martedì, Agosto 20, 2019

Assolombarda ha condotto un'indagine sul fatturato di 450 imprese associate

Risultati dell’indagine di Assolombarda su fatturato 2014 (consuntivi) e 2015 (previsioni) delle imprese associate (cap. 1):

  • il fatturato 2014 aumenta per il 44% delle imprese (erano il 38% a segnalarlo ad ottobre 2014 nei pre-consuntivi) contro il 31% delle imprese che registra un calo;
  • il fatturato 2015 è atteso in aumento dal 47% delle imprese (attese più rosee rispetto a quelle formulate ad ottobre 2014 quando gli ottimisti erano il 39%) e di queste, circa la metà, ha intenzioni positive di assunzione.

L’indagine è stata condotta nelle due settimane centrali di aprile 2015 su un campione statisticamente significativo di 450 imprese milanesi associate.

HIGHLIGHTS

In Lombardia, come in Italia, i centri studi convergono nel segnalare un’avvenuta svolta, che però è lenta nel suo manifestarsi e si tinge ancora di chiaroscuri in alternanza. Per questo motivo, alta è la cautela nel commentare le variazioni modeste (all’insù o all’ingiù) dei vari indicatori che sono caratteristiche di una fase di lenta ripresa. In ogni caso, fa ben sperare la stima preliminare dell’Istat per il 1° trimestre 2015 del PIL italiano che cresce del +0,3% sul 4° trimestre 2014, anche se rimane invariato rispetto a un anno fa (cap. 7).

Nel 1° trimestre 2015 in Lombardia prosegue il lento, ma stabile, recupero della produzione manifatturiera (cap. 2) che registra un lieve aumento pari al +0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre in Piemonte l’attività produttiva flette (-0,5%). L’Italia mostra un modesto miglioramento (+0,4%), ma si conferma sui minimi dell’estate 2013 e di metà 2009.

Nell’area milanese il clima di fiducia del manifatturiero (cap. 3) si ridimensiona a marzo 2015 (da 9,5 di febbraio a 7,0), pur confermandosi su livelli positivi e sui massimi dal 2011. A livello di componenti, la discesa dell’indice è spiegata totalmente dalle aspettative di produzione per i prossimi tre/quattro mesi che rimbalzano verso il basso dopo essersi portate a febbraio sui livelli pre-crisi, ma che si confermano comunque sui livelli più alti dal 2011.

In Italia la fiducia del manifatturiero migliora leggermente ad aprile 2015 (-1,1 da -1,4 di marzo), si conferma sui massimi dal 2011, ma il segno dell’indicatore è ancora negativo. A livello di Paesi, la Germania flette, la Francia è sostanzialmente piatta, mentre la Spagna si conferma sui massimi dal 2007.

Il clima di fiducia del terziario innovativo milanese (cap. 4) balza nel 1° trimestre 2015 (da 7,1 nel 4° trimestre a 29,5) sui livelli pre-crisi.

Sul fronte delle famiglie, ad aprile 2015 il clima di fiducia dei consumatori (cap. 5) cala leggermente sia nel Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria) sia in Italia, ma si conferma su livelli storicamente elevati.

In termini di export (cap. 6), la Lombardia cresce del +1,4% nel 2014 sul 2013 (ultimi dati disponibili), toccando un nuovo massimo storico (110 mld di euro), ma questa performance è meno brillante di Baden-Württemberg (4,7%), Emilia-Romagna (4,3%), Piemonte (3,3%) e Veneto (2,7%): infatti, l’accelerazione di fine 2014 (+1,3% nel 3° trimestre e +4,3% nel 4°) non basta per compensare i primi due trimestri piatti, periodo in cui le altre regioni crescevano a tassi rilevanti.

I dati del mercato del lavoro sono aggiornati a fine 2014. Nel 4° trimestre 2014 la disoccupazione lombarda (cap. 8) scende leggermente all’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2013, mentre in Italia è ancora in salita (13,3%). In Lombardia il lieve calo della disoccupazione è accompagnato da un lieve aumento dell’occupazione (65,1%, cap. 9), cosa che apre a possibili scenari positivi.

I dati più recenti della cassa integrazione guadagni (cap. 10) evidenziano per i primi quattro mesi del 2015 una diminuzione consistente delle ore autorizzate in tutte le regioni benchmark: -40,2% in Lombardia rispetto allo stesso periodo del 2014, -57,0% in Emilia-Romagna, -39,5% in Veneto e -20,0% in Piemonte. Al calo contribuisce in modo sostanziale il blocco della cassa integrazione in deroga dovuto alla carenza di finanziamenti, ma anche le altre componenti registrano una diminuzione.

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