lunedì, Novembre 29, 2021

4 su 4. Un dato che non lascia molto margine di commento alle diplomazie politiche con elenco di scusanti alla mano. Il Pd perde quattro comuni dove governava e qualcuno – beffardo – ha fatto notare che erano tutti paesi facenti parte dell’Unione dei Comuni…

Il risultato più eclatante è stato quello di Carugate, dove il Centrosinistra governava con percentuali pseudo-bulgare dal 1998. Stavolta il voto bulgaro è andato invece alla lista civica ProCarugate che già andò benissimo cinque anni: a differenza di allora, quando si qualificò come lista di giovani che volevano offrire la loro freschezza e la loro compentenza alla città, oggi la lista si è rafforzata con innesti importanti proveniente dal mondo moderato cittadino, da cattolici-democratici ex Margherita a ex forzisti. Così Luca Maggioni diventa il nuovo sindaco di Carugate sfiorando il 41% dei consensi e i 3000 voti. Staccato di 1200 voti Paolo Grimoldi, l’eterno sconfitto della politica carugatese (già battuto con la lista civica negli anni 90 e poi da Gravina alle primarie del 2006), fermo al 25%. Ottima performance per Molteni, ex Assessore di Gravina, poi dimissionato e leader della civica Carugate in Movimento, che puntando tutto sui temi del lavoro e dell’ambiente è arrivato a sfiorare il 20%. Roberta Ronchi, candidata di Lega e Forza Italia si ferma appena sotto il 14% (ma la sua Forza Italia era ridotta solo un simbolo svuotata degli uomini, vedi i 148 voti di Corrias in ProCarugate). Impressionante l’aumento dei voti di ProCarugate: più del doppio. Mentre anche se sommiamo i voti di Pd e Carugate in Movimento non arriviamo ai voti di Gravina del 2011 (3200 contro 3600).  Riguardo alle preferenze, il signore del voto è Paolo Riva (ProCarugate) che a 162 per soli 2 voti batte la dem Rosaria Amato.

Ma anche quello di Pessano con Bornago è una svolta storica: anche qui il Centrosinistra ha sempre indisturbato nella Seconda Repubblica. Stavolta, dopo la decisione del Sindaco uscente Giordano Mazzurana di non ricandidarsi, toccava all’Assessore Chiara Fiocchi ( vice di Comincini nell’Unione dei Comuni) portare avanti il filo del discorso. Sembrava difficile l’impresa per Alberto Villa (Consigliere della Città Metropolitana, esponente di spicco di Forza Italia a livello provinciale, da anni consigliere comunale di opposizione): invece il suo costruire una lista civica chiamandola ‘Oltre’, ovvero andando oltre i partiti e i simboli ha pagato. E per soli 103 voti e 2 punti percentuali l’ha spuntata. La Fiocchi perde quasi 600 voti rispetto a quelli di Mazzurana nel 2011.

Cambiago e Inzago, stessa solfa. A Cambiago la candidata di destra Laura Tresoldi (Lega Nord, Fratelli d’Italia, liste civiche) la spunta per 135 voti su Maria Grazia Mangiagalli (Uniti per Cambiago): e si può permettere il lusso di non contare sull’appoggio di Forza Italia che con il suo candidato Cavataio supera il 13%. Importante l’exploit della lista civica di Torrazza che sfiora il 20%. Va detto che nel 2011, il candidato del Centrosinistra, Silvano Brambilla vinse per soli 90 voti, ma allora Lega e Pdl andarono divisi (uniti avrebbero stravinto). Il Centrosinistra rispetto alle ultime Comunali, lascia sul campo 400 voti. Ad Inzago invece netto successo del leghista Andrea Fumagalli contro Alessandro Braga (Inzago Bene Comune): 56% contro 36,7% e più di 1000 voti di scarto. Nel 2011 il candidato civico ma di area di centrosinistra, Benigno Calvi si era imposto facilmente su quello di centrodestra Mauri, con 6 punti percentuali di differenza, inoltre un’altra lista di centrosinistra aveva superato il 20%…

Discorso a parte merita Pioltello, comune che è in attesa di ballottaggio. La candidata del Centrosinistra Ivonne Cosciotti si è fermata al 36% e dovrà affrontare un ballottaggio più difficile del previsto (900 voti di margine) contro l’ex Sindaco di Segrate Adriano Alessandrini (Centrodestra). Grillini e polo civico di Menni fermi al 14%, polo di sinistra con Fulvio Beretta al 3%. Ora mentre come facciata Cosciotti dice di non aver bisogno di nessuno, tanto chi è fuori dal ballottaggio non voterà a destra e per un sindaco forestiero… e mentre Alessandrini dice di non aver bisogno, tanto chi è fuori dal ballottaggio voterà contro il Pd di Renzi e per il cambiamento… partono gli abboccamenti soprattutto verso il 14% di Menni, un voto moderato che fa gola a tutti… Rispetto al 2014: perdono qualcosa Pd, Forza Italia, Lista Pioltello e Vivere Pioltello; guadagnano Polo x Pioltello, Lega Nord e Socialisti. Boom dei Grillini, male l’ala sinistra (ma allora il candidato era il trascinatore De Gaspari…). Preferenze: nessuna novità, il leader indiscusso è sempre Andrea Galimberti, che sfonda quota 300.

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