Dopo la Svezia, l’Olanda

Due schiaffi molto diversi, in due ambiti completamente differenti, ma che provocano entrambi delusione e rabbia. Al centro, sempre Milano. Prima a San Siro si è consumata un’umiliazione quasi senza precedenti: dopo 60 anni siamo fuori dai Mondiali. Possiamo dire che era nell’aria, che anche nelle ultime edizioni siamo usciti malamente dopo la fase a gironi, che il CT era inadeguato… Ora tutti parlano di rifondazione, di investire finalmente sui vivai delle nostre squadre, di far crescere i giovani come ha fatto la Germania dopo aver perso le semifinali del 2006 in casa sua. Da allora, tre semifinali ai Campionati Europei, un primo e un secondo posto ai Mondiali.

L’altro schiaffo è arrivato da un’urna: quella che ha deciso di assegnare l’Agenzia del Farmaco ad Amsterdam e non a Milano. La rabbia è doppia: per un UE che non sa decidere su temi così importanti e per il fatto che si è arrivati ad un sorteggio quando il dossier di Milano era per molti aspetti superiore: per la sua posizione geografica, per i suoi collegamenti infrastrutturali, per la vicinanza con lo Human Technopole e la Città della Salute. I numeri che avrebbe portato con sè EMA mettono i brividi: 900 impiegati più l’indotto in termini di contratti di ricerca e consulenza, 36.000 visitatori all’anno da Paesi dell’Unione Europea, 4.000 visitatori provenienti da zone extra EU, 500 incontri internazionali all’anno, per non parlare del vantaggio nazionale in termini di indotto nel comparto chimico-farmaceutico. Tanti anni fa, un professore universitario mi disse che dal settore chimico, in generale, si misura il livello di tecnologia e benessere di una nazione. Vogliamo parlare del beneficio che ne avrebbero tratto le Università italiane, in particolare tutte le facoltà scientifiche di Milano?

Ma soprattutto c’è molta rabbia perché la Lombardia è tra le prime quattro regioni europee nella produzione dei farmaci dalla quale fuoriesce il 60% della produzione nazionale del settore farmaceutico (fonte NCF ottobre 2017). Avrebbe bruciato meno perdere contro Baden Wurttemberg, Auvergne – Rhone Alpes e Catalogna, nostri competitor naturali, ma con Amsterdam è una beffa: la città del fumo libero e delle torte saporite dei coffee shop! A meno che arrivino dall’alto indicazioni precise sull’utilizzo delle erbe (non aromatiche) in chiave terapeutica e di ricerca farmacologica…

Perfino una rivista autorevole del calibro di “The Lancet”, tra le prime al mondo in campo medico, a firma del suo Direttore Richard Horton (inglese!), ha sostenuto apertamente la candidatura di Milano quale sede di EMA alla luce della tradizione accademica e privata italiana in campo farmacologico con un “endorsement” finalmente degno della nostra storia. Perfino Horton al termine dell’articolo ci mette in guardia (rivolto agli Italiani) dal rischio che le nostre eccellenti competenze tecniche non basteranno per far votare Milano perché la battaglia sarà tutta politica! (fonte The Lancet vol.390 p.440 july 29, 2017)

In mezzo alla sensazione generale di essere ormai considerati come il due di picche, c’è comunque chi sottolinea che il “Sistema Paese” ha funzionato, che questa bruciante sconfitta è stata la prova per future sfide e che con Human Technopole e Città della Salute dimostreremo di essere al top. Poi ci sono i rammarichi e i ping pong di colpe. I vertici della Lombardia accusano il Governo di non aver trattato adeguatamente con la Spagna (il cui voto decisivo ci ha penalizzato): forse però se Maroni & Co non avessero preso marcatamente posizione a fianco della Catalogna, Rajoy avrebbe votato in un altro modo. E il confronto con la classe dirigente che portò a casa l’Expo è impietoso: Formigoni-Moratti in Lombardia, D’Alema e Frattini agli Esteri (con Premier Prodi e Berlusconi). Oggi abbiamo un Ministro degli Esteri che non parla nemmeno l’inglese e che nella giornata decisiva ha inviato il suo sottosegretario… Per non parlare della Mogherini, che avrebbe dovuto far valere il peso dell’Italia nella UE, ma che ricorderemo solo per essersi messa il velo durante la sua visita in Iran.

 

Autore:: adminweb

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