mercoledì, Maggio 18, 2022

Nel Centrosinistra cernuschese adesso volano gli stracci: Pd e Vivere scaricano Sinisrta per Cernusco, che a sua volta risponde a tono; il Sindaco toglie le deleghe a Rita Zecchini, segue risposta piccata della stessa e del suo partito a cui fa eco un comunicato di Vivere Cernusco contro SxC. Insomma una situazione infuocata a poche settimane dalle primarie di coalizione che a questo punto non riguarderanno più Zecchini € Co. ma solo Daniele Restelli (espressione di Vivere Cernusco) e i candidati del Pd Zacchetti e Rosci. Vediamo però di mettere ordine in questi ultimi giorni convulsi…

PD e VIVERE CACCIANO DI CASA SINISTRA PER CERNUSCO – Il giorno dopo il voto contrario di Danilo Radaelli all’ampliamento del Carosello, i segretari di Pd e Vivere Cernusco, Daniele Mandrini e Donato Scotti, fanno uscire un duro comunicato stampa: “Dal punto di vista di Pd e Vivere Cernusco, la posizione presa ieri sera dal consigliere comunale di Sinistra per Cernusco, rappresenta un deciso allontanamento dal percorso iniziato insieme nel 2007 e disconosce il modello nuovo di città, rispettoso del territorio, che abbiamo ideato e realizzato fino a qui. Noi intendiamo proseguire su tale modello che ci ha visto raggiungere importanti risultati ambientali, e non possiamo assecondare interessi diversi da quelli della città. Per questa ragione non si vedono, dunque, margini per poter continuare un cammino politico comune con Sinistra per Cernusco, in vista anche del prossimo confronto elettorale.
Riteniamo infatti che, con il voto contrario di ieri sera,  Sinistra per Cernusco abbia smarrito quello spirito di squadra  con cui si è lavorato insieme in questi 10 anni di amministrazione, dal momento che antepone l’interesse di partito al bene comune della città, e affossa il metodo utilizzato in altre decisioni complicate, ma utili per la città, che abbiamo affrontato insieme nel corso degli anni, superando le normali diversità di vedute che in una coalizione sono sempre possibili. Solo considerazioni di interesse di breve periodo possono spiegare una così grave inversione di rotta rispetto alla fiducia che, invece, era stata manifesta a Sindaco e Vice Sindaco nel 2014 e ripetuta a settembre 2016, su indirizzi molto simili sulla stessa questione.  Partito Democratico e Vivere Cernusco continuano e continueranno a condividere, invece, nell’amministrare Cernusco, spirito, ideali e metodo che permettano di assumersi sempre insieme la responsabilità delle scelte con una visione complessiva della città e dei suoi bisogni, senza mai perdere di vista l’obiettivo del bene della città, sopra ogni diversa considerazione. Questo stesso approccio, sperimentato in 10 anni di buona amministrazione, ci permette di costruire su basi solide il percorso partecipato delle primarie che si terranno entro marzo e che vivremo come momento di grande unità programmatica. Condividiamo il dispiacere di tutti coloro che ancora non si spiegano questa inversione di rotta, e non si arrendono all’idea di disperdere definitivamente il lavoro svolto fino a qui da Sinistra per Cernusco”.

RADAELLI: CACCIATI DA CASA NOSTRA – Al comunicato degli ex alleati, segue una breve nota del Consigliere Danilo Radaelli: “Apprendiamo dalla stampa di essere stati cacciati da casa nostra. Pd e Vivere Cernusco, con un comunicato stampa e all’insaputa del Sindaco, ci buttano fuori dalla coalizione per un voto contrario su un progetto estraneo al programma elettorale della nostra squadra. Non è questo il modo di fare politica che ci appartiene. Quanto avevamo da dire  contro l’ampliamento del centro commerciale l’abbiamo detto pubblicamente in Consiglio Co- munale.  Noi andiamo a- vanti perché abbiano ancora tanto da dire e da fare per Cernusco. Le nostre porte sono sempre aperte”.

COMINCINI TOGLIE LE DELGHE A RITA ZECCHINI – Dopo qualche giorno, il Sindaco prende una posizione e segue le indicazioni dei due partiti maggiori della coalizione: c’è chi dice che Comincini sia stato preso un pò in contropiede da Pd e Vivere, ma l’8 febbraio arriva la nota attesa (e scontata): “Il Sindaco Eugenio Comincini questa mattina ha revocato l’incarico di Assessore a Rita Zecchini. Dopo aver preso atto della rottura politica registratasi in Consiglio comunale con il voto contrario di Sinistra x Cernusco su un tema rilevante come la vicenda “Carosello”, in questa settimana il Sindaco ha tenuto incontri e confronti con i segretari della maggioranza e i membri della Giunta, appurando le posizioni inconciliabili delle forze politiche che lo hanno sostenuto in questi ormai dieci anni di Amministrazione e registrando l’assoluta identità di vedute di Rita Zecchini con il proprio gruppo politico relativamente alla vicenda oggetto della crisi. Preso atto che non sussistono più le condizioni per proseguire già in questo scorcio di fine mandato l’esperienza che ha caratterizzato il decennio, ha comunicato a Rita Zecchini la decisone di revocare la nomina di Assessore, ringraziandola per l’impegno a favore della città e per i risultati conseguiti nelle diverse deleghe che le erano state affidate, amareggiato per le modalità e i tempi che hanno portato a questa rottura politica. Il Sindaco ha per il momento deciso di tenere in capo a sé le deleghe assessorili”.

LA RISPOSTA DI SINISTRA X CERNUSCO: “IL SINDACO CEDE AL RICATTO DI PD E VIVERE” – Subito dopo l’atto del Sindaco, arriva un duro comunicato di Sinistra x Cernusco: ” La scelta del Sindaco Comincini di ritirare le deleghe all’Assessore Rita Zecchini è grave e sbagliata: rappresenta un cedimento al diktat di PD e Vivere Cernusco emesso a mezzo stampa all’indomani del NO di Sinistra per Cernusco all’ampliamento del Centro commerciale Carosello. Siamo di fronte a una scelta di natura esclusivamente politica, di cattiva politica, in quanto l’atto d’indirizzo portato in Consiglio comunale era privo di valenza amministrativa, estraneo agli obiettivi programmatici concordati dalla coalizione, nonché in palese contraddizione con il PGT vigente che si fonda su una gestione complessiva, più armonica e di lungo periodo del territorio. Una buona esperienza amministrativa viene così trascinata verso un brutto epilogo, sacrificando sull’altare degli interessi di parte un lavoro di squadra a cui l’Assessore Zecchini e tutta Sinistra per Cernusco hanno fornito passione, competenze e idee. Al di là dell’epilogo, per noi è stato un percorso bello e pieno di soddisfazioni, in cui sono stati raggiunti risultati incredibili. In questi dieci anni abbiamo contribuito ad avviare il Punto Unico di Accesso Disabili (PUAD), sperimentato il bilancio partecipato e attivato le consulte. Sono stati gli anni in cui si è rivitalizzata la biblioteca e l’offerta culturale, in cui si è risolto il problema degli esuberi nelle scuole materne ed è stata avviata una prima e decisa razionalizzazione dei contributi agli istituti paritari. Infine la realizzazione della nuova scuola, opera attesa da tempo che ha anche il pregio di essere bella e accogliente. Davanti a questi risultati, ci pare ancora più assurda la scelta di rinunciare a chi con competenza e lealtà ha contribuito a raggiungerli. Il lavoro di Rita Zecchini è stato caratterizzato prima di tutto dalla capacità di confrontarsi con la città e i suoi bisogni, privilegiando l’ascolto e la lenta e paziente costruzione di percorsi che hanno consentito ai cittadini e alle associazioni di diventare i veri protagonisti della vita sociale e culturale di Cernusco e della Martesana. Un metodo di lavoro apprezzato, come dimostrano non solo i risultati, ma gli attestati di stima e solidarietà che le continuano ad arrivare. Con il senno di poi, sorge il dubbio che la scelta di portare nuovamente in Consiglio un atto non dovuto, pur consapevoli del dissenso di Sinistra per Cernusco, sia stata voluta da PD e Vivere Cernusco per estromettere dalla maggioranza di governo e dalla futura coalizione qualsiasi forma di pensiero critico o anche solo di dubbio. In alternativa si potrebbe sempre pensare che il calendario della politica cernuschese sia stato dettato dalle esigenze private della società olandese Eurocommecial o del Comune di Carugate… All’ostinazione di chi ha voluto insistere su questo progetto abbiamo detto NO, argomentando le nostre ragioni. I fatti successivi al voto in Consiglio e i gesti di stima e di affetto ricevuti, ci stanno dando ragione e conforto. Sono infatti tanti i cittadini attenti al territorio, all’ambiente, al commercio e all’agricoltura locale, che in questi giorni ci hanno espresso il loro sostegno e ci hanno chiesto ragione di quanto accaduto. Con loro abbiamo aperto un dialogo e con loro decideremo come proseguire il nostro cammino. Per chi vorrà confrontarsi con noi sull’accaduto e sul futuro, il primo appuntamento è per mercoledì 15 febbraio, alle 21 presso la nostra sede di Via Fatebenefratelli 9″.

RITA ZECCHINI: “SCELTA IMMOTIVATA E IRRISPETTOSA” – A questo comunicato, fa eco un comunicato dell’ex Assessore Rita Zecchini: “Non posso che esprimere stupore e incredulità per la decisione del Sindaco di estromettermi dalla Giunta prima della fine del mandato, ritirandomi le deleghe di assessore alle Culture, educazione, pari opportunità, politiche per il lavoro e cooperazione internazionale. In questi anni ho sempre agito correttamente nel rispetto della volontà degli elettori e del programma di coalizione, collaborando in rapporto di lealtà con Sindaco e Giunta. Reputo questa scelta totalmente immotivata, offensiva della dignità personale, indifferente alla qualità del lavoro svolto in ambito culturale, educativo e, nel quinquennio precedente, delle politiche sociali. Un lavoro riconosciuto sia all’interno dell’Amministrazione sia nelle rilevazioni sul grado di soddisfazione espresso dai cittadini. Ricordo solo l’apertura del punto unico di accesso ai disabili, il bando anticrisi, lo sportello donna, l’arricchimento dell’offerta culturale della città, la rivitalizzazione delle attività della biblioteca, l’eliminazione della lista d’attesa nella scuola d’infanzia statale e la razionalizzazione dei contributi a quella paritaria, l’apertura di nuovi e qualificati servizi pubblici educativi, il progetto di digitalizzazione nelle scuole, il consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, i progetti di cooperazione internazionale e… potrei allungare di molto l’elenco. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’impegno e alla competenza di personale, funzionari e dirigenti che hanno dato concretezza a questi progetti e sono stati protagonisti degli ottimi risultati ottenuti. A tutti loro va il mio più caro e sincero ringraziamento. La decisione del Sindaco rappresenta una brutta pagina della politica di Cernusco, perché hanno prevalso gli interessi di partito e non il bene della città. In questa vicenda emerge con tutta evidenza la totale chiusura di PD e Vivere Cernusco rispetto a qualsiasi voce critica, oltre che una aperta contraddizione con gli stessi principi alla base dell’esperienza amministrativa di questi dieci anni. La sola ragione del ritiro delle deleghe è infatti la scelta del mio gruppo politico di appartenenza di esprimersi in modo contrario alla proposta di ampliamento del Carosello. Eppure l’atto di indirizzo portato in Consiglio era un atto non dovuto, privo di valenza amministrativa, ma soprattutto estraneo al programma elettorale della coalizione. Questi elementi, come la contrarietà di Sinistra per Cernusco, erano ben chiari a PD e Vivere Cernusco, che hanno comunque deciso di procedere a testa bassa per la loro strada. Così facendo, la cittadinanza è stata posta di fronte a un fatto compiuto, con giustificazioni infondate (Carugate va avanti anche senza di noi, è stato ripetuto), artificiose e l’immancabile richiamo a responsabilità e pragmatismo. In un sol colpo è stato approvato un atto in contrasto con la politica urbanistica vigente e sono stati eliminati alleati scomodi che pretendevano il rispetto degli accordi sottoscritti e dell’opinione dei cittadini. Queste modalità di intendere la politica non ci appartengono, perché allontanano ancora di più le persone dalle istituzioni e servono soltanto a mantenere posizioni di potere, senza alcuna capacità di interrogarsi, cambiare, ascoltare, capire… e se necessario tornare sui propri passi. Ritengo invece che la politica debba sempre mettersi alla ricerca della via più giusta, perché “la politica significa l’amministrazione della ‘polis’ per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano” (Aristotele). Continuerò a battermi per una politica che salvaguardi il bene comune, che dia dignità e giustizia a tutte e tutti. Partecipazione, trasparenza e rispetto del mandato ricevuto dai cittadini, non sono belle parole per raccogliere facile consenso, ma principi e valori di cui abbiamo chiesto rispetto in Consiglio comunale e in Giunta mantenendoli ben saldi anche di fronte a chi, per giustificare l’ingiustificabile, li ha banalizzati definendoli ideologia”.

IL CONTRATTACCO “STUPITO” DI VIVERE CERNUSCO – Non tarda ad arrivare la contro-risposta di Vivere Cernusco, tramite un comunicato del suo segretario Donato Scotti: “Abbiamo letto con sincero stupore il comunicato di Sinistra per Cernusco in riferimento al ritiro delle deleghe all’Assessore Zecchini da parte del Sindaco. Paradossale che proprio il Sindaco venga accusato di piegarsi a diktat di partito quando, a nostro parere, è proprio SxC ad aver fatto una scelta che risponde solo a logiche di partito, interrompendo così un’esperienza decennale di collaborazione e buona amministrazione della città. La scelta di SxC di votare nell’ultimo consiglio comunale in modo difforme da quanto fatto due anni e mezzo fa non trova infatti motivazioni, se non nella volontà, tutta politica, di disconoscere un’esperienza che, nella nostra città, ha portato il centro sinistra unito a governare, con positivi risultati, per dieci anni, rinnovando il volto di Cernusco, oggi portata ad esempio sia per le scelte di pianificazione territoriale sia per le risposte ai bisogni sociali. Non trovano infatti riscontro le dichiarazioni fatte in consiglio comunale da SxC per giustificare il voto diverso da quello del 2014: non è affatto vero che, nel 2014, non si conoscessero gli aspetti della proposta di Eurocommercial ma solo il perimetro dell’intervento; basta leggere il testo dell’atto di indirizzo allora approvato per smentire tali affermazioni. Ricordiamo inoltre che tutto l’iter relativo alle successive proposte di Eurocommercial è stato sempre condiviso in modo trasparente nelle numerose riunioni di maggioranza e che, fino all’ultimo, Sindaco, Pd e Vivere Cernusco hanno cercato di trovare una soluzione condivisa da tutta la maggioranza. Purtroppo SxC non si è mostrata disponibile ad un confronto vero, trincerandosi dietro rigidità pregiudiziali, addirittura non presentandosi all’ultimo incontro di maggioranza convocato prima del consiglio comunale. Il ritiro, da parte del Sindaco, delle deleghe all’Assessore Zecchini, di cui riconosciamo il buon lavoro, è una diretta conseguenza della rottura del patto di fiducia e collaborazione tra le forze di maggioranza. Siamo dispiaciuti per la fine di un’alleanza in cui abbiamo sempre creduto e per la quale molto ci siamo spesi; spiace ancora di più leggere dichiarazioni che non corrispondono alla realtà, poiché contraddicono un percorso che, in tutti questi anni, è sempre stato improntato alla massima trasparenza, onestà e rispetto”.

L’ETICA DELLA RESPONSABILITA’ E L’ETICA DEI PRINCIPI – Sull’argomento torna anche il Segretario dem, Daniele Mandrini, con una lettera dal titolo Etica della responsabilità ed etica dei principi. “Chi fa politica secondo l’etica dei principi, segue le sue idee e tiene conto soltanto di quelle – in pratica si sottrae a un vero e proprio atto politico; chi fa politica secondo l’etica della responsabilità, si pone ogni volta il problema di ciò che accadrà in seguito a una sua decisione – in pratica mette in atto un’azione politica. È una frase in un libro di Francesco Piccolo, ‘Il desiderio di essere come tutti’ che sta circolando tra noi del Pd di Cernusco in questi giorni perché fotografa perfettamente quanto accaduto nella politica locale. Rivendichiamo con orgoglio di aver fatto politica seguendo l’etica della responsabilità, dicendo sì all’atto di indirizzo sulla proposta di ampliamento del Carosello, proprio perché abbiamo soppesato, sin dall’inizio, il problema di ciò che accadrà in seguito: abbiamo cioè ritenuto che aprire la discussione sull’ampliamento avesse maggiori vantaggi che svantaggi per la città. Sinistra x Cernusco ha – legittimamente – cambiato idea. Nel 2014 aveva votato a favore, pur con tutti i giusti distinguo, al provvedimento. A due anni e mezzo di distanza, con le elezioni alle porte, ha cambiato radicalmente la sua posizione. Su un provvedimento praticamente identico e i cui contenuti – sommari, perché si tratta solo di una proposta preliminare – erano noti allora come oggi. La spiegazione di questo voltafaccia è tutta politica ed è legata a una scelta di “politica dei principi” che bada al consenso più che alla concretezza dell’azione di governo. Un no di principio a un percorso – quello dell’accordo di programma – che è ancora tutto da costruire e il cui esito nessuno conosce. La spiegazione sta nella volontà di recuperare un consenso all’interno del proprio elettorato che evidentemente rischiava di erodersi. Quindi suonano paradossali le accuse che ora Sinistra x Cernusco fa a noi del Pd e a Vivere Cernusco di aver fatto prevalere logiche di partito, quando sono proprio loro ad aver fatto una scelta dei cui effetti erano perfettamente consapevoli. Abbiamo fatto numerose riunioni di maggioranza su questo tema, cercando fino all’ultimo di trovare una sintesi. All’ultima di queste riunioni, peraltro, Sinistra x Cernusco non si è nemmeno presentata: chi è che ha voluto la rottura?
Lascia veramente allibiti il passaggio del comunicato di Sinistra x Cernusco in cui si insinua ‘il dubbio che la scelta di portare nuovamente in Consiglio un atto non dovuto, pur consapevoli del dissenso di Sinistra per Cernusco, sia stata voluta da PD e Vivere Cernusco per estromettere dalla maggioranza di governo e dalla futura coalizione qualsiasi forma di pensiero critico o anche solo di dubbio‘. Se così fosse non avremmo fatto, sino all’ultimo, con il sindaco in prima linea, tutti i tentativi per trovare una sintesi, esattamente come nel 2014. Invece che gridare al complotto e alla “cattiva politica” Sinistra x Cernusco dovrebbe avere l’onestà intellettuale di dire con chiarezza che rispetto al 2014 ha cambiato idea, che ha deciso di votare in dissenso rispetto alla maggioranza su un provvedimento delicatissimo e che avrà influenza sulla politica futura, di fatto archiviando un metodo condiviso che nei passati 9 anni non era mai stato disatteso. Anche per il Partito Democratico una spaccatura in questo momento è un fatto doloroso. Ma non si confondano i piani: non è in discussione il lavoro di Rita Zecchini, che è stato un ottimo membro della squadra di Governo della città. Quella del sindaco Comincini è una scelta politica: non ci sono più le condizioni per continuare la strada insieme, le condizioni politiche appunto. Stavamo camminando insieme, con fatica. Qualcuno si è fermato e ha preso un’altra strada. E ora prova a dire che è stato spinto via. Per quanto ci riguarda il cammino continua, con il lavoro amministrativo di questi ultimi mesi e con il percorso delle primarie. Che per il Partito Democratico vedrà in campo due esponenti di punta come Ermanno Zacchetti e Maurizio Rosci. Guardiamo al futuro, con fiducia. E di questa vicenda non parleremo più”.

SCENARI E FANTAPOLITICA – Dunque si prepara una corsa con il Centrosinistra diviso in due: da una parte il blocco PD-Vivere e dall’altro Sinistra x Cernusco. E due visioni diametralmente opposte: Pd e Vivere sottolineano che in precedenza Sinistra x Cernusco aveva votato sempre a favore dell’ampliamento del Carosello e che quindi questo NO a pochi mesi dal voto sembra un pretesto per una rottura già decisa a livello nazionale. Sull’altro fronte Sinistra x Cernusco che Pd e Vivere abbiano voluto portare in aula il tema Carosello proprio perchè sapevano che si sarebbe arrivati al punto di rottura: insomma il modo migliore per spostare la barra al centro, far fuori Sinistra x Cernusco e poi darle anche la colpa. Dietrologie e ipotesi di fantapolitica: ricordiamoci però di quanto abbiamo pubblicato sul numero di Metropolis di dicembre. Mandrini e Marchetti avevano dichiarato che l’esito del referendum non avrebbe avuto effetti sulla politica locale, Danilo Radaelli invece non si era sbilanciato.

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