giovedì, luglio 19, 2018

Credo che, oltre al dato prettamente politico che indica una rinascita del Centrodestra tornato unito e competitivo, ci sia un dato che più di tutti ci debba far riflettere: l’astensionismo dilagante. Sono molti i comuni, anche al Nord, dove già al primo turno l’astensione ha sfiorato il 50% per poi sfondare il 60% ai ballottaggi. Capite bene che questa tendenza è allarmante: prima la disaffezione riguardava elezioni sentite come “lontane” (Europee, Politiche…) o elezioni di enti che non hanno mai scaldato i cuori degli Italiani (le Provinciali), ma mai era arrivata a livelli così alti in votazioni che riguardano il nostro quotidiano ossia i comuni. Un’emorragia che nemmeno i grillini e le liste civiche riescono a tamponare.

Ecco il paradosso amarissimo: se chi non va a votare fondasse un partito, vincerebbe con la maggioranza assoluta. Non relativa: assoluta! E’ l’ora di porre rimedi invece di continuare a sbizzarrirsi in polemiche sterili e di inseguire la pancia del Paese, una pancia che ormai è troppo lontana. Ad esempio: perché non tornare al proporzionale anche nei comuni? Non è forse vero che la gente smette di votare anche perché è schifata dalle unioni contro natura che si formano pur di vincere i ballottaggi? Il proporzionale ridarebbe potere al popolo ed eviterebbe accozzaglie inguardabili. Secondo: perchè si è tolta la possibilità di votare il lunedì mattina? Già votare a giugno non invoglia l’elettore apatico, ma negargli pure di votare il lunedì sembra voler far di tutto per facilitare l’astensione.

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