martedì, settembre 25, 2018
Artigianato lombardo: rosea la congiuntura di fine 2017

In vista dell'analisi sul primo trimestre 2018, aspettative ancora di miglioramento per domanda estera, produzione e occupazione

L’artigianato lombardo consegue un risultato positivo nell’ulitmo trimestre 2017, con un incremento congiunturale dei livelli produttivi dello 0,7% e una crescita media annua del 2,6%. In questo contesto l’occupazione, che reagisce in ritardo rispetto alle dinamiche produttive, presenta saldi entrate-uscite nulli ed uno stabile ricorso alla CIG sui livelli minimi raggiunti. Le aspettative per il prossimo trimestre per la domanda sia interna che estera sono in miglioramento, come anche le aspettative per l’occupazione e la produzione. Gli imprenditori artigiani sono meno ottimisti per il prossimo trimestre con aspettative in peggioramento per tutti gli indicatori. I dati presentati derivano dall’indagine relativa al quarto trimestre 2017 che ha riguardato un campione di più di 2.700 aziende manifatturiere, tra cui quasi 1.200 imprese artigiane. Nel quarto trimestre 2017 per le aziende artigiane manifatturiere si registra un’accelerazione tendenziale (+3,1%) associata ad un incremento congiunturale (+0,7%) e la crescita media annua risulta così pari a +2,6%, più del doppio rispetto alla crescita media annua del 2016 (+1,2%). Per le aziende artigiane l’indice della produzione è a quota 97,3 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), rimanendo ancora sotto quota 100.

Da un punto di vista settoriale, per l’artigianato il 2017 è globalmente positivo, con solo le pelli-calzature in calo significativo (-4,4%). Altri tre settori (legno-mobilio, alimentari e carta editoria) mostrano un segno negativo ma, vista l’intensità della variazione (-0,1%), si tratta sostanzialmente di stabilità dei risultati.  All’opposto crescono significativamente la siderurgia (+5,0%) e la meccanica (+4,9%), seguiti dai minerali non metalliferi (+3,5%). Poco sotto la media troviamo le manifatturiere varie e la gomma-plastica (+2,1%). Con incrementi meno intensi si segnalano il tessile (+1,2%) e l’abbigliamento (+0,4%). Per l’artigianato tutte le dimensioni di impresa evidenziano una crescita della produzione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno ma, a differenza dell’industria, con intensità crescente all’aumentare del numero di addetti: se per le imprese manifatturiere artigiane con un numero di addetti compreso tra 3 e 5 la variazione è dell’1,3%, per le imprese con 6-9 addetti raddoppia (+2,6%) e per quelle con 10 addetti e oltre supera il 5% (+5,2%).

Nell’artigianato raggiunge la soglia del 50% la quota di aziende in crescita e scende al 26% quella delle aziende in contrazione. Anche in questo caso è pressoché stabile la quota di imprese artigiane che non registrano variazioni (24%). Per l’artigianato la variazione tendenziale del fatturato è molto positiva (+3,9%) mentre, questo trimestre, la crescita è meno intesa dal punto di vista congiunturale (+0,8%). Complessivamente, il fatturato dell’artigianato cresce in media annua del 3,0% nel 2017. Il risultato del quarto trimestre è molto positivo se confrontato con lo stesso periodo del 2016, con un incremento del fatturato del 3,9% per l’artigianato. Le imprese artigiane mostrano un miglioramento del risultato tendenziale (+2,6%) per domanda interna, incrementando anche la crescita congiunturale (+0,7%). Questi risultati portano ad un incremento medio annuo del 2,1%. La domanda estera delle imprese artigiane, invece, mostra un’accelerazione più marcata relativamente alla variazione tendenziale (+4,5%) che, associata ad un incremento dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, porta la crescita media annua al +2,9%. Il canale estero per le imprese artigiane svolge sempre un ruolo marginale, con la quota del fatturato estero sul totale in lieve calo (6,8%).

In tema di occupazione, nell’artigianato crescono sia il tasso d’ingresso (2,0%) che il tasso di uscita (2,3%), determinando un saldo negativo (-0,3%); al netto degli effetti stagionali la variazione occupazione risulta invece nulla. Per gli artigiani si riduce il ricorso alla CIG con una quota di aziende che scende all’1,4% e una quota sul monte ore che quasi si annulla (0,1%). Nell’artigianato gli investimenti in valore aumentano per i fabbricati, mentre cresce la percentuale di imprese che ha effettuato investimenti in macchinari e informatica. Per l’artigianato lombardo le aspettative mostrano una flessione generalizzata tornando in territorio negativo per la domanda interna, ma restando in campo positivo per domanda estera, produzione ed occupazione.

“Il quarto trimestre del 2017 – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero – si è chiuso con un deciso processo di accelerazione che ha riguardato produzione, fatturato ed ordini, sia interni che esteri. Anche se i dati tendenziali sono superiori a quelli congiunturali, non per questo le variazioni sul trimestre precedente sono meno rilevanti: una crescita della produzione manifatturiera dell’1,9% gareggia con quella fatta registrare nel primo trimestre del 2017. Occorre risalire al 2010 per trovare una dinamica così intensa. Bene anche le prospettive occupazionali. Questi dati trimestrali – conclude Accornero – hanno trascinato verso l’alto l’intera performance del 2017, ed il circolo virtuoso della crescita sembra essersi finalmente innescato. Tutti i motori sia interni che esteri sembrano spingere verso l’alto, ma questo quadro ottimistico non è privo di rischi. Anche per questo occorre intensificare gli sforzi diretti a far aumentare il potenziale di crescita e ad allargare la base e la qualità occupazionale con misure concrete di abbassamento del cuneo fiscale sul lavoro, di semplificazione, di taglio delal spesa pubblica improduttiva per liberare risorse da destinare agli investimenti, di politiche di accesso al credito meno stringenti per le piccole e medie imprese”.

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