domenica, Agosto 25, 2019

Il Segretario Generale dell'Unione Artigiani, Marco Accornero, interviene nel dibattito sul "Dopo Expo"

Il Segretario Generale dell’Unione Artigiani di Milano e di Monza e Brianza, Marco Acconero, interviene nel dibattito sul “Dopo Expo” che sta entrando sempre più nel vivo: “Condividiamo l’idea di un polo tecnologico-universitario per il dopo Expo, purché siano riservati spazi di coinvolgimento per le micro, piccole e medie imprese con meno di dieci dipendenti e per i settori artigiani di eccellenza. Si tratta di una zona dotata di infrastrutture straordinarie (autostrade, metropolitana, alta velocità ferroviaria), finanziate con soldi pubblici: è bene che se ne consenta l’accesso ad una platea allargata. L’Unione Artigiani di Milano esprime apprezzamento per l’ipotesi, sempre più accreditata, di presentare un bando che definisca l’utilizzo e l’assegnazione futura delle aree che hanno ospitato l’Esposizione Universale, con l’indirizzo di dare vita a un polo che accolga attività produttive altamente innovative e tecnologiche, affiancate alla nuova sede universitaria del Politecnico valorizzando, tuttavia, la multidisciplinarietà e un articolato livello dimensionale, nella logica delle reti e delle filiere di impresa.
L’idea di dedicare i grandi spazi lasciati liberi da Expo  – prosegue Accornero – alla creazione di un centro specializzato in innovazione tecnologica, dove il connubio tra attività di ricerca e produzione rappresenti un valore aggiunto alle già notevoli potenzialità imprenditoriali e universitarie milanesi, ci appare la più idonea alla nuova destinazione d’uso dell’area post evento. In quel contesto, però, ci pare doveroso che trovino collocazione anche realtà artigiane di eccellenza e micro e piccole aziende fortemente orientate allo sviluppo tecnologico, che già oggi rappresentano un fiore all’occhiello dell’ imprenditoria milanese nel mondo e che, secondo la Camera di Commercio di Milano, rappresentano il 22% del totale delle imprese innovative italiane, pari a un terzo del fatturato del Paese, al settimo posto in Europa. Occorre dare loro la possibilità di inserirsi nel contesto specializzato che si andrà polarizzando nell’area, trovando formule nei bandi che sono allo studio che consentano anche alle micro e piccole realtà di trovare adeguato spazio e collocazione”.

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