domenica, 23 Febbraio, 2020

L’acqua del rubinetto dei territori della Water Alliance è tra le migliori d’Italia e tra le meno care d’Europa: è quanto emerge dal convegno del 19 giugno 2015 a San Paolo d’Argon, che ha riunito storici, nutrizionisti, responsabili dei Laboratori analisi, amministratori e politici nell’abbazia benedettina per fare il punto sulla qualità dell’acqua di rete. L’iniziativa è stata promossa da Uniacque, Gruppo CAP, Brianzacque, Padania Acque, Gruppo Lario Reti, SAL e Pavia Acque, sette aziende pubbliche del servizio idrico lombardo che garantiscono ogni anno oltre 500 milioni di metri cubi d’acqua a più di metà Lombardia, in 898 Comuni nei quali vivono 5 milioni e mezzo di cittadini. In aprile le sette aziende hanno avviato il progetto “Water Alliance, Acqua di Lombardia”, la prima joint venture dell’acqua. Oggi a Bergamo il primo passo concreto: al termine del convegno, è stato attivato un gruppo di lavoro permanente tra i laboratori analisi per avviare sinergie e studiare risposte comuni alle criticità emergenti.

“Anche in Lombardia stiamo ancora scontando il peso di falsi miti sull’acqua di rubinetto. In realtà abbiamo un’acqua con caratteristiche eccezionali, controllata e sottoposta a controlli rigorosissimi, certificati non soltanto dai nostri Laboratori ma prima di tutto dalle Asl – spiega Paolo Franco, presidente di Uniacque -. Le nostre aziende hanno il mandato della cittadinanza di gestire al meglio questo patrimonio naturale, sotto il profilo ambientale, economico, etico e morale, attraverso la bona gestio della cosa pubblica”.

Il convegno è stato tenuto a battesimo da due assessori regionali, Alessandro Sorte (Trasporti) e Claudia Maria Terzi (Ambiente), che ha espresso apprezzamento per il progetto della Water Alliance: “Un’alleanza tra i gestori può essere strategica per contribuire al rilancio degli investimenti necessari al settore idrico”.

Le aziende della Water Alliance rappresentano i territori delle province di Bergamo (Uniacque), Milano (Gruppo CAP), Monza e Brianza (Brianzacque), Cremona (Padania Acque), Lecco (Gruppo Lario Reti), Lodi (SAL) e Pavia (Pavia Acque). Come aggregato, costituiscono la prima azienda in housed’Italia e stanno investendo oltre 800 milioni di euro in 5 anni per ammodernare reti e impianti del servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura, depurazione).

“Lo scopo della Water Alliance è fare squadra per trovare insieme le soluzioni ottimali alle esigenze di un territorio che cambia. Oggi non basta più portare nelle case acqua buona: la sfida è riuscire a farlo in modo sostenibile -aggiunge Alessandro Russo, presidente del Gruppo CAP e coordinatore della Water Alliance -. Le nostre aziende esaminano quasi 50mila campioni ogni anno, studiano ogni possibile fonte di inquinamento, costruiscono reti interconnesse, portano acqua di qualità dove c’è carenza, investono in nuove tecnologie e ricerca e sviluppo”.

Ciascuna delle sette aziende è dotata di un Laboratorio analisi certificato, con specializzazioni differenti da un territorio all’altro e dotazioni all’avanguardia che già oggi vengono messe a disposizione dei colleghi delle altre società.Il progetto di joint venture è sostenuto da ANCI Lombardia e Confservizi CispelLombardia.

Dopo i saluti istituzionali di Stefano Cortinovis, sindaco di San Paolo d’Argon; Matteo Rossi, presidente della Provincia di Bergamo; e Paolo Malvestiti, presidente della Camera di Commercio, il convegno ha visto gli interventi dello storico Paolo Merla; di Enrico Veschetti dell’Istituto superiore di sanità; di Elena Rota, funzionario dell’Asl;e della nutrizionista Paola Bettini.

A metà mattinata è stata proiettata una piccola perla cinematografica: il docu-film “La città ha sete” di Luciano Emmer, datato 1943.

Nella tavola rotonda conclusiva, gli amministratori delle sette aziende idriche e il presidente di Confservizi Cispel Lombardia Giovanni Bordoni si sono concentrati sul tema “Verso una rete di laboratori: buone pratiche al servizio dei cittadini, delle imprese e dei territori”. La tavola rotonda è stata moderata da Giuseppe Viola, direttore generale di Confservizi Lombardia.

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