Sarà un’estate rovente per il Sindaco Simone Cairo, sembra che una “nuvola fantozziana” si sia piazzata su Bresso e le gatte da pelare non mancano. Parliamo del blocco dei cantieri della metrotranvia, che sta condizionando la viabilità e danneggiando le attività commerciali; parliamo dell’aeroporto, che voci sempre più insistenti lo vorrebbero trasformare in hangar commerciale; e non per ultimo parliamo delle criticità ambientali e di gestione della vasca di laminazione al Parco Nord. Grandi questioni, molto sentite in città, che però prevedono soluzioni condivise con altri enti, come dire che il Comune ha le mani legate se prima non scioglie i nodi con gli altri soggetti coinvolti.
Il 24 maggio, in occasione della chiusura domenicale di via Giuditta Pasta, il comitato “No Vasca!” ha organizzato un presidio per ricordare ai cittadini e alle figure i-stituzionali presenti “la pia- ga igienico-sanitaria che è la vasca e che da due mesi il Comune di Milano ha eretto un muro e non permette al comitato di incontrare i gestori dell’impianto”. Da sempre il comitato ha monitorato la situazione evidenziando criticità, soprattutto nello svuotamento e della pulizia della vasca e nei cattivi odori che infestano il quartiere a causa degli inquinanti e degli agenti patogeni delle acque del Seveso. Criticità condivise anche dal Sindaco Cairo, tanto che a febbraio 2024 aveva annunciato di voler scrivere al Prefetto per riconvocare il Tavolo della vasca per “chiedere garanzie sulla gestione e sulla manutenzione”. “Non siamo mai stati d’accordo su questo impianto posizionato nelle vicinanze delle abitazioni che non deve danneggiare la vita dei cittadini – ha detto il Primo Cittadino -. Il Comune di Milano deve rispondere in modo rilevante investendo mezzi e tecnologie per mitigarne gli effetti”.
Il 28 maggio il comitato “No aeroporto commerciale” ha fatto un presidio davanti al Pirellone, dove si teneva una commissione per discutere una risoluzione definitiva sulle ipotesi di sviluppo dello scalo prospettate da Enac. Nei mesi passati, l’ente aveva smentito che a Bresso sarebbero partiti e atterrati voli commerciali, ma i residenti di tutto il Nord Milano sperano che ora la Regione scriva nero su bianco che questa ipotesi non verrà presa in considerazione. “La nostra Amministrazione – ha ricordato Cairo – incoraggia il progetto di aeroporto sostenibile, con l’introduzione del volo elettrico meno rumoroso ed inquinante, e il progetto di spostamento lontano dalle abitazioni di alcuni hangar così da accogliere gli studenti dei Master del Politecnico e il loro incubatore di aziende di ricerca (bando Arest di Regione Lombardia). Questo è l’unico progetto noto e presente sul tavolo del Protocollo d’Intesa”.
Ma i cittadini da mesi continuano a segnalare un aumento importante di voli, elicotteri compresi. “Più voli significano più rumore, più emissioni, più inquinamento atmosferico dentro il Parco Nord e sopra una delle aree più densamente abitate d’Italia -hanno spiegato i membri del Comitato -. Intanto lo scalo viene inserito nei progetti di sviluppo della cosiddetta Regional Air Mobility e gestito da Enac Servizi. Ufficialmente si dice che non diventerà un aeroporto commerciale, ma nel frattempo i voli aumentano e nessuno spiega cosa stia succedendo”.
Altra nota dolente, è la metrotranvia, i cui cantieri sono bloccati a causa dei 120 milioni di extracosti che per Città Metropolitana dovrebbe pagare il Governo. Ma da Roma non sono arrivati segnali di apertura sui nuovi finanziamenti. E le polemiche su quella che per molti sarebbe stata “una cattiva gestione di Città Metropolitana” stanno rischiando di impantanare la questione senza trovare alternative. Dialogo interrotto anche in Assolombarda con i sindacati che hanno lasciato il tavolo, convocato il 25 maggio, proprio mentre si cerca di trovare una soluzione per gli extracosti. Ormai la vicenda si sta trasformando in una questione sempre più politica, con il Centrodestra che accusa il Centrosinistra metropolitano.
Intanto i timori crescono: “Tra i tanti c’è quello di vedere costi lievitati addebitati al Comune, questo sarebbe un ulteriore danno: dover togliere milioni di euro dalla manutenzione della nostra città nei prossimi anni, proprio ora che siamo riusciti a chiudere i disavanzi ereditati dalle passate Amministrazioni e potremmo avere le prime risorse da investire dopo molti anni di sacrifici – ha confidato Cairo -. Non è un mistero che siamo sempre stati contrari ad un’opera che era già datata 10 anni fa… Oggi non risponde più ai bisogni di mobilità del nostro territorio e rischia di danneggiare la città con i cantieri fermi a tempo indefinito”.




