martedì, settembre 25, 2018
A.Li.D.A. presenta il libro “Troppo Amore”

A.Li.D.A., Associazione Libere Donne Attive, è un’associazione di volontariato sociale che si occupa di Donne a 360 gradi, con lo scopo di contrastare la violenza di genere ed educare a una cultura delle pari opportunità. Nata a Pioltello nel Maggio di quest’anno, promuove il suo scopo sociale attraverso la creazione di eventi, laboratori nelle scuole e incontri a tema.

Sabato 15 settembre, con il patrocinio del Comune di Pioltello, presso e in collaborazione con la Biblioteca comunale Manzoni, alle ore 16,30 , A.Li.D.A. presenterà il libro “Troppo Amore” della filosofa Laura Tappatà, in cui l’autrice riflette “su come i segni di un amore malato si possano rintracciare, oltre che nelle singole vicende individuali, anche nelle trame scritte dalla cultura e dalla storia sociale”. “Questi due aspetti (con il pregevole aiuto dei dettami religiosi) sono sicuramente i responsabili del lungo silenzio e della cecità precedenti: la violenza domestica è sempre esistita. Sono fermamente convinta però che la dipendenza affettiva, come la conosciamo oggi, sia una condizione anch’essa culturale e mentale tipica del nostro tempo.”

Durante l’incontro le socie di A.Li.D.A. animeranno la discussione per riflettere, insieme al pubblico, su quando l’amore diventa pericoloso, sulla violenza psicologica e fisica nella coppia e familiare e sui femminicidi, fenomeni che purtroppo sono all’ordine della cronaca giornaliera. “Vi invitiamo a questo evento, perché la violenza psicologica e fisica sulle donne è un argomento di attualità e riteniamo che non se ne parli ancora abbastanza e con la giusta attenzione alle cause e alle motivazioni che la scatenano”, ci spiegano dall’associazione.

BENESSERE, EQUILIBRIO, e DESIDERIO: sono queste le tre parole chiave che Laura Tappatá pone alla base del riscatto personale. Il testo del suo saggio inizialmente riflette su come e perché una donna arriva ad accettare la violenza fisica e metafisica dal proprio partner, analizzando le origini psicologiche, culturali e politiche di questa scelta. L’autrice ci guida, quindi, attraverso l’esperienza dell’amore da un punto di vista femminile, motivando tale atteggiamento con la mancanza di sicurezze tipica della società attuale, che porta le persone a sviluppare un profondo senso di inadeguatezza, che spesso sfocia in patologie psicofisiche quali la depressione e che si riflette nel modo in cui ci relazioniamo con gli altri.

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