maggioranza”.

Bruschi: si assume tutta la responsabilità e…
contrattacca Il Sindaco si difende sottolineando la legittimità del rimborso e annuncia che l’Assessore Masotina ha deciso di rinunciare all’indennità di funzione (di oltre 15mila euro) “mettendosi gratuitamente al servizio della città di Melzo” e aggiunge: “Io stesso l’ho esposta a tante spese di viaggio a causa della mole di lavoro data dalle tante deleghe da me affidatele ed io stesso l’ho chiamata numerose volte a Melzo a rappresentare la nostra città alle manifestazioni e agli eventi culturali. Per questo ho preso questa decisione. Inoltre l’Assessore, in quanto donna, ha diritto ad essere tutelata maggiormente per quegli spostamenti serali e notturni che è meglio che effettui in auto. Le risulta che a Melzo ci siano donne che girano liberamente in stazione di sera o di notte? Mettere in discussione le indennità ed i rimborsi stabiliti dalla legge – prosegue Bruschi – equivarrebbe a dire che tutti coloro che rivestono incarichi pubblici sono potenzialmente ladri o approfittatori. Rifiuto tale logica: la democrazia rappresentativa è una cosa seria. Se non ci fosse un rimborso, allora la democrazia sarebbe cosa da persone benestanti o si esporrebbe l’amministratore pubblico al rischio di essere pagato da altri per favorire interessi estranei al bene comune”.
E riguardo alle accuse di sottrarre soldi alla collettività, il Sindaco risponde: “Se oggi il Bilancio comunale soffre, non è certo a causa del diritto legittimo a un rimborso, ma per la scarsa prudenza nella spesa pubblica di chi ha amministrato in questi anni di crisi economica, non assumendosi la responsabilità di dire alla nostra città che non avrebbe retto a lungo a un bilancio con spese superiori alle entrate. Invito alla ragionevolezza e respingo la demagogia populista della Lega Nord che pensa così di alzare l’asticella del consenso elettorale”.

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