martedì, Settembre 22, 2020

Il fantasy passa anche da Sesto San Giovanni

Otto anni fa tra i corridoi dell’IPSCT E. Falck di Sesto San Giovanni nasce un’idea di chi, amante della letteratura e del mito leggendario di Camelot, ne vuole scrivere una propria versione.Da qui parte la presentazione del libro di Cristina Petrini, giovane scrittrice e autrice della sagra “Le Regine del Destino – Il Risveglio”.
“A scuola non è facile essere vittima del bullisimo -ci racconta- non essere presa in considerazione da nessuno e quando avviene solo per essere pungolata. Guardandomi a posteriori e ripensando a questo sorrido. Pensando al viaggio delle protagoniste di questa saga fantasy, edita il 20 marzo da Genesis Publishing con il primo libro della saga “Le Regine del Destino – Il Risveglio”, ritrovo lo stesso che in parallelo ho attraversato io con loro. Un viaggio che mi ha fatto diventare grande e che mi ha portato dapprima ad affrontare le difficoltà tra le mura scolastiche e successivamente tra quella della dura realtà in cui viviamo fatto di precariato e insicurezze.
Le protagoniste trovano a scoprire che la vita che hanno vissuto non è rose e fiori come gli era stata promessa da bambine e si trovano a dover affrontare delusioni e una crisi senza precedenti che le costringe a maturare prima del tempo. Con loro ho vissuto tutti i dolori derivanti di accettare che il mondo non è come quello che speravo quando ero piccola. La crisi economica, il terrorismo e l’insicurezza di un futuro mi ha portato anche a me a rivedere le mie priorità e le possibilità concrete che ho.
Tuttavia nel libro c’è speranza, cè la voglia di credere e di aver fede nel cambiamento non per intercessione divina, ma frutto delle azioni dei protagonisti e del loro crederci nel farle. In questo momento storico è ciò di cui tutti hanno bisogno e io in primis: prima per sopravvivere ai tempi duri delle scuole, successivamente a quelli ancor più funesti fuori di esse.
Le Regine del Destino – Il Risveglio è un racconto corale che mi ha permesso di tenere le mie radici ben radicate nel mio paese e nella mia città, dandomi la forza di tentare e di credere che non per forza il futuro deve essere scappare o andar via.
Voglio quindi condividere questa mia esperienza, vissuta insieme alla mia compagna di viaggio, una ragazza più piccola di me. Un’amica. Una sorella che ha vissuto le stesse fortune dopo di me e a cui ho potuto stare accanto come nessuno ha potuto fare per me. Dandole quella forza che da sola io ho trovato nei momenti più duri combattendo con l’intelligenza e l’indifferenza piuttosto che dandogliela vinta fancedo male a me stessa.
A scuola, come nella vita, dobbiamo imparare che ciò che ci unisce e ci insegna davvero l’uguaglianza tra le persone, sono proprio le nostre diversità e ciò che ci rende unici. Come le protagoniste, quattro ragazze completamente diverse e con esperienze di vita così lontane da renderle indispensabili l’una per le altre.”
Tags: , ,

0 Commenti

Lascia un commento

Leggi Metropolis

Settembre 2020

Seguici: