venerdì, Maggio 24, 2019
Malattie neurodegenerative, una sfida complessa

Grande successo per il primo convegno organizzato da Metropolis su scala regionale, moderato dal suo direttore Angelo Frigerio. Location prestigiosa (la Sala Gonfalone del Pirellone) e una schiera di relatori di altissimo livello e differente provenienza, per affrontare una tematica così complessa da tutti i punti di vista: chi a rappresentare la ricerca, chi la cura, chi l’assistenza, chi gli enti pubblici, chi le strutture private. Più di cento persone presenti, che sono rimaste quasi tutte fino alla fine dei lavori (nonostante il convegno sia durato quasi quattro ore), a testimoniare l’interesse che il tema oggi riveste. Va anche sottolineato come il pubblico, al di là dei semplici cittadini, fosse caratterizzato da una presenza notevolmente qualificata: as- sociazioni di volontariato; aziende che si occupano di assistenza domiciliare e di trasporto di malati; vertici di RSA e ASST; medici, primari e infermieri. Ciliegina sulla torta, il saluto del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana che ha tenuto a sottolineare l’importanza del tema e la lodevole iniziativa messa in campo. E poi la politica: Sindaci, Assessori ai Servizi Sociali, Consiglieri Comunali e due parlamentari a rappresentare le due zone di Metropolis, Jari Colla per il Nord Milano ed Eugenio Comincini per la Martesana.

A fare gli onori di casa, il Presidente della Commissione Regionale Sanità, Emanuele Monti, che ha sottolineato come la Regione sia molto attenta a questi temi: “Nel 2050 più del 15% della popolazione avrà più di 80 anni, è quindi chiaro a tutti che il tempo delle chiacchiere è finito. La via è quella del- l’ascolto del territorio e di studiare forme di collaborazione pubblico-privato”.

Gli ha fatto eco Riccardo Pase, membro della Commissio- ne Sanità e Presidente della Commissione Ambiente: “Una volta era la famiglia a gestire queste criticità, ma la vita media era più breve. Ora quel nucleo familiare deve essere Regione Lombardia. Siamo già un’eccellenza, se guardiamo ai nostri o- spedali, ma dobbiamo continuamente alzare l’asticella degli obiettivi e migliorare, stanziando sempre più risorse e imple- mentando l’ascolto”.

Anche il Prof. Gianni Pezzoli (Direttore del Centro Parkinson presso il CTO) ha sottolineato come l’Italia sia il Paese con l’aspettativa di vita più alta, se- conda solo al Giappone, nonostante tanti si lamentino del nostro sistema sanitario. Con quasi 31000 casi studiati quello del CTO è il primo centro di cura del Parkinson a livello mondiale, in grado di monitorare i pazienti costantemente, anche nei giorni festivi, grazie al servizio telefonico SOS Parkinson. “C’è però un’ingiustizia, ovvero che gli ospedali che hanno una casistica ricchissima (che ha quindi una valenza scientifica), ma non sono IRCCS, non possono accedere ai fondi ai quali accedono gli IRCCS”, ha spiegato Pezzoli. Che poi ha affrontato nello specifico le teorie sulle cause del Morbo di Parkinson: sono ambientali o biologiche? L’esposizione a solventi e idrocarburi accelera di 5 anni il manifestarsi della malattia. Si lavora, inoltre, su terapie che pos- sano affrontare la causa e che non siano semplici cure, ma è tutto ancora in salita (anche se l’aspettativa di vita per i malati è cresciuta).

Lo stesso vale per l’Alzheimer, come ha spiegato il Dott. Pietro Tiraboschi (Responsabile della Struttura Clinica delle Demenze del Besta) che si è soffermato sui tempi molto lunghi necessari alla messa in commercio di un farmaco e sulla difficoltà, nello specifico, a individuare farmaci realmente efficaci nell’ambito delle demenze (spes- so sono usati in modo inappropriato. La sfida è quella di intervenire in una fase molto precoce della malattia, quando il deficit di memoria non è ancora devastante e sarebbe già un ottimo risultato contrastarla e rallentarla.

Fulvio Odinolfi ha invece portato il punto di vista di un ASST, quella del Nord Milano, di cui è Direttore Generale: “Sono malattie che hanno una progressione lenta, si dà la colpa all’età e si sottovalutano i sintomi. E quando i sintomi diventano inequivocabili, significa che il danno neuronale è ormai irreparabile. Più l’età avanza e più aumenta il grado della malattia, a volte si presentano anche più patologie croniche contemporaneamente… Oggi nella Città Metropolitana ci sono 163 anziani su 100 giovani… Ecco perchè dobbiamo ripensare ai processi, alle risorse e ad un coordinamento più forte, orizzontale, anche per sostenere al meglio le strutture e le famiglie”. Odinolfi si è poi soffermato sul ruolo concreto dell’ASST, oggi: dai riconoscimenti delle invalidità al rilascio delle patenti speciali, dalle esenzioni ai sup- porti alla disabilità fino alla valutazione della fragilità del paziente, non alla dimissione ma al ricovero.

Il tema della ricerca farmacologica è stato invece affrontato da Loredana Bergamini, Direttore Medico di Janssen Italia: “Investire nella ricerca è fondamentale, abbiamo calcolato che grazie a questo ogni anno la vita di ognuno di noi si allunga di tre mesi. E dopo l’oncologia, come priorità vengono le neuroscienze”. Bergamini ha poi ripreso il discorso di Tiraboschi, in merito al lungo e tortuoso percorso del farmaco, la selezione di una solo molecola su 14000. Un percorso fatto anche di fallimenti. “L’ultimo farmaco registrato per curare l’Alzheimer è datato 2002. Come Janssen abbiamo contribuito a far chiudere i manicomi e non vogliamo arrenderci, anche se molti si sono scoraggiati per i troppi insuccessi. Continuiamo a provarci, magari proviamo a investire prima, quando la malattia è ancora in una fase precoce. E’ fondamentale dare solievo ai pazienti e alle loro famglie”.

Come Amministratore Unico dell’Azienda Multiservizi Farmacie di Cinisello Balsamo, Lino Lacagnina, ha rimarcato l’importanza del “fare rete” e di come le farmacie (in primisi quelle comunali) debbano essere un esempio di ascolto e servizi verso i cittadini, visto che appartengono proprio a loro.

Parole riprese anche da Riccardo Visentin, Assessore alla Centralità della Persona di Cinisello Balsamo: “Il Comune è il pri- mo baluardo, la prima frontiera. Dobbiamo stare vicino alle famiglie, rimuovere gli ostacoli che im- pediscono la cura e l’inclusione sociale, promuovere momenti di incontro e sensibilizzazione, aiutare le famiglie a scegliere il percorso migliore”.

Il punto di vista dell’assitenza è stato affronto invece da Bruna Meloni, Presidente di AVO Lombardia che oggi vanta 4800 volontari ed è presente in 75 strutture: “Il nostro ruolo è quello di umanizzare la vita dei pazienti, testimoniare la solidarietà, dare un sostegno ai malati e alle loro famiglie, essere una presenza amica. Di fronte a persone affette da malattie neurodegenerative, cerchiamo di stimolare l’attività cognitiva e psichica tramite musicoterapia, arteterapia, pet therapy”.

L’importanza di queste nuove terapie è stata ripresa anche dal Dott. Livio Bressan (insignito della Rosa Camuna 2018), il cui metodo di rieducazione complementare è applicato presso l’Alzheimer Cafè di Cormano e la Residenza del Sole di Cinisello Balsamo: “La medicina tradizionale può essere affiancata da quella olistica, come lo shiatsu può completare il lavoro dell’osteopata… Accarezzare un cane vero dona ai pazienti più beneficio chei accarezzare un pelouche…”.

A completare i lavori, l’ing. Sergio Bariani, Ad del Gruppo Gheron, tra i leader in Italia nel settore delle RSA, che ha sottolineato come a Milano e in Brianza l’offerta dei posti letto per malati di Alzheimer sia inferiore alle media regionale:  da qui la necessità di costruire delle RSA vicino alle famiglie, scelta che apre un circolo virtuoso (crea lavoro e evita spostamenti e disagi ai parenti). “Nelle nostre strutture si dà la massima attenzione alla componente alberghiera, alle nuove tecnologie nonchè alla serenità dei pazienti (dai giardini per i malati di Alzheimer alla cromoterapia fino alla scelta dei materassi)”.

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