lunedì, ottobre 15, 2018
Ristorazione e imprese giovani 4mila in Lombardia, +11% in cinque anni

Sono oltre 4 mila in Lombardia e 29 mila in Italia le imprese giovani attive nel settore della ristorazione, tra ristoranti, asporto e catering secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese relativi alle sedi di impresa attive nel 2017, 2016 e 2012. Crescono rispettivamente del 11% e 8% in cinque anni e pesano il 16% del totale del settore. Oltre 1.500 hanno sede a Milano, dove le imprese giovani crescono del 4% in un anno e del 34% in cinque anni, circa 500 a Brescia e Bergamo. Dopo Milano, la crescita più significativa di imprese giovani che hanno fatto del cibo una professione si registra a Cremona (+30% dal 2012) che è anche la provincia lombarda dove i giovani pesano di più sul settore (157 imprese su 813, il 19%) seguita da Monza Brianza (306 su 1.739, il 18%) e Bergamo (16,8%). Tra i giovani ristoratori lombardi, gli stranieri pesano ormai circa la metà (44% delle imprese attive e 54% delle iscritte) mentre gli imprenditori sono donne in un caso su quattro (26% delle attive e 24% delle iscritte). Più “stranieri” a Milano (56% dei ristoranti di giovani), Varese (44%), Pavia (42%) e Lodi (40%), più donne a Lecco (34%), Mantova (32%) e Brescia (31%).
I giovani ristoratori in Italia. Sono quasi 29 mila le imprese con titolari giovani su oltre 184 mila attive nel settore della ristorazione (il 15,7%). Crescono del +0,8% in un anno e del +8,2% in cinque. Oltre un’impresa su sette (15,7%) è in mano a ristoratori under 35. Prime per concentrazione di imprese giovani e addetti sono Roma (2.200 imprese attive, 7.511 addetti), Napoli (1.736 imprese e 4.765 addetti), Milano (1.534 imprese e 6.480 addetti) e Torino (1.167 imprese e 3.774 addetti) mentre sono Napoli e Milano, con circa 200 iscrizioni ciascuna, i territori dove nel 2017 sono nate più attività. I ristoratori di origine straniera sono ormai il 20% delle imprese giovani del settore, dato che sale al 28% considerando le imprese nate nell’ultimo anno, mentre le imprese femminili pesano circa il 30%.

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