Case in autocostruzione, la luce in fondo al tunnel non si vede

Case in autocostruzione, la luce in fondo al tunnel non si vede

Attrito tra il Comune e la Regione a causa del cantiere di autocostruzione sperimentale abitativo sito in via Cadorna, completamente abbandonato da due anni e che si sta deteriorando a vista d’occhio a causa dell’incuria in cui versa tanto da richiedere l’intervento dell’Ufficio Tecnico comunale che, ad inizio febbraio, ha dovuto provvedere ad intervenire d’urgenza per la caduta in strada di una parte della recinzione. Proprio questo intervento straordinario ha fatto si che il Sindaco Antonio Brescianini lo scorso 30 gennaio, armato di carta e penna, abbia sentito la necessità di scrivere al Presidente Maroni. Il contenuto della missiva lamentava, oltre alle mancate risposte in riferimento ai numerosi solleciti rivolti al direttore generale di Aler Lorella Sossi, all’Assessore Regionale alla Casa Fabrizio Sala e al direttore del settore Gian Angelo Bravo, la situazione di degrado e pericolo che sussiste ormai da diversi anni nell’area interessata, dove sarebbero dovute nascere 16 unità abitative in autocostruzione e per le quali il cantiere è stato interrotto e abbandonato a seguito del fallimento del responsabile tecnico dell’operazione (la società Alisei) che doveva terminare i lavori entro il 2012.
“Si tratta di un progetto che nel 2008 ci aveva affascinato, perché all’epoca era assolutamente innovativo: giovani coppie mettevano a disposizione il loro tempo, diventavano manovali insieme all’impresa, diminuivano così i costi di realizza- zione e creavano la loro casa. In via Cadorna avevano investito la loro speranza, ora distrutta”: queste le parole del Sindaco per evidenziare come anche le persone che acquistarono casa ormai oltre 8 anni fa abbiano bisogno di avere delle risposte. Il progetto prevedeva la costruzione di villette a schiera di 2 piani di circa 80 mq con cantine interrate di 40 mq ciascuna, affitto mensile di 500,00 € e la possibilità, dopo 10 anni, di riscattare l’abitazione, divenendone così i proprietari. Dei 16 assegnatari, quattro sono stra- nieri, due nuclei familiari hanno acquistato casa altrove e altri tre hanno ricevuto un alloggio in edilizia pubblica. Il Comune, quindi, ha richiesto la ripresa del cantiere  con una guida diretta da parte di Aler (operatore tecnico a cui è stato affidato il diritto di superficie) e la messa in sicurezza dell’area oltre che la redazione di un nuovo piano di intervento.
Non si è fatta attendere la risposta della Regione che, lo scorso 31 gennaio sulle pagine del quotidiano “Il Giorno”, nella persona dell’Assessore Sala, ha dichiarando che “in questo progetto, chi non ha funzionato è il Comune di Vimodrone e Aler. In tutta questa vicenda il ruolo della Regione è assolutamente marginale. Anzi, ci stiamo entrando in maniera positiva proprio per cercare una soluzione”. E sulla decisione del Sindaco di scrivere una lettera direttamente a Maroni, Sala  taglia corto: “E’ un atteggiamento che davvero mi stupisce e non capisco. Il Sindaco di Vimodrone è quello che più di tutti ho incontrato e con cui hanno continuato ad interloquire anche gli uffici”. L’Assessore ha poi spiegato che qualcosa potrà muoversi solamente al termine dei conteggi di verifica dei residui a bilancio. Sala si è poi tolto qualche sassolino dalla scarpa: “A questo punto, Vimodrone deve dirci se vuole andare avanti con il progetto o se vuole solo usare la questione in modo strumentale”. Pochi giorni fa qualcosa ha iniziato a muoversi. Infatti, il 9 febbraio, si è tenuto un tavolo di discussione tra il Comune e Aler. Nulla è stato deciso o concordato, ma le aperture da parte di Aler (che ha ancora aperto un contenzioso con la società Finseco che detiene la consegna del cantiere) fanno ben sperare il Comune che rimane ancora in attesa di un’apertura a livello economico del Pirellone.

Mattia Murnigotti

Laureato in “Scienze politiche, economiche e sociali” all’Università Statale di Milano, sto concludendo gli studi specialistici in “Scienze del Lavoro – Risorse Umane”, con l’obiettivo di frequentare un Master in “Gestione delle Risorse Umane” Appassionato di politica, storia e sport (da buon italiano, il calcio è la mia passione), mi occupo prevalentemente del territorio di Vimodrone, cittadina in cui abito. Pratico sport attivamente (gioco a calcio in una società di Cassina de Pecchi, l’A.S.D. Aureliana) e sono vice-presidente dell’associazione giovanile “Noi Ci Siamo!” che agisce sul territorio di Vimodrone. Obiettivi futuri: Conseguire il Master e costruirmi una carriera nel campo della gestione delle Risorse Umane; iscrivermi all’albo dei pubblicisti; continuare a coltivare la passione del giornalismo.

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