domenica, Settembre 20, 2020

In un convegno a Cernusco, i vertici dell'ASST e il Sindaco Comincini hanno fugato definitivamente gli spauracchi di un ipotetico smantellamento del presidio

Per l’Uboldo sarà un autunno ricco di novità positive: una sala gremita all’interno della Filanda di Cernusco ha salutato il convegno di carattere sanitario nel quale i vertici dell’ASST Melegnano – Martesana e il Sindaco Eugenio Comincini hanno spiegato al pubblico quale futuro è previsto per il presidio cittadino. E si è tornati ovviamente sul cosiddetto smembramento dell’oncologia di Gorgonzola che verrà spostata a Cernusco, mentre a Melzo verrà dislocato l’Hospice. Una scelta difesa dai vertici dell’ASST con motivazioni convincenti legate ad un unico obiettivo: fare la scelta migliore per il malato e i suoi famigliari. “Non è una scelta manageriale o politica. Cernusco offre la miglior struttura per ospitare l’oncologia, visti i reparti già presenti di cardiologia e nefrologia”. Come ha sottolineato anche il Dr. De Monte: “Non si può pensare ad ogni singola specializzazione in modo isolato: ad esempio, viste le tossine che produce la chemioterapia, è impensabile che l’oncologia sia slegata dalla cardiologia o dalla nefrologia. Sul tema dell’Hospice a Melzo, Alparone ha spiegato invece che “sono numerosi gli esempi in Lombardia di cure palliative divisi dall’oncologia. La terminalità, infatti, è una problematica a carattere trasversale che può derivare da stati degenerativi di diverse malattie e non solo da quella oncologica. Per questo, nella nuova organizzazione aziendale, le cure palliative faranno riferimento agli specialisti della terapia del dolore e della rianimazione. Quindi la scelta della divisione non risponde a problemi logistici, ma ad una precisa scelta clinica”.

Il Sindaco Eugenio Comincini, nella sua introduzione, ha definitivamente fugato i dubbi sullo smantellamento graduale dell’ospedale cernuschese: “Dopo la chiusura del Punto Nascite c’era una grande preoccupazione in città, ma ora tocchiamo con mano le idee dell’ASST, che sono idee di rilancio, con nuovi importanti investimenti: l’arrivo di oncologia, i lavori per l’atrio che ripartono, gli ambulatori… La nuova riforma sta creando delle importanti riorganizzazioni sul territorio, il passaggio da AO ad ASST non è solo un cambio di etichetta” . Resta però il tema della difficile accessibilità del nostro presidio: tra i progetti sul tappeto, l’allargamento della via Uboldo creando un doppio senso di marcia e una rotondina prima delle telecamere – in modo da consentire alle auto di tornare indietro – e la realizzazione di alcuni posti auto nella ex sede della Croce Bianca. Il Sindaco ha chiuso l’intervento con una frecciatina al suo predecessore Paolo Frigerio: “Certo, se quando si è abbattuto il cinema Gloria, si fosse realizzato un parcheggio ad hoc per l’Uboldo, invece di fare altro…”.

Anche il Dg Mario Alparone è tornato sul tema della riforma: “Non siamo più qui per dire quello che siamo bravi a fare, l’eccellenza delle strutture sanitarie lombarde è ormai un dato acquisito. Invece siamo qui per rispondere ai bisogni dei cittadini, ovvero a prenderci cura del malato dopo le dimissioni e delle situazioni di cronicità e di fragilità che sono in grande aumento. Serve però razionalizzare e migliorare il servizio: oggi, il 76% dei residenti della nostra ASST vanno a curarsi in ospedali esterni. Il motivo principale è che si sta facendo poco e tutto, occorre invece specializzare e potenziare le strutture”. Alparone torna così sull’acronimo EOS, che è anche il principale obiettivo della sua governance: una ASST che deve essere equa, omogenea e sostenibile, in cui occuparsi dei cronici è la grande sfida da vincere. “Abbiamo un polo sociosanitario a sud – con gli ambulatori di Paullo, Rozzano, Binasco, San Giuliano, San Donato – e un polo al centro-nord del territorio dedicato alle fragilità e alle cronicità con i predidi Vaprio, Gorgonzola e Cassano. Oltre a questi due poli, abbiamo i tre ospedali per acuti plurispecialisti a Cernusco, Melzo e Vizzolo”. Alparone è tornato anche sui molti risultati già ottenuti nei 9 mesi da Direttore Generale. In riferimento al solo Uboldo: i 20 letti di oncologia pronti per metà ottobre; gli ambulatori pronti per novembre; l’aver sbloccato la situazione di stallo dell’atrio; la riorganizzazione degli ambulatori e del territorio a livello socio-sanitario. Un ultimo passaggio, il Dg lodedica per evidenziare il lato umano di tutta la squadra sanitaria dell’ASST: “Appena insediato, ho girato gli ospedali e parlato con i malati: tutti hanno sottolineato questa grande qualità dei nostri medici e dei nostri infermieri”.

Il Direttore Sanitario del Presidio di Cernusco, Ruggiero Rocchi, ha fatto, invece, un’ampia panoramica sull’Uboldo, le sue caratteristiche e i suoi numeri: “Il nostro è un ospedale che per numero di accessi non ha niente da invidiare ad alcuni ospedali milanesi e, proprio il suo essere ospedale di frontiera rispetto al Capoluogo, ci porta dei vantaggi ma anche degli svantaggi: da un lato, i nostri pazienti possono essere trasportati in pochi minuti nei migliori ospedali della regione quando necessitano di cure specifiche, dall’altro lato ci arrivano molti pazienti in condizioni critiche provenienti proprio dalla periferia milanese”. Non è mancato un accenno critico in merito ai troppi codici bianchi e verdi che ingolfano il lavoro del Pronto Soccorso: “Casi che potrebbero essere affrontati fuori dall’ospedale e che non fanno altro che appesantire il lavoro del presidio che magari potrebbe concentrarsi maggiormente su casi più importanti”.

Il primario di oncologia dell’ospedale di Vizzolo, Antonio De Monte, è tornato sulle motivazioni dello spostamento del reparto a Cernusco e ha parlato dei dati confortanti riguardo alla lotta al cancro negli ultimi anni: “La mortalità è in calo, la cronicizzazione è in salita, così come la prospettiva di vita a cinque anni dall’intervento subito. Certo, una cosa è dire che il cancro si può curare, una cosa è dire che il cancro si può guarire. Ogni anno vengono diagnosticati 300mila nuovi casi e avvengono 170mila decessi (i tumori sono la seconda causa di morte dopo le malattie cardio-vascolari). Lo screening è fondamentale, come è stato fondamentale l’avanzamento delle tecniche sia a livello operatorio, sia a livello terapeutico (ad esempio, l’immunoterapia). Ma non bastano gli avanzamenti nei singoli campi: occorre maggior multidisciplinarietà, organizzare i saperi e le competenze”.

 

Tags: , , , , , ,

0 Commenti

Lascia un commento

Leggi Metropolis

Settembre 2020

Seguici: