lunedì, Novembre 29, 2021

Dopo lo stop della Commissione comunale, che ha giudicato non ammissibile il quesito referendario sottoscritto da 1550 cittadini, il Comitato Referendum Carugate sta valutando la concreta possibilità di ricorrere contro le conclusioni della Commissione. “Non è una scelta che si può prendere a cuore leggero. Il ricorso al tribunale ordinario se non addirittura al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) comporta infatti tempi e costi non indifferenti (si parla di diverse migliaia di euro) – spiegano dal Comitato -. Proprio per questo stiamo considerando attentamente questo passo e valutando di costituirci in Associazione per essere più operativi e avere a disposizione strumenti più efficaci per promuovere raccolte fondi, coinvolgendo i cittadini che ci hanno fin da subito sostenuto. Tutto questo per ridare a questi ultimi il diritto, espropriato da una decisione della commissione comunale che il comitato giudica sbagliata, di dire la propria opinione su un argomento come l’ennesimo ampliamento del centro commerciale Carosello che avrà un impatto notevole, nel bene o nel male, sulla nostra vita di tutti i giorni”.

E comunque l’azione del comitato non si ferma qui. Dopo avere inviato il 24 marzo una lettera aperta sul referendum comunale al Presidente della Regione Lombardia, al Sindaco Metropolitano e ai Sindaci dei comuni interessati allo sviluppo del Carosello, il Comitato ha inoltrato in questi giorni una richiesta di audizione alla Commissione Regionale Attività Produttive e Occupazione. Proseguiranno poi con le iniziative nelle piazze, nelle vie e negli spazi pubblici di Carugate per continuare ad informare i cittadini “sui tanti aspetti critici legati ad un possibile sviluppo del centro commerciale”.

Infine il Comitato si assume l’impegno, da solo o con altre associazioni, “di studiare e proporre alla Amministrazione Comunale di Carugate di riformare lo Statuto, fermo al 2000 e inserire nuovi istituti di partecipazione per allargare la partecipazione democratica e attiva dei cittadini alla vita pubblica della città”.

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