Sono tante le cose di questo pazzo mese di ottobre che faccio fatica a capire. Non ho capito quale sia il nesso tra manifestare contro Israele e cantare “Bella Ciao” e tanto meno ho capito perché i cortei per la pace sconfinino spesso nella distruzione delle città e nell’assalto alle Forze dell’Ordine.
E non ho capito perché, subito dopo l’ennesimo efferato femminicidio, una deputata marchigiana abbia proposto un emendamento per chiedere l’eliminazione dell’educazione sessuale dalle scuole, fino alle medie.
Va bene essere preoccupati che si manipoli la mente dei bambini con le teorie del gender, ma in un contesto segnato da sopraffazione e violenza – non solo psicologica – fin dalla tenera età (non sono così isolati i casi di molestie alle elementari e alle medie), i corsi di educazione sessuale – intesa come definizione della parità dei ruoli all’interno della coppia – potrebbero essere non solo utili, ma necessari.
Il paradosso più grande riguarda però Donald Trump, additato da molti come “guerrafondaio” e “pericolo pubblico” per le sorti del mondo libero: la pace tra Netanyahu e Hamas l’ha fatta siglare colui che voleva annettersi la Groenlandia. Nessun altro.



