martedì, Giugno 2, 2026
Un viaggio tra musica e spirito: la Passione di Cristo a Segrate

La sera del 22 marzo, alle ore 21.00, la Chiesa Parrocchiale di S. Ambrogio ad Fontes a Segrate si trasformerà in uno spazio di sospensione e bellezza. La “Meditazione Musicale sulla Passione di Cristo” non è solo una celebrazione liturgica nata nel tempo della preparazione alla Pasqua, la più grande festa cristiana, ma anche un atto culturale profondo: una meditazione collettiva che usa l’arte per interrogare i misteri della condizione umana, tra il silenzio della preghiera e la capacità di parlare all’anima del canto polifonico, a più voci.

Il cuore dell’evento è un programma musicale di qualità molto alta, che offre un’occasione di ascolto rara perché non è eseguito molto frequentemente. Spicca la Parasceve Suite di György Deak Bárdos, capolavoro composto dal grande musicista ungherese per il Congresso Eucaristico del 1938. In quest’opera, il rigore del canto gregoriano si fonde con le radici popolari magiare e con sonorità moderne, audaci e suggestive, capaci di trasportare l’ascoltatore ai piedi della Croce. Il percorso prosegue attraverso splendidi brani di Luigi Molfino e Philip W.J. Stopford, e culmina nel sigillo spirituale dell’Otche Nash (Padre Nostro) di Nikolay Kedrov, una preghiera cantata in russo che oggi, come non mai, rappresenta una potente invocazione di pace.

Questa impalcatura musicale crea l’atmosfera ideale per accogliere le pagine di Luigi Santucci, uno dei massimi narratori milanesi del Novecento, e le riflessioni di Papa Francesco. La lettura dei testi è affidata a Gianluca Poldi, docente universitario, ricercatore e appassionato di cultura umanistica.

A dare voce a questo intreccio è il Coro Polifonico Arturo Borsari, istituzione storica segratese nata nel 1983 tra gli scaffali della biblioteca cittadina. Diretto oggi dal maestro Renato Finazzi, il coro trasforma quarant’anni di impegno in urgenza comunicativa, rivolta alla mente e al cuore di chi ascolta. 

“Invitiamo i cittadini di Segrate e delle comunità vicine a non mancare. Come scrive Santucci: ‘Finché resisteremo, andiamogli dietro’. Sarà un’esperienza che nutre la fede e la fame di bellezza, un momento di sosta per riscoprire il valore della gratuità e del perdono”, commentano dal Coro Borsari.

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