domenica, Dicembre 5, 2021

I recenti e drammatici fatti di cronaca hanno portato l’argomento alla ribalta. Centri islamici, moschee… quale futuro per queste strutture sul nostro territorio? A Cinisello Balsamo la questione è da sempre scottante; dopo la chiusura del centro esistente in via Fleming (risalente a più di due anni fa), è ora il centro di via Frisia ad essere sotto i riflettori. Un capannone industriale diventato la sede dell’attività dell’Associazione “Comunità islamica di Cinisello Balsamo”, non senza incrociare qualche malumore. Ma non è solo l’opposizione ad esprimere perplessità sulle funzioni e le attività svolte in quel capannone. “Dopo tutti i dovuti controlli e la richiesta ufficiale da parte dell’Amministrazione di visionare lo statuto dell’organizzazione e il programma delle attività sul territorio – afferma il Sindaco Siria Trezzi – nello scorso luglio abbiamo emesso un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi per non conformità d’uso. Subito dopo l’Associazione ha fatto ricorso al Tar della Lombardia, che però non è stato accolto. Ora l’ordinanza è esecutiva e dobbiamo dunque procedere. In ogni caso per noi non si tratta di un centro islamico; è la sede di un’Associazione culturale con cui, ci tengo a sottolineare, abbiamo interrotto tutti i rapporti in quanto si sono dimostrati inaffidabili nei comportamenti. Procederemo applicando l’ordinanza e realizzeremo nuove esperienze a norma”. Ovviamente critica la posizione delle minoranze. “Da sempre ho espresso i miei dubbi riguardo il centro islamico di via Frisia e la persona che lo gestisce – afferma Cristiano Fumagalli (Lega Nord) -. Nessuna autorizzazione, nessun controllo: non sappiamo chi entra in quel centro, non sappiamo cosa viene detto, non sappiamo quali sono i reali obiettivi delle loro riunioni.

Dopo i fatti di Parigi abbiamo scoperto che soggetti presenti nelle blacklist internazionali sono passati proprio per Cinisello: questa è la prova della pericolosità di questi luoghi di ritrovo. E’ chiaro che lo sgombero è l’unica soluzione possibile, ma è altrettanto chiaro che l’Amministrazione non ha saputo gestire la situazione”. “Che sul centro di via Frisia ci fosse qualcosa di anormale si sapeva da tempo – incalza Enrico Zonca, candidato del Centrodestra alle ultime elezioni – e non dobbiamo nascondere il fatto che lì dentro ci sia una vera e propria moschea. L’Amministrazione comunale non ha mai voluto affrontare con serietà la questione. Si doveva intervenire con più decisione, ma hanno sempre rimandato. Nessuno vuole ammetterlo, ma dentro quel capannone c’è una vera e propria moschea. Si nascondono dietro l’Associazione culturale ma la verità è un’altra. Il vero problema è questa doppiezza: il capannone, che dovrebbe essere utilizzato con destinazione produttiva, è diventato invece la sede di un’Associazione, ma nel concreto si è trasformato in un luogo di culto.

Perché nascondersi per pregare? Perché non richiedere ufficialmente all’Amministrazione un luogo, uno spazio da utilizzare come moschea? Senza contare le possibili attività di proselitismo per azioni magari anche di terrorismo che potrebbero essere svolte all’interno di un centro simile. Ma questo è un altro discorso ed è compito delle forze dell’ordine compiere le necessarie verifiche… L’Amministrazione Comunale invece – prosegue Zonca – avrebbe dovuto occuparsi del rispetto delle regole. Quei capannoni devono essere adibiti ad attività produttive; perché questo cambio di destinazione d’uso? Un cambio di destinazione fatto di nascosto vuol dire che c’è qualcosa di non detto; e questo non solo perché si tratta di una moschea. Potrebbe essere una discoteca come un centro benessere: quello che voglio sottolineare è che l’Amministrazione ha lasciato correre perdendo il controllo della situazione”.

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