venerdì, Settembre 18, 2026
Come raggiungere la sovranità energetica?

Lunedì 14 settembre, presso il Belvedere del Palazzo della Regione, si è tenuto un importante convegno dal titolo “Sovranità energetica e competitività – dalle biomasse al nucleare di nuova generazione”, organizzato da Carbotermo con Forscreen&Bards, Nuclitalia, Adobe, in collaborazione con la Regione. Esperti del settore, aziende e amministratori pubblici hanno affrontato uno dei nodi improcrastinabili: come riuscire ad essere autosufficienti in modo da non dipendere più dalle turbo- lenze internazionali?

Introduzione a tre voci: il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, ha sottolineato come questi temi non siano solo generali, ma riguardino da vicino le comunità, le aziende e le famiglie; il Ministro all’Ambiente e alla sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato che il Governo investirà in modo importante sul fronte energia (parte del programma Safe europeo verrà dedicato proprio a questo tema) ed è quindi fondamentale in questo periodo dell’anno valutare quali potranno essere gli investimenti migliori per agevolare la vita di imprese e famiglie in un quadro di crescita economica e di miglioramento della qualità della vita; l’Assessore Regionale alle Risorse energetiche e all’utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, ha lanciato uno slogan: “No all’ipocrisia, sì alla programmazione. La sovranità energetica è fondamentale per il nostro sistema produttivo e per gli scenari geopolitici: la nostra società avrà un fabbisogno energetico sempre maggiore, occorre quindi da un lato incrementare le fonti rinnovabili e dall’altro aprire al nucleare in sostituzione del gas… La politica estera ormai la fai con l’energia”.

Un altro passaggio di Sertori ha riguardato quanto fatto in concreto dalla Regione: “La Lombardia ha un consumo di 65 terawattora l’anno rispetto ai 310 te- rawattora di tutto il Paese. Siamo stati i primi a emanare un’importante legge sull’idroelettrico, fonte di cui la Lombardia è leader in Italia, producendone il 25% del totale nazionale. Abbiamo anche legiferato sulle aree idonee per quanto riguarda il fotovoltaico e l’agrivoltaico in modo da non danneggiare il comparto agricolo”. 

A questo punto si è entrati nel vivo del convegno con il primo panel, dedicato a ‘Biomasse e filiera termica’, nel quale si sono confrontati Valter Francescato (responsabile biomasse di Carbotermo), Franco Cotana (Amministratore De- legato RSE) e Vanessa Gallo (Direttrice FIPER). Francescato, ha mostrato i grandi risparmi ottenuti tramite gli impianti a biomassa, ormai dotati di tecnologie avanzate, non solo in termini economici, ma anche di metri cubi di gas fossile sostituiti e di emissioni di CO2 evitate, come per il supercondominio di via Gandino a Milano o per l’aeroporto di Cameri. Carbotermo gestisce ad oggi 2.000 ettari di boschi: “Le foreste mature con scorte di legno molto elevate sono sempre più minacciate dal cambiamento climatico e dal rischio di un collasso repentino dovuto a calamità di insetti nocivi, schianti da vento e insetti boschivi”.

Franco Cotana ha sottolineato come la biomassa e il nucleare siano tra le poche fonti programmabili, anche se il nucleare – come l’idroelettrico – potrebbe soffrire i caldi eccessivi come durante l’estate appena trascorsa (la centrale nucleare in Romania, raffreddata passando sotto il Danubio). “Sfruttiamo poco l’immensa potenzialità dei boschi che, se non curati, sono soggetti a in- cendi e a svariati problemi. La silvicoltura sostenibile invece crea posti di lavoro (10 volte tanto gli addetti impiegati nel fotovolTaico), salvaguarda l’ambiente e abbatte le emissioni di CO2.

Valeria Gallo è tornata sui pregiudizi contro le bio- masse ritenute a torto inquinanti come se le tecnologie non fossero progredite. “E’ l’unica fonte che si può gestire, stoccare e accumulare, è programmabile al 100%, comporta un investimento a basso rischio e si ammortizza in 20-30 anni”. La Direttrice di FIPER ha poi sottolineato l’importanza di creare un cluster tra i soggetti della filiera e di pensare ad una legge sulla montagna che preveda piani specifici dedicati alle foreste pubbliche per evitare che le segherie continuino a comprare legname dall’Austria.

Un’altra legge fondamentale sarebbe quella dedicata ai cosiddetti ‘fuori foresta’ come parchi e alvei dei fiumi: qui i materiali sono considerati rifiuti e vengono smaltiti al costo di 60 euro a tonnellata. Se fossero inseriti nell’ambito del materiale da trasformare in cippato, i cittadini non pagherebbero lo smaltimento e inoltre aumenterebbe l’approvvigionamento energetico.

Il tema del secondo panel era ‘Reti, resilienza e competitività’ e ha visto il confronto tra Alfredo Becchetti (Presidente GSE), Stefania Crotta (Direttrice Generale MASE), Giuseppe Calabrò (Consigliere per la Sicurezza Energetica del Ministero della Difesa). Crotta si è soffermata sui grandi investimenti fatti sulle reti (oltre 5mld), mentre Calabrò ha spiegato perché su questi temi anche il Ministero del- la Difesa abbia voce in capitolo (difesa delle infrastrutture e delle nostre aziende da shock esterni). Importante la sottolineatura di Becchetti: “Sono le famiglie a pagare gli effetti della geopolitica internazionale e sempre più si avverte la necessità di un mix tra fonti programmabili e rinnovabili. Siamo in piena transizione energetica, lo si capisce dagli incentivi che eroghiamo (18mld nel 2025). E’ in atto un vero cambiamento culturale. Da 1000 impianti siamo passati a oltre 2 milioni. Il call center del GSE ha ricevuto 750mila contatti. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono arrivate a quota 48mila: sono realtà importanti per il loro valore ambientale, economico e sociale”.

All’ultimo panel ‘Nucleare di nuova generazione’ hanno partecipato l’On. Alberto Gusmeroli (Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera), Daniela Gentile (AD di Ansaldo Nucleare), Luca Mastrantonio (AD di Nuclitalia), Francesco Campanella (DG di ISIN), Alberto Petrucci (Direttore del Dipartimento Economics and Financial Markets). Alcuni spunti: l’Italia è il Paese “non nucleare più nucleare d’Europa”; le nostre aziende hanno continuato a lavorare in ambito internazionale e sono delle vere eccellenze (anche se le centrali sul nostro territorio non erano più funzionanti); il clima culturale rispetto al referendum di 40 anni fa è molto cambiato, ma vanno fatti ancora dei piccoli passi (a volte le persone sono contrarie a depositi di rifiuti radioattivi, ma poi vogliono vicino a casa il poliambulatorio che utilizza materiali radioattivi).

In collegamento da Roma, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito che l’energia non è più solo un tema ambientale (ma anche economico e politico), che il PIL fa fatica a crescere perchè il Paese è vulnerabile sul piano degli approvvigionamenti, che è necessario un mix tra rinnova- bili, biomasse, biocarburanti ed energia nucleare.

A concludere il dibattito, Paolo Giarda di Carbotermo: “Non dobbiamo essere ipocriti: ciò che non cresce, è estratto. La massima fonte di energia è il sole e chi sfrutta al massimo la potenza dell’energia del sole? Le piante. Perchè quindi non utilizzarle per produrre energia? Non abbiamo ancora rimosso una certa confusione di fondo. Continuiamo a parlare dell’energia elettrica, ma essa è una quota minoritaria rispetto a quello che c’è intorno – continua Giarda -. Oggi, grazie alle biomasse sostituiamo 8 miliardi di metri cubi di gas, ma si potrebbe arrivare addirittura a 20. Che occasione persa! L’economia circolare non è recuperare il packaging, è rendere utile uno scarto, come il legno. Per conquistare la sovranità energetica il fattore tempo è fondamentale, la politica deve capirlo… La biomassa è un gigante delle rinnovabili, ma viene trattata come una cenerentola. Non possiamo illuderci di fare concorrenza alla Cina sul foto- voltaico… la biomassa invece l’abbiamo in grande quantità, è una partita che potremmo giocarci alla pari. Eppure stiamo ancora aspettando l’iper-ammortamento per gli impianti a biomassa: abbiamo bisogno di risposte, dobbiamo capire se possiamo giocare nello stesso campo delle altre fonti energetiche”.

Infine, i saluti istituzionali. Il Presidente della Regione, Attilio Fontana, ha ribadito: “Mai come in questo momento dobbiamo accelerare e insistere per raggiungere una vera autonomia energetica. Per farlo dobbiamo essere pragmatici e approfondire tutte le opportunità che la ricerca ci mette a disposizione. Non esiste una sola soluzione, dobbiamo lavo-rare su tutte le fonti, migliorandone efficienza, sostenibilità e capacità”.

Il Vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha invece ribadito che il tempo a disposizione è poco, che sul nucleare giocheremo un ruolo chiave grazie alle nostre aziende, che decarbonizzare non deve essere desertificare. Il cosiddetto Green Deal deve essere sostenibile”.

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