domenica, Agosto 25, 2019

A marzo le aziende hanno superato quota 68mila, con un +0,5% rispetto al 2015. Tra i settori in maggior espansione spiccano l’istruzione (+11%), le attività immobiliari (+6,7%) e la comunicazione (+5,3%). Titolari stranieri a +6,8%, italiani in calo dell’1,2%. A Milano crescono le imprese artigiane al primo trimestre 2016 rispetto a un anno fa, secondo una elaborazione dell’Unione Artigiani su dati Camera di Commercio. A fine marzo 2016 sono 68.081 rispetto alle 67.731 di marzo 2015, +0,5%. Trainano l’aumento l’istruzione (+11%), le attività immobiliari  (+6,7%), la comunicazione (+5,3%), i servizi alle imprese (+5,2%). Ancora di più le localizzazioni delle imprese, che aprono in vari punti del territorio, a quota 73 mila a Milano, + 0,6% in un anno. In un anno il settore diventa più femminile, + 2,1% le imprese di donne, che superano le 10 mila. Un settore, quello artigiano, con 127 mila addetti sul territorio. Imprese artigiane straniere a + 6,8% in un anno. Mentre gli italiani sono in calo del -1,2%.

In Lombardia il settore è in calo del -1% in un  anno. In crescita il settore dei servizi alle imprese, +5,7%, dell’istruzione, +5%, le attività immobiliari, + 3%, la comunicazione, + 5%, le attività del tempo libero, + 2,6%. Anche se crescono le imprese femminili, 37 mila, +0,8%, ma non abbastanza da bilanciare l’andamento generale. Anche per le localizzazioni c’è un calo del -1%, sono 272 mila. Un settore con 537 mila addetti in Lombardia. Sono 251 mila le imprese di stranieri, in crescita del +2,8%, rispetto al calo degli italiani di – 1,7%.  Tengono le imprese di artigiani a Monza e Brianza e restano stabili, calano del -1% a  Brescia, Bergamo e Varese e si riducono ancora di più nelle altre aree lombarde.

“I dati fotografano una situazione conosciuta – commenta il segratario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero -, dove l’imprenditoria straniera rappresenta una risorsa per la crescita dell’artigianato, se svolta nel pieno rispetto delle regole, senza concorrenza sleale. Con 127mila addetti nel milanese e ben 537mila in Lombardia, l’artigianato si conferma come elemento importante nel quadro dell’economia regionale. Occorre prestargli più attenzione sia sotto il profilo dello snellimento burocratico e del peso fiscale, sia per l’accesso al credito, vitale per permettere alle micro e pmi di investire in innovazione.”

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