domenica, Ottobre 25, 2020

Si è svolto il 19 ottobre a Palazzo Isimbardi l’incontro sull’aggiornamento del protocollo “Azioni per il miglioramento della qualità dell’aria e il contrasto all’inquinamento atmosferico locale”. Oltre alla Consigliera delegata all’Ambiente della Città metropolitana di Milano, Anna Scavuzzo, che ha fatto gli onori di casa, hanno partecipato i rappresentanti di numerosi Comuni del territorio, di Arpa Lombardia, Assolombarda, Confcommercio e Confesercenti.
L’incontro è servito per fare il punto sul precedente protocollo, sulle sue criticità e debolezze. Forte si è alzata da più parti la richiesta, rivolta alla Città metropolitana, di farsi “regista” a livello territoriale sia in caso di limitazione del traffico a seguito di superamento dei limiti imposti dalla legislazione regionale, sia per una corretta e capillare informazione rivolta agli amministratori e -sopratutto- ai cittadini del territorio sul “perché” e sul “come comportarsi” in caso di blocco del traffico, sia infine nei confronti della Regione affinché questa recepisca il protocollo per renderne la sua applicazione automatica almeno per i Comuni di prima fascia.
Dichiara la consigliera delegata all’Ambiente della Città metropolitana di Milano, Anna Scavuzzo: “Molti Comuni nei mesi scorsi ci hanno chiesto un incontro su questo tema – il contrasto all’inquinamento atmosferico locale – e, come Città metropolitana, siamo ben contenti di ripartire da lì dove si era fermata la Provincia di Milano. Il precedente Protocollo aveva evidenziato alcune criticità nella sua attuazione – continua la consigliera Scavuzzo – e ogni Comune si era confrontato con la propria cittadinanza e le proprie necessità. Ora ripartiamo da una base più ampia perché o agiamo tutti insieme o saremo inefficaci nel confronto con Regione Lombardia e incapaci di tutelare la salute dei cittadini tramite le azioni necessarie
in materia di inquinamento dell’aria”.
Conclude la consigliera Scavuzzo: “I prossimi passi saranno la richiesta a tutti i Comuni, anche andando di comune in comune a spiegarne i contenuti, di sottoscrivere il Protocollo; il passaggio del Protocollo in Consiglio metropolitano che ne sancisca l’importanza e l’effettività; la rifondazione di una cabina di regia che veda al suo interno i Comuni rappresentativi delle Zone Omogenee e che abbia i rappresentanti delle parti sociali come invitati permanenti e, per concludere, lo studio di una campagna di comunicazione massiccia e capillare rivolta al territorio. La proposta politica è di un Protocollo che non chieda la luna ma che sia fortemente propedeutico ad agire tutti insieme per evitare le storture del passato e non farci trovare scoperti dalle possibili emergenze”.

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