domenica, Luglio 3, 2022

Avevano detto che la loro posizione non più allineata con la maggioranza li avrebbe portati a decidere volta per volta come votare: e sul numero di aprile di ‘Metropolis’, Valter Vighi era stato chiarissimo in proposito, anche se aveva lasciato intravvedere una speranza ovvero che la maggioranza cambiasse metodo, aumentando il tasso di collegialità e dialogo. A tutti gli addetti ai lavori, comunuque, lo scoglio del bilancio sembrava una montagna impossibile. E così è stato: il 14 aprile la maggioranza del Sindaco Bruschi è andata sotto, dovendo affrontare solo l’ultima di infinita di traversie che, da quando il Sindaco di centrosinistra si è insediato nel 2014, hanno portato a diverse fuoriuscite, cambi di casacca, dimissioni di Consiglieri e di Assessori.

E ora? Il documento economico sarà ripresentato al vaglio del Consiglio Comunale entro pochi giorni. Le diplomazie sono al lavoro, ma sembra durissima. Una seconda convocazione del Consiglio Comunale, la sera successiva a quella della fumata nera, è finita con scioglimento immediato per mancanza di numero legale: oltre ai tre dissidenti Massimo Ferrari, Annalisa Piemontese e Valter Vighi, assente all’appello anche il Segretario Metropolitano del Pd e Consigliere Comunale melzese, Pietro Bussolati. La minoranza ha protamente abbandonato l’aula, palesando la volontà di non fare la stampella alla maggioranza. Ma proprio l’assenza di Bussolati ha aperto una serie di rumors: assenza giustificata per via della campagna elettorale di Milano o un segnale che il Pd a livello metropolitano non creda più nell’Amministrazione Bruschi?

L’oggetto del contendere è stato un emendamento proposto dai tre consiglieri Vighi (sinistra), Ferrari e Piemontese (Pd), per chiedere di inserire in bilancio la chiusura del centro gioco “1, 2, 3 Stella” e di integrare i tagli che saranno obbligati causa crisi. L’emendamento è stato rifiutato dalla maggioranza e da lì è scaturito il voto contrario. Il Sindaco Bruschi, come sempre dal suo insediamento ad oggi, cerca di buttare acqua sul fuoco: non nego la difficoltà, fa appello alla ragionevolezza di tutti e sottolinea che i tempi non sono poi così stretti, si può tirare anche fino a maggio… Ma non lesina anche una frecciata ai tre Consiglieri dissidenti definendo “pretestuoso” il loro emendamento, un emendamento che chiede di tagliare un servizio che incide per 8.000 euro l’anno su un bilancio di 15 milioni. Intanto la minoranza è divisa tra euforia e pragmatismo: c’è chi teme un colpo di mano per tenere in vita il malato pur di non perdere la cadrega, c’è chi sogna una dimissione in massa dei Consiglieri (ma per attuare un piano così drastico occorre il consenso anche dei tre dissidenti). I prossimi giorni saranno decisivi per capire quale sarà il futuro politico di Melzo, se si tirerà a campare ancora un pò o se inizierà la fase del commissariamento.

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