martedì, Gennaio 18, 2022

Con un brindisi simbolico a base di acqua di rete, al termine di un convegno sulle prospettive del servizio idrico, si avvia questa mattina a Monza il percorso che entro fine anno porterà alla nascita della prima joint venture contrattuale tra aziende idriche in house della Lombardia. “Water Alliance – Acqua di Lombardia” è il progetto voluto da Gruppo CAP, BrianzAcque, Uniacque, Padania Acque, Lario Reti Holding, Sal e Pavia Acque, sette realtà in house che insieme garantiscono un servizio di qualità a oltre 5 milioni di abitanti (più della metà dei cittadini lombardi) che hanno deciso di fare squadra per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua. Il progetto ha il patrocinio di Expo 2015, ANCI Lombardia e Confservizi Lombardia.

“Questa iniziativa, di cui siamo felici di fare da capofila – spiega Alessandro Russo Presidente di Gruppo Cap – è una novità assoluta nel panorama della nostra regione e una grande sfida. Il nostro scopo è costruire un sistema di rete, una vera Water Alliance, che ha i numeri per proporsi sullo scenario nazionale come il più grande soggetto pubblico aggregato del servizio idrico. Le aziende pubbliche lombarde sono qui per dire che hanno le competenze, le risorse e la forza per rispondere alle nuove esigenze di investimenti in infrastrutture e servizi. Si tratta di un progetto ambizioso e aperto a chi in questi mesi volesse farne parte.”.

“Crediamo fortemente nel progetto Water Alliance – ha aggiunto l’Amministratore delegato di BrianzAcque, Enrico Boerci – perché rappresenta un’imperdibile opportunità di mettere a fattor comune le eccellenze di gestione delle aziende pubbliche dell’idrico della Lombardia”.

Lo stesso concetto è stato ripreso da Giorgia Ronco della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico di Palazzo Chigi: “I processi di aggregazione come questo sono indispensabili per dare impulso agli investimenti dell’idrico e superare le infrazioni dell’Unione Europea”.

“Water Alliance – ha sottolineato Regine Engstrom, direttrice Generale di Eau de Paris – fornisce un esempio concreto di avanzamento di partenariato pubblico-pubblico. Si tratta di un percorso verso l’efficientamento del servizio idrico che i nostri cittadini e azionisti si aspettano. Parigi sarà molto interessata a seguire l’evoluzione di questa alleanza per un migliore servizio pubblico in Italia e in Francia”.

Antonio Massarutto, economista e docente universitario ha aggiunto: “In Italia abbiamo passato troppo tempo a discutere di sovrastrutture e di teorie, ora il quadro è sufficientemente completo. Questa iniziativa mi sembra un buon primo passo. I prossimi risultati, immagino, potranno venire dall’efficientamento dei costi operativi. Il vero nodo è la finanza: se ci si mette insieme è per finanziarsi meglio. Ora viene il difficile, guarderemo con attenzione i risultati di questo progetto”.

I numeri

Come aggregato, nel settore idrico le sette aziende sono seconde in Italia solo ad ACEA. Insieme servono poco meno di 900 Comuni, dove erogano ogni anno oltre 500 milioni di metri cubi d’acqua, con 24.727 km di rete di acquedotto e 2.733 pozzi. I depuratori sono 508, ai quali confluiscono quasi 20mila km di rete fognaria. I ricavi complessivi superano i 630 milioni. Nei prossimi cinque anni, le sette aziende investiranno 800 milioni di euro: uno sforzo impressionante che si concentra in gran parte nell’impegno per mettere a norma depuratori e fognature, e risolvere così il grave deficit infrastrutturale che vede ancora l’Italia sotto procedura di infrazione comunitaria.

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