Tutto è iniziato da un’iscrizione sul retro di un dipinto: “Caccia di Cernusco – Stanza Verde”. A questo, si è aggiunta l’intuizione felice e la professionalità del personale del Museo Nazionale Soares dos Reis di Porto (in Portogallo), delle restauratrici e dei dipendenti comunali che si occupano della tutela della nostra Villa Alari.
Sono questi gli ingredienti di un’incredibile storia di arte e cultura che supera i confini cittadini e nazionali e che potrebbe consentire di ricostruire l’origine geografica e la paternità di quattro dipinti che probabilmente due secoli fa decoravano la Sala del Biliardo al piano rialzato della residenza di via Cavour. Si tratta di grandi tele raffiguranti scene di caccia, attribuibili ad Angelo Maria Crivelli, pittore milanese del XVII secolo noto come il Crivellone, oppure al figlio Giovanni, detto il Crivellino.
Le opere potrebbero essere giunte nelle collezioni del museo portoghese quando la Villa passò di proprietà all’ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli, in Portogallo conosciuto come Ordem de São João de Deus, ovvero i Fatebenefratelli di San Giovanni di Dio. A metà giugno alcuni rappresentanti del museo hanno visitato Villa Alari, accompagnati dalle restauratrici e dal personale comunale impegnati nel delicato lavoro di recupero degli affreschi e delle sale.
Nelle parole di ringraziamento che hanno fatto seguito al sopralluogo si ritrovano tutta la passione, la competenza e l’entusiasmo che accompagnano questa possibile e importante scoperta di cui è stata informata la Soprintendenza. Eccole: “Ci congratuliamo vivamente con voi per il monumentale lavoro di restauro che state portando avanti e che consente di valorizzare e restituire al pubblico uno straordinario patrimonio storico e artistico”.
«Riscoprire e valorizzare il patrimonio storico e artistico della nostra città è un impegno che portiamo avanti con determinazione» commenta la Sindaca Paola Colombo. «Storie come questa alimentano entusiasmo e nuove prospettive di ricerca, anche dal punto di vista dei finanziamenti. Con questo stesso spirito proseguiamo anche il percorso volto a ottenere il riconoscimento di Villa Alari come Patrimonio dell’Umanità, un obiettivo ambizioso che trova forza proprio nel valore storico artistico che la nostra residenza continua a rivelare, molto apprezzato e conosciuto anche oltre i confini cittadini».
Qualora venisse confermata l’appartenenza dei dipinti al patrimonio della Villa, questa scoperta rappresenterebbe un elemento di grande interesse per approfondire la storia dell’edificio e delle sue vicende artistiche e collezionistiche.





