lunedì, 27 Gennaio, 2020

Mezza andrà a Melzo, mezza a Cernusco. Alparone: "L'obiettivo è il meglio per i pazienti"

E’ di luglio la notizia della chiusura del reparto di oncologia e dell’hospice dell’ospedale Serbelloni di Gorgonzola con il loro trasferimento e smembramento fra Cernusco sul Naviglio (il primo) e Melzo (il secondo). Da quel momento gli esponenti politici di spicco dei Comuni coinvolti si sono schierati a favore e contro la decisione. Hanno preso parte alla discussione anche il grillino Stefano Palilla e gli attivisti Amici di Beppe Grillo melzesi che  hanno raccolto più di 2000 firme a Melzo, a Gorgonzola  e in altri comuni limitrofi per dire “no” a quello che è stato definito uno “smembramento” del reparto di oncologia. “Il M5S di Melzo non ha mai manifestato il ‘diritto’ di mantenere il reparto di oncologia a Melzo. Ha solamente e fermamente manifestato l’opinione che i tre reparti da cui è composta l’oncologia (Oncologia medica, Day Hospital oncologico e Hospice/ Cure palliative) debbano essere mantenuti in uno stesso presidio ospedaliero. Primo per un rispetto dovuto nei confronti degli ammalati che hanno il sacrosanto diritto di avere una continuità assistenziale e di rapporto con i sanitari – spiega Palilla -. Secondo anche per ragioni economiche e organizzative legate al fatto che dovrà essere raddoppiata l’organizzazione che attualmente è prevista in un solo luogo”.
Si dice che la reale motivazione della divisione sia quella di non scontentare nessuno dei due comuni, soprattutto dopo che a Cernusco a fine 2014 fu chiuso il Punto Nascite, una decisione che in quel comune fu vissuto come uno “scippo” visto che il numero di parti annui era superiore a quello di Melzo.
Il Dg dell’Asst Melegnano – Martesana, Mario Alparone, commenta: “Le motivazioni sono principalmente tecniche. L’ospedale di Gorgonzola non aveva la possi- bilità di offrire ai pazienti del reparto di Oncologia molte visite necessarie durante l’iter come quelle approfondite cardiologiche o nefrologiche. Cernusco ha l’eccellenza del reparto di Cardiochirurgia quindi abbiamo provveduto al trasferimento dei letti di oncologia a Cernusco e dell’hospice a Melzo. Le altre motivazioni non ci interessano. L’obiettivo è solamente la cura ed il meglio per il paziente”. D’altro avviso Palilla che commenta: “La giustificazione dell’Asst è che nè a Cernusco nè a Melzo esistono gli spazi per collocare le tre funzioni. Il M5S ritiene invece che, se necessario, gli spazi a Melzo abbondano. Addirittura il reparto di oncologia esiste già, è stato realizzato nel 2012 ed è attualmente vuoto. Soprattutto esiste un pronunciamento del territorio, in particolare della Conferenza dei Sindaci del Distretto Adda-Martesana, che nel dicem- bre scorso ha indicato Melzo quale presidio ospedaliero per collocare il reparto di oncologia. Siamo in contatto con i nostri consiglieri regionali per ottenere informazioni circa il bacino di utenza dei pazienti oncologici. Elemento, questo, di assoluta importanza per orientare una scelta di buon senso”. La raccolta delle firme, tra l’altro, a detta di Palilla, ha avuto ottimi risultati: “Da parte dei cittadini abbiamo riscontrato un grande interesse sulla questione. Nonostante il periodo delle ferie, abbiamo raccolto più di 2.000 firme solo nel mese di agosto per la petizione che chiede al Direttore Generale dell’ASST la sospensione dello spacchetta- mento in attesa di approfondimenti. Abbiamo riscontrato una grande sensibilità, in particolare da parte dei malati oggi in cura”. Tuttavia, ad oggi, il percorso per la divisione non accenna a sospendersi o ad arrestarsi. Le tempistiche? Secondo Alparone: “Non appena l’iter burocratico sarà concluso, probabilmente per ottobre, avvieremo il trasferimento”.
C’è anche chi, pur melzese, è contrario al trasferimento in città dell’Oncologia, come il segretario della Lega Nord, Riccardo Mangiarotti Manara: “Il reparto di oncologia dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano è sempre stato a Gorgonzola, mai a Melzo. È chiaro, quindi, che le forze politiche di sinistra, insieme ai 5 Stelle melzesi, stiano strumentalizzando una questione che non riguarda direttamente il nostro ospedale: il reparto è a Gorgonzola e il suo spostamento presso il presidio di Cernusco non è una perdita, semplicemente perché Melzo non sta perdendo nulla. È sbagliato credere che Melzo, a fronte delle ristrutturazioni, debba essere un asso pigliatutto. Esiste una rete di presidi sul territorio che deve essere garantita, non solo per fornire i servizi necessari ai cittadini ma per assicurare continuità lavorativa a chi negli ospedali presta servizio.  A Cernusco sono presenti il reparto di Nefrologia ed un’equipe di cardiochirurgia oncologica, essenziali per la presa in carico di pazienti affetti da malattie oncologiche”.

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