Il fenomeno del sovraindebitamento è in costante aumento in diverse province della Lombardia: sono cresciute in un anno del 21% le richieste d’aiuto da parte di piccole imprese, ex imprenditori, cittadini eccessivamente indebitati e in squilibrio economico e finanziario. Nel 2025 sono state, infatti, depositate 360 istanze contro le 298 dell’anno precedente.
Questa è la fotografia elaborata dalla Camera Arbitrale di Milano (CAM), società della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che nel 2025 ha gestito le domande di crisi da sovraindebitamento per le aree territoriali di Como, Lecco, Cremona, Milano, Monza, Brianza, Lodi, Pavia, Varese, Busto Arsizio, con il servizio OCC (Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione controllata) nato nel 2017. In totale dalla nascita del Servizio sono state depositate 1985 richieste di aiuto.
In base ai dati del 2025, Monza rappresenta il 22% del totale delle istanze depositate, Milano conta il 17%, Lodi 14%, Como 12%, Lecco 11%, Pavia 9%, Busto Arsizio 6%, Cremona 5%, Varese 4%. I dati si riferiscono alla ripartizione delle domande per competenza territoriale dei Tribunali chiamati a definire la situazione del sovraindebitato.
I dati sono presentati nel corso del Convegno “Sovraindebitamento e sistema finanziario” che si tiene oggi a Milano presso la sede dell’Università Cattolica, Largo Gemelli n.1, organizzato dalla Camera Arbitrale di Milano insieme all’Osservatorio sul Debito Privato dell’Università Cattolica. Relatori e temi: Programma convegno.
“Il servizio di gestione delle crisi da eccesso di debito della Camera Arbitrale di Milano ha gestito in 9 anni quasi 2000 richieste d’aiuto, con un incremento del 21% nell’ultimo anno – ha dichiarato Rinaldo Sali, Vicedirettore della Camera Arbitrale di Milano e responsabile dell’Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione controllata del patrimonio. “L’aumento delle domande evidenzia come il servizio del sovraindebitamento in Camera Arbitrale di Milano stia diventando sempre più utilizzato e conosciuto e registra un generale stato di difficoltà economica che può trovare nel nostro servizio un valido supporto. Il nostro impegno è quello di aiutare il consumatore e il piccolo imprenditore (non fallibile) a risollevarsi e a trovare una possibile via d’uscita per far ripartire la propria attività, con benefici per la tenuta del tessuto economico e sociale”.
“Le evidenze empiriche mostrano una crescita significativa dei casi di sovraindebitamento – ha spiegato Gianluca Mucciarone, Direttore dell’Osservatorio sul debito privato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore -. Il sovraindebitamento incide sulla dignità stessa della persona ed il suo incremento concorre a minare la coesione sociale. È dunque forte l’esigenza di approfondire e diffondere la conoscenza del fenomeno e soprattutto di conoscere e migliorare gli strumenti disponibili per la sua prevenzione ma anche per la sua soluzione, diretti a permettere alle persone in grave difficoltà di uscirne. In questo quadro è centrale il ruolo del sistema finanziario. È questa la missione dell’Osservatorio, offrire un contesto di riferimento permanente sul tema, aiutando a creare collaborazioni e sinergie tra atenei e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e private, operatori di mercato, professionisti, con l’intento di promuovere e realizzare una cultura sempre più effettiva della responsabilità e della solidarietà per la prevenzione e la soluzione delle situazioni di crisi finanziaria di persone e imprese”.
Profilo dell’indebitato – Nel 56% dei casi chi presenta l’istanza è un consumatore (203 istanze nel 2025); nel 44% dei casi si tratta di richieste d’aiuto da parte di imprese, ex imprenditori e ditte individuali (157 istanze). Rispetto al 2024 sono cresciute del 24% le domande presentate da ex imprenditori e piccole imprese (157 domande nel 2025; 127 nel 2024) e del 18,7%, delle istanze presentate dai consumatori (203 nel 2025;171 nel 2024). In generale per legge accedono al servizio i consumatori, l’impresa minore (sottosoglia fallimentare) e realtà specifiche come l’impresa agricola, la start up o le associazioni professionali in evidente stato di squilibrio economico e finanziario.
Tempi ed esiti – In media sono necessari 1 anno e 6 mesi per la conclusione della pratica (545 giorni). Il Tribunale ha omologato il 95% dei piani di rientro presentati a seguito della Relazione del Gestore; piani rigettati solo nel 5% dei casi.
Le domande per aree territoriali – In base ai dati raccolti in CAM nel 2025, Monza con 80 domande depositate detiene il 22% del totale delle istanze depositate; Milano con 61 domande rappresenta il 17%; Como con 44 domande rappresenta il 12%, Pavia con 32 domande rappresenta il 9%, Lecco con 39 domande rappresenta l’11%, Varese con 16 domande rappresenta l’4%, Busto Arsizio con 22 domande rappresenta l’6%, Lodi con 49 domande rappresenta il 14%, Cremona con 17 domande rappresenta il 5%. Alcuni territori hanno una percentuale più alta di istanze presentate da imprenditori rispetto alle istanze presentate dai consumatori: per esempio a Varese e Busto Arsizio. La ripartizione prende in considerazione le domande divise per competenza dei Tribunali chiamati all’omologa del piano di rientro. L’OCC (Organismo per la Composizione delle Crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione controllata) della Camera Arbitrale di Milano è un ente terzo, imparziale, indipendente, iscritto al n. 80 del Registro degli Organismi tenuto dal Ministero della Giustizia e grazie a convenzioni e accordi nel 2025 ha gestito le istanze per conto delle Camere di commercio di Como-Lecco, Cremona, Pavia, Milano-MonzaBrianza-Lodi, Varese.
Le quattro procedure – Su 360 domande depositate nel 2025, la procedura maggiormente utilizzata è quella della Liquidazione controllata del sovraindebitato utilizzata nel 72% dei casi, seguono la Esdebitazione dell’incapiente con il 17% dei casi, Ristrutturazione dei debiti del consumatore utilizzata nel 7% dei casi e, infine, il Concordato minore scelto nel 4% dei casi. Concordato minore: riguarda il piccolo imprenditore o l’ex imprenditore e la proposta di accordo deve essere accettata dal 50% dei creditori; Ristrutturazione debiti del consumatore: è la proposta del debitore-consumatore (dunque non professionista) e non ha bisogno dell’assenso dei creditori per essere omologata dal giudice; Liquidazione controllata del sovraindebitato, quando il giudice nomina un liquidatore per destinare ai creditori le disponibilità e i beni del debitore, al netto di quelli essenziali per vivere (si assiste, negli anni, a un incremento di questo tipo di procedura); l’Esdebitazione del debitore totalmente incapiente: è riservata alle persone che al momento attuale non hanno a disposizione nulla da offrire ai creditori, la procedura resta aperta per 4 anni durante i quali la sfera economica del soggetto liberato dai debiti viene monitorata.




