giovedì, Aprile 22, 2021
Confcommercio Lombardia: zona gialla non è indolore, si bruciano 440 milioni di euro

Secondo un’analisi di Confcommercio Lombardia, “il conto lombardo per ogni mese di zona gialla è di 440 milioni di euro. Le imprese soffrono ancora; per questo ci aspettiamo risarcimenti adeguati e soprattutto veloci”. “Le imprese della ristorazione, 45.500 in Lombardia, strette nelle limitazioni di orario che impediscono di poter lavorare la sera, stanno perdendo il 30% del proprio fatturato. Un salasso che arriva, peraltro, dopo mesi di incertezze, chiusure e continui stop and go. E’ evidente che così sia difficile andare avanti”.

“Ben vengano le dichiarazioni di intenti su risarcimenti immediati e contestuali alle chiusure; l’importante – prosegue la nota della Confcommercio regionale –  è che l’idea non resti solo sulla carta perché le imprese stanno ancora aspettando una parte dei ristori promessi e il risarcimento dei danni per le serrate ingiustificate – rileva Confcommercio Lombardia -.Stiamo parlando delle conseguenze della zona rossa imposta per errore in regione a gennaio: 600 milioni di euro che le imprese si aspettano vengano risarciti, senza se e senza ma. Ricordiamo che siamo in attesa del decreto Ristori cinque e che all’appello mancano ancora risorse per le chiusure di Natale e per i danni subiti dalle imprese del comparto della montagna. Auspichiamo, quindi, che il nuovo Governo possa imprimere quella velocità che, fino ad oggi, a tutti gli effetti, è mancata”.

“In gioco – sottolinea Confcommercio Lombardia – è la tenuta del sistema commerciale delle nostre città, già in forte sofferenza se pensiamo che, solo nei centri storici di 120 medie città italiane, sono a rischio chiusura oltre 77 mila imprese. E come ha affermato il presidente Carlo Sangalli, uno dei modi per fermare la desertificazione commerciale è proprio garantire il sostegno alle imprese più colpite dai lockdown”.

“E’ necessario, inoltre – conclude Confcommercio Lombardia – che la comunicazione su eventuali restrizioni avvenga con tempestività e un giusto preavviso. Altrimenti le imprese subiscono un doppio danno: per le chiusure e gli annunci tardivi. Le imprese non possono continuare a subire serrate annunciate un giorno per l’altro”.

La zona gialla al momento è il male minore ma resta un peso insostenibile per le imprese del commercio e della ristorazione. Confcommercio Milano sottolinea che, “nella Città metropolitana di Milano e nelle province di Lodi, Monza e Brianza operano 21 mila esercizi di ristorazione. Queste attività in condizioni normali in un mese tipo realizzano circa 752 milioni di ricavi. Nello scenario della attuale zona gialla perdono 222 milioni pari al -30% della condizione normale. Nello scenario con solo asporto e delivery con limitazioni di orario perdono 444 milioni pari al -59% dello scenario di normalità”. “Teniamoci stretta la zona gialla ma quanto prima torniamo alla normalità – ha commentato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano -. I dati dicono che le attività sono ancora in grande sofferenza: bar e ristoranti chiusi alle 18, coprifuoco dalle 22, centri commerciali chiusi nei pre-festivi e festivi. Certezza e programmazione sono passaggi fondamentali per le imprese che non sono come degli interruttori. Aspettiamo il DL quinques per una vera boccata d’ossigeno”.

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